L’Europa si prepara a un cambio d’epoca silenzioso ma radicale. Con l’entrata in vigore della direttiva DAC8, la privacy fiscale diventa un concetto del passato. Dal 1° gennaio 2026, ogni cittadino europeo sarà parte di un sistema di sorveglianza economica integrata in cui il confine tra trasparenza e controllo sfuma fino quasi a dissolversi. Il fisco dell’Unione Europea non si limiterà più a verificare redditi o dichiarazioni, ma potrà osservare in tempo reale la trama delle vite economiche dei propri residenti, con una capacità di analisi mai raggiunta prima.
Dall’inizio dell’anno scorso (2023) stiamo assistendo a periodi in cui il costo ed i tempi di conferma delle transazioni bitcoin si sono dilatati in maniera sconsiderata e assurda. In dicembre 2023 , se possibile, le cose stavano pure peggiorando e molti neofiti bitcoiners, semplici utilizzatori di criptovaluta, non capendo, sono rimasti scoraggiati da ciò che stava accadendo. A oggi, fine gennaio 2024, la situazione è abbastanza rientrata e costo transazioni (fee miners) e tempi di attesa si sono normalizzati, ma non sappiamo per quanto tempo. Cosa quindi è successo e sta succedendo? La causa di tutto ciò è stata la creazione e nascita degli Ordinals, un protocollo implementato su Bitcoin che consente di aggiungere NFT (opere d’arte digitali uniche , non duplicabili, come immagini, musica, video, oppure oggetti utilizzabili all’interno di videogiochi) alle transazioni Bitcoin. E’ stato sviluppato da Casey Rodarmor e lanciato il 21 gennaio 2023 e consente ai gestori dei nodi Bitcoin di inscrivere ogni sat (ogni bitcoin è suddiviso in 100 milioni di unità chiamate Satoshi, o sat) con i dati, creando Ordinal. I dati inscritti su Bitcoin possono includere smart contract, contratti intelligenti in grado a loro volta di abilitare gli NFT. Essendo delle opere uniche, non importa più quindi il valore a quotazione del sat bitcoin (bassissimo) in se stesso su cui gli ordinals transitano , ma il valore dell’opera artistica non duplicabile (ordinal) . Gli appassionati che sono disposti a pagare cifre molto importanti per queste opere non si fanno certo problemi quindi a pagare il costo della transazione di un satoshi anche decine di euro facendo così dilatare i tempi di approvazione delle normali transazioni bitcoin che si ritrovano regolarmente in coda ad aspettare per venir incluse in un blocco di conferma per la validazione. L’alternativa rimane quella di adeguarsi a tali costi con conseguenze imbarazzanti di pagare 10-20 euro per trasferirne anche solo 50€ rendendo antieconomica l’operazione. Tutto ciò rende sicuramente meno attrattivo Bitcoin per chi non ne conosce bene i meccanismi di funzionamento comunque virtuoso, che si autoregola. Infatti è chiaro che questa situazione porta ad evitare di fare transazioni bitcoin se non necessario, quindi il traffico cala e assieme a esso, anche il valore della criptovaluta mettendo in difficoltà i miners, gli operatori di rete che lavorano e validano le transazioni bitcoin, che saranno così costretti a “lavorare” anche le transazioni meno convenienti , quelle cioè che pagano meno fee/commissioni. In definitiva si può restare fiduciosi che la comunità Bitcoin, che non è solo costituita dagli sviluppatori e dai miners, ma in cui tutti sono importanti, anche il semplice utilizzatore, saprà risolvere presto il problema.
ETC Group quoterà questo mese sulla piattaforma Xetra di Deutsche Boerse BTCetc Bitcoin Exchange Traded Crypto – (BTCE), il primo ETP (Exchange Traded Product) sui bitcoin compensato a livello centrale. Il prodotto, disponibile alla vendita in Italia, Regno Unito e Austria e approvato dalla BaFin (la Consob tedesca), consente di prendere esposizione al bitcoin […]
Bitcoin è entrato ufficialmente nel più lungo periodo di declino di quotazione nei suoi 10 anni di storia. La criptovaluta più vecchia e preziosa del mondo ha raggiunto il massimo storico di $ 19.764 (€ 17.477,80) il 17 dicembre 2017 (secondo l’indice quotazione di CoinDesk) performando una serie di massimi ribassi da allora, fino a raggiungere il 2 febbraio 2019 il 411 ° giorno consecutivo di calo delle quotazioni. Come tale, ciò supera la durata del famigerato mercato ribassista bitcoin del periodo 2013-2015, che è durato 410 giorni dal suo prezzo più alto a quello più basso. (altro…)
Siamo giunti a fine mese e a fine di un anno incredibile per quanto riguarda le criptovalute e la loro regina Bitcoin . Molte persone nuove hanno scoperto questo mondo dimostrando però, per lo più, un approccio per niente consapevole a quella che senza tema di errori può essere considerata un autentica rivoluzione. Una rivoluzione paragonabile oggi a ciò che fu Internet all’inizio degli anni novanta del secolo scorso e che sconvolgerà nei prossimi anni a seguire la nostra vita in moltissimi campi . A cominciare da quello finanziario ed economico perchè Bitcoin e criptovalute riconsegnano di fatto all’individuo la facoltà di disporre pienamente delle proprie risorse e del proprio benessere economico disintermediando il rapporto tra noi e il denaro, oggi invece affidato ad organizzazioni umane e lobbies che determinano il destino delle popolazioni. Non solo, ma quello che la Blockchain, la tecnologia che sottintende Bitcoin, può realizzare anche in innumerevoli altri campi, è il vero oggetto di studi e sviluppi ormai già da qualche anno da parte del mondo finanziario tradizionale, di quello IT e di quello burocratico governativo. E’ inoltre innegabile che la novità portata da tutto ciò non sia nè prevista nè contemplata da alcun sistema giuridico o fiscale al mondo e, ciò provoca da una parte una libertà di movimento a mio avviso benefica, ma anche tutta la pericolosità che accompagna sempre tutte le scelte pionieristiche .
Moltissimi utilizzatori di bitcoin, soprattutto quelli nuovi e/o meno esperti, mi interpellano sempre più spesso perchè si trovano a fare i conti con transazioni che vengono confermate con sempre maggiore ritardo e che restano in sospeso per giorni e giorni prima di essere finalizzate e permettere l’ulteriore spesa/invio di quei bitcoin. Tutto ciò dipende dal funzionamento stesso del bitcoin e dall’aumento esponenziale del numero di transazioni sulla rete Bitcoin (Blockchain) che segue anche l’impennata del valore di quotazione della criptovaluta negli ultimi mesi e la sua sempre maggior richiesta e diffusione globale. Bisogna quindi fare attenzione a settare la giusta fee (commissione ) per i miners che validano le transazioni. Il + delle volte il vostro wallet lo fa in modo automatico, ma non sempre è sufficiente. Per questo motivo vi conviene forse dare un occhiata allo status della rete blockchain in tempo reale e settare manualmente le fees in modo che che la transazione non resti a lungo tempo sospesa senza essere “lavorata” dai validatori/miners. (altro…)
Mentre gli USA cominciano finalmente a respirare aria nuova con l’avvento del Presidente Trump e il suo “First America”, in Europa si respirano ancora gli asfittici miasmi del Nuovo Ordine Mondiale che ci vuole tutti come individuo-consumatore e attraverso la mescolanza delle razze “uomo a taglia unica” . In quest’ottica vanno inquadrati gli sforzi dell UE dove contante e cryptocurrencies diventano ora il bersaglio principale di sforzi antiriciclaggio della Commissione Europea. Di recente, la Commissione ha infatti pubblicato una tabella di marcia della sua proposta sull’iniziativa per le restrizioni sui pagamenti in contanti, estendendole anche alle cryptocurrencies come il Bitcoin.
Un gruppo anonimo di Bitcoiners italiani vuole utilizzare la criptovaluta per aiutare le vittime del terremoto che ha devastato una parte del territorio del loro paese.
Con così tanti paesi in tutto il mondo che tengono d’occhio l’evoluzione dei pagamenti dei consumatori, drastici cambiamenti sono destinati a succedere prima o poi. La Norvegia sta cercando di sbarazzarsi completamente dei pagamenti in contanti mentre in Regno Unito ci sono sollecitazioni nelle istituzioni ad abbracciare la blockchain e la valuta digitale. Ma cosa accadrebbe se i vari paesi del mondo improvvisamente decidessero di creare la propria moneta digitale?
Riporto e commento una recente intervista di Marco E.G. Maltese di Cointelegraph su quella che sarebbe potuta essere una novità rivoluzionaria per il mondo bancario e finanziario: NextBank. Secondo quanto pubblicizzato sul loro sito web NextBank promette un range di servizi favolosi tra cui la possibilità di depositare e trattare 135 valute diverse compreso naturalmente il Bitcoin ed altre cryptocurrencies oltre a metalli preziosi ed altro ancora. Non solo, l’offerta di servizi comprende tutto ciò che si possa immaginare da una banca, compresi i servizi di escrow e carte di credito internazionali, con un help desk in 50 lingue differenti. NextBank è registrata a Vanuatu, uno Stato-arcipelago a Est del continente australiano e prevede di ottenere le licenze necessarie entro l’inizio dell’anno prossimo. Per il momento ha intanto lanciato una campagna di raccolta fondi in crowdfunding dove a seconda della cifra investita ( da 100 a 25.000 euro) si ottiene dalla semplice prelazione di apertura conto corrente a socio azionista del progetto .
Il giornalista ha quindi pubblicato questo articolo che vi traduco liberamente .
Cosa è NextBank? L’opinione degli esperti.
Abbiamo contattato Luca Dordolo, uno dei primi imprenditori Bitcoin in Italia, già politico di lungo corso, consulente esterno per Kryptomith ltd, che ha avuto contatto diretto con l’organizzazione. Favorevolmente colpito dall’avvento sul mercato di una banca con tutte quelle opzioni descritte da NextBank ha dichiarato:
“ Ne ho avuto notizia un paio di settimane fa ed ho considerato il progetto realmente stupefacente. Ho prima letto un articolo, poi ho trovato il loro sito web , quindi ho deciso di prendere contatto con il loro Press Center . Mi ha destato inizialmente qualche sospetto il fatto che una banca che dovrebbe fornire servizi in 50 lingue diverse come sostengono, abbia un ufficio stampa solo in inglese (e tedesco)”
Ha quindi vagliato attentamente le informazioni e le opzioni disponbili sul sito web e si è accorto che l’intero progetto sembrava inconsistente.
“ Ero intenzionato a investirci alcune migliaia di euro, ma mi sono accorto ben presto che il progetto non stava in piedi. Nessun software, nessun dettaglio su come e quando saranno operativi, nessuna licenza bancaria o finanziaria (dicono che avranno la licenza di Vanuatu nel 1 ° trimestre del prossimo anno). Alla fine chi mi ha risposto è solo un addetto stampa, Simon Peltin, molto gentile ed educato, ma non abbastanza esaustivo e convincente nelle sue risposte. Ad una precisa domanda sull’ opportunità di aprire un ufficio di rappresentanza nella mia zona, Peltin ha risposto che il loro azionista principale è austriaco e che avremmo potuto organizzare un incontro solo in futuro (anche se sono davvero solo a poche ore di macchina da Vienna). “
Dopo aver raccolto maggiori informazioni ed essere approdato su un thread di Reddit, Luca si è accorto che possono esserci solo due opzioni: ” E’ solo una truffa o, nel migliore dei casi, un bel sogno irrealizzabile di un ragazzo senza esperienza finanziaria”
Luca ha quindi informato Peltin su quanto letto ricevendo una risposta lapidaria in cui si rimandava il link della loro risposta su Reddit e alla facoltà di decidere se acquistare o meno azioni, ma ribadendo anche che era loro facoltà se e quando organizzare qualsiasi tipo di incontro per discutere qualsiasi tipo di collaborazione.
Mr. Dordolo ha così abbandonato amaramente qualsiasi idea di investimento su NextBank, affermando che ‘questo progetto, anche se dovesse avere un minimo di validità, impiegherebbe troppo tempo per stare in piedi da solo. E’ un peccato … probabilmente non è ancora giunto il momento per i grandi investitori di finanziare un progetto così ambizioso e innovativo . ‘
Una banca presente in 7 diversi paesi costa almeno 490 milioni di dollari
Per avere un quadro più chiaro della situazione, abbiamo anche contattato un’altra persona, Simon Dixon, CEO di BankToTheFuture e Fund Manager diBitcoin Capital, da tempo nel settore finanziario. Abbiamo chiesto cosa ne pensa del progetto NextBank. Dopo aver letto la presentazione alla stampa del progetto, ha risposto:
‘Non so niente di questa società, ma se mi fosse fatta una proposta di investimento in una nuova banca pronta per il lancio in 7 diversi paesi nel 2016, farei richiesta di vedere 7 diverse licenze bancarie solamente per iniziare il mio processo di due diligence . Devi avere una licenza bancaria in ogni paese dove si desidera operare, solo per usare la parola ‘banca’ nel tuo nome e bisogna avere il permesso da parte del governo locale e della banca centrale. Se non producono questi documenti, la mia due diligence è gia finita lì e non andrei oltre ‘.
Abbiamo chiesto a Simon se pensa che qualcuno senza almeno dieci anni di esperienza nel settore bancario possa lanciare con successo una cosa come NextBank, lui ci ha risposto così:
‘Una nuova banca richiede nuovo modo di pensare e i vecchi banchieri creano vecchie banche, ma per capire come creare una nuova banca c’è bisogno di una comprensione eccezionale di ciò che c’è di sbagliato nelle vecchie banche e probabilmente bisogna aver lavorato in una di queste per acquisire tale esperienza. Dare una definizione di ciò che è una banca sta diventando sempre più indistinto perchè le società Fintech stanno sgretolando quello che era considerato l’essenza di una banca. Se si parla di depositi e prestiti sarebbe necessario quindi una buona comprensione del modello di rischio alla base della banca . Stanno operando in riserva frazionaria o in riserva bancaria? Se è in riserva bancaria, come fanno a fare soldi? Se con riserva frazionaria come proteggono il denaro dei correntisti? ‘
Infine, ha anche aggiunto che i fondi che ci si aspetta di recuperare dagli investitori sono troppo pochi rispetto a quello che sarebbe necessario per un progetto di tale portata:
‘Per avviare una banca in un qualsiasi Paese avrei bisogno di almeno $ 20 milioni solo per presentare la domanda alle autorità di regolamentazione e altri $ 50 milioni per soddisfare i requisiti di riserva. Se stessi lanciandola in 7 paesi, dovrei moltiplicare quelle cifre per 7. ‘
Il Punto di vista di esaminatore di certificati antifrode
Uno specialista in materia di riciclaggio Certified Anti-Money-Laudering (CAMS), Certified Fraud Examiner (CFE), e Certified Associate sul reciclaggio (AdC), studente presso la Northeastern University College of Criminal Justice, che preferisce rimanere anonimo, avendo lavorato per 20 banche globali e sostenitore della moneta digitale e per l’accesso ai servizi finanziari per il unbanked (senzabanche), ci ha riferito il suo parere sul progetto NextBank :
‘Non c’è modo per nessuno di riuscire a fare questo, certamente non nel lasso di tempo che hanno delineato. Finanziariamente, logisticamente e operativamente, tutto ciò è altamente improbabile. Dal punto di vista della conformità, mi sarei aspettato un impresa così impegnativa e una mole burocratica così grande che avrei subito nominato un amministratore delegato e un responsabile amministrativo per i documenti. Ci sono troppi strati complessi e sovrapposti di regolamentazione su cui lavorare. Non ve lo metto a verbale, ma direi che ci sono tutti i requisiti per essere una truffa. ‘