Onecoin , il multilevel piramidale con la falsa scusa della criptovaluta.

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Il rinnovato interesse verso il Bitcoin e le criptovalute come bene di rifugio e come  investimento molto fruttuoso, ha creato parecchie aspettative in un crescente pubblico che, anche dalle mie parti, è desideroso di apprendere il funzionamento e le possibilità di guadagno a questo mondo connesse. In tutto ciò si è introdotto Onecoin che attraverso propri affiliati, organizza delle serate “informative gratuite” sulle valute virtuali, ma di fatto tenta di vendere pacchetti formativi con il chiaro intento di vendere i token Onecoin. Anche dalla foto in alto in questo articolo, che riprende una pubblicità Onecoin, questa organizzazione utilizza il Bitcoin (“Onecoin il prossimo Bitcoin”)  per vendere un prodotto ed un servizio a mio parere completamente diverso.  Ist-OneCoin-illegal-

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Se l’UE collassa, può il Bitcoin diventare la moneta comune per l’Europa??

Autore Joël Valenzuela per The CoinTelegraph il 30/06/2016

If EU Collapses, May Bitcoin Become Europe’s Common Currency?

All’inizio di questo mese, la maggioranza dei cittadini del Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione europea. Questa uscita, nota come “Brexit,” ha causato un crollo temporaneo del mercato globale, e ha spinto il miliardario americano George Soros ad avvertire che un crollo dell’Unione europea potrebbe essere a questo punto “praticamente irreversibile” .

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I 5 fattori che secondo gli esperti favoriscono l’ascesa del Bitcoin a 700 dollari

Scritto da   per coindesk
| Pubblicato il 13/06/2016 , tradotto  da gavrilobtc

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Il prezzo del Bitcoin è salito di quasi il 20% durante lo scorso weekend tra l’11 e il 12 giugno e questo robusto apprezzamento ha attirato l’attenzione di molti esperti che non hanno aspettato tempo per dare giudizi su questo rally.

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Le 10 Maggiori Città Che Accettano il Bitcoin . In Svizzera i servizi pubblici si pagano in Bitcoin.

Le 10 Maggiori Città Che Accettano il Bitcoin

 Volete pagare una cena o lo shopping in Bitcoin? Potete farlo in alcune città che oggi si trovano in prima linea nell’utilizzo della moneta virtuale più famosa al mondo. Nell’articolo di oggi vedremo appunto le città che detengono attualmente il maggior numero di attività commerciali o bancomat che accettano il Bitcoin come forma di pagamento. Sono diversi i parametri utilizzati per realizzare questa classifica, tra cui il numero di attività commerciali “bitcoin-friendly“, il numero di sportelli bancomat bitcoin e il livello di popolazione rispetto al numero di attività che accettano la moneta digitale. Per conoscere se anche nella vostra città esistono dei bancomat o attività commerciali che accettano pagamenti in Bitcoin, potete consultare il sito Coinmap.

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Craig Wright NON è Satoshi Nakamoto – Ecco perchè.

Partiamo dalla notizia fresca di ieri data dai media internazionali, ma anche da quelli nazionali (persino RAI 3 TG Leonardo!) secondo cui l’imprenditore australiano Craig Wright ha fatto outing “dimostrando” di essere l’inventore del Bitcoin, il famoso e inafferrabile  SATOSHI NAKAMOTO. Quale possa essere l’interesse di rivelarsi al mondo dopo essersi nascosto con successo per ben 6 anni e mezzo, è ancora imperscrutabile, visto anche che gli sarebbe attribuibile una ricchezza di circa 450 milioni di dollari USA se, come è credibile,  Satoshi ha facilmente “minato” e tenuto per se almeno il primo milione di bitcoin creati. Personalmente non credo affatto che questo signore australiano sia il nostro uomo, sebbene autorevoli figure del mondo del Bitcoin come Gavin Andresen abbiano pubblicamente affermato di credergli. Ma andiamo con ordine cominciando con l’articolo di Wired di stamattina per poi rivelare quali trucchi può aver usato Craig Wright per dimostrare ciò che non è… Soprattutto, ciò che mi lascia perplesso, è che dimostrare di essere Satoshi è abbastanza semplice: gli basterebbe inviare una piccola frazione di quei primi tracciabilissimi bitcoin minati da Satoshi  a un qualsiasi wallet su richiesta. Cosa che ancora mr Wright non ha voluto fare….

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Cryptolocker: 1000 società colpite nel Triveneto nel 2015 – Messaggero Veneto

Messaggero Veneto 19 aprile 2016

Riportiamo la notizia apparsa ieri sul quotidiano locale friulano Messaggero Veneto che si rifà al rapporto Clusit 2016 (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) i quali dati offrono una panoramica abbastanza inquietante del cybercrimine in Italia. Il riferimento parla di un aumento del 30% annuo di aziende e soggetti colpiti da ransomware cryptolocker e suoi derivati e di riscatti pagati preferibilmente  in bitcoin per un valore di 9 miliardi di euro solo per quanto riguarda oltre un migliaio di casi denunciati nel 2015.

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La moneta del futuro, disponibile oggi!