BITCOIN PER PRINCIPIANTI – La guida e le FAQ per iniziare

bitcoin per principianti

Bitcoin per principianti

Qualcuno ne avrà sentito parlare, ma in molti ancora non riescono a spiegarsi cosa sia. Prima di trascendere in qualsiasi specifica definizione, il bitcoin è una moneta. Penserete ad una moneta come l’euro, il dollaro, ecc… qualcosa che si tocchi, qualcosa di materiale. No. Bitcoin è una moneta digitale: si puó utilizzare esattamente come gli euro, ma solo attraverso internet. È un po’ come se quando andate a far la spesa, pagaste online quel che avete comprato: niente carte di credito, niente contante. Ma il bitcoin non è una moneta “ufficiale” (a corso legale) e nemmeno una moneta “straniera” da poter essere convertita in qualsiasi banca. È un valore scambiabile in euro, in dollaro, in qualsiasi altra valuta. Un valore decisamente di non poco conto, se pensiamo che oggi (05/07/2016) vale 673 dollari ­ 609 euro. Bitcoin è una moneta che non obbliga: non obbliga né commercianti né aziende né consumatore alcuno ad utilizzarla. Vive perché è una moneta che non richiede una banca per essere gestita, un governo per essere emessa e soprattutto vive perché tante persone ormai la vogliono. La base volontaria è alle radici del bitcoin. Chiarito che cos’è il bitcoin, capiamo ora come funziona.

Esiste un registro dove viene segnato ogni entrata ed uscita di tutti gli utenti: blockchain. Ad ogni transazione avvenuta seguono delle conferme da parte dei miners che “controllano” che quei bitcoin siano utilizzati per una sola transazione ossia quella transazione appena compiuta. In genere vengono effettuate 6 conferme nell’arco di 10 minuti: questo conferisce alle transazioni e ai bitcoin estrema sicurezza.

Moneta, investimento o mezzo di scambio?

All inclusive. Le transazioni permettono un uso in quanto moneta, ricordiamo che la legge italiana contempla l’autonomia negoziale per cui chiunque può accettare pagamenti in bitcoin. Il valore del bitcoin è cresciuto negli anni stabilizzandosi nel 2015 per alcuni mesi su 450€. Oggi 9/7/2016, nonostante l’ halving quota a 600€/btc. Ottimo investimento. Il bitcoin è frazionabile , tanto da avere delle sottounità: mbtc, bits e satoshi. Non per forza un bitcoin, ma anche dei decimali. E questo permette lo scambio con altre valute, andando così ad incrementare e non la domanda e l’offerta. Ecco il mezzo di scambio.

Quanto vale mbtc, bits e satoshi?

1mbtc = 0.001 btc

1 bits = 0.000001 btc

1 satoshi = 0.00000001 btc

Significa che ad esempio con 5 euro abbiamo: 0.0085 bitcoin quindi 8.55 mbtc ed ancora 8557 bits o ancora infiniti Satoshi. Non è difficile capire che in base alle proprie esigenze ed aspettative si avrà “bisogno” di un bitcoin o di mbtc. Un commerciante reale o online richiederà pagamenti in mbtc. Un trader avrà una mentalità fondamentalmente ferma sugli mbtc tendenzialmente volta al bitcoin. Il web potrà ricompensarvi in bits (ad es. paymeabit). Un investimento vi porterà a ragionare in bitcoin.

Chi produce bitcoin?

I bitcoin non si producono. Vivono grazie al protocollo ideato da Satoshi Nakamoto che fissa un limite di “produzione” dei bitcoin in 21.000.000. Raggiunto questo limite, non ve ne saranno altri. Oggi i miners ne hanno già immessi sul mercato 15.700.000 grazie allo sblocco dei blocchi che la blockchain “invia” ai miners. I miners ad ogni transazione guadagnano delle fee ossia un compenso per i controlli sulla correttezza della transazione , un costo irrisorio per la brevità dei tempi e per l’invariabilità. In che senso? Sia che inviate 1bitcoin o 10000 bitcoin, il loro compenso non varierà. Non ci sarà alcuna commissione extra da pagare.

Sono tassati i bitcoin ?

La disciplina ancora non è stata definita, chi acquista e rivende bitcoin dovrebbe pagare soltanto la plusvalenza, ma non essendoci una quotazione ufficiale al momento è piuttosto di difficile attuazione …. E se sono un’impresa?  Le imprese emettendo fattura in euro, pagherà semplicemente gli euro che avrà fatturato. I bitcoin sono comprensivi di Iva? SÌ. In realtà, vi è una sentenza europea che riconosce i bitcoin esenti da iva.

Bitcoin è regolamentato?

L’Eba ha espressamente documentato la difficoltà di regolamentare le cripto valute e tra queste anche il bitcoin. Sono molti gli aspetti da considerare per non incidere sul mercato e suoi operatori. Tuttavia sono molte le nazioni che ci stanno lavorando. Pochi giorni fa, il North Carolina ha riconosciuto il bitcoin tra i beni, pur con le critiche del portavoce dei bitcoin che sottolineava l’esistenza di alcuni limiti non elaborati e poco chiari. Ciò nonostante i giuristi italiani, stanno lavorando sull’interpretazione della legge fino a nuove disposizioni, preoccupandosi soprattutto di tutelare i cittadini dai reati informatici e soprattutto dal rischio di riciclaggio che ha visto la costituzione dell’AML ­ anti money laundering ed una direttiva da attuarsi.

Grazie per la miniguida  a  Marzia dott.ssa Minieri

BITCOIN FAQ
(Domande frequenti)

Che cosa sono i Bitcoin?
(da Wikipedia) Bitcoin (simbolo: ฿; codice: BTC o XBT) è una moneta elettronica creata nel 2008 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta. A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale. Esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola.

Se li acquisto, che cosa ricevo?
Ricevi un accredito in Bitcoin sul tuo portafoglio Bitcoin (wallet). La transazione è qualcosa di simile a un bonifico on-line, con la differenza che non si passa attraverso una banca ma attraverso la rete Bitcoin.

Che cos’è un portafoglio Bitcoin?
Un portafoglio Bitcoin è uno strumento che ti permette di inviare e ricevere Bitcoin. Esso include uno o più indirizzi Bitcoin che puoi utilizzare per ricevere e inviare denaro da e verso altri utenti. Proprio come accade con le e-mail, puoi ricevere Bitcoin anche quando non sei connesso, e tutti i portafogli sono compatibili fra di loro.

Dove mi procuro un portafoglio Bitcoin?
Puoi usare un client software come Multibit , oppure un servizio on-line. In questo caso, per un’esperienza più semplice e immediata, noi ti consigliamo di creare un nuovo portafoglio online gratuitamente partendo da qui). Potrai sempre cambiare sistema quando diventerai più esperto.

Ho ricevuto i Bitcoin… che me ne faccio?
Li puoi spendere per acquistare beni o servizi. Per trovare un’attività commerciale che li accetta come moneta, puoi cercare qui.
È più probabile, comunque, che tu li voglia conservare per un certo periodo, con finalità di investimento. Sarai al corrente, infatti, che il tasso di cambio con le valute tradizionali è in ascesa a favore dei Bitcoin.
In qualsiasi momento potrai rivenderli ad altri utenti in cambio di valute tradizionali, contattandomi o usando appositi servizi come Bitstamp o lo stesso eBay. Ti raccomando comunque, di investire con giudizio e cautela, il Bitcoin, vista la volatilità della sua quotazione, rimane sempre un investimento ad alto rischio. Non ci spendere quindi più di quanto tu possa permetterti di perdere!

Quanto vale un Bitcoin?
Il tasso di cambio tra Bitcoin e le principali valute (Euro, Dollari, Yen, ecc.) è stabilito dalla legge della domanda e dell’offerta. Esistono specifici servizi di cambio on-line che ne definiscono il valore in ogni istante.
Se acquisti  dai dealers o su eBay il prezzo potrebbe differire da quello che vedi sugli exchange perché viene tenuto conto conto delle commissioni di eBay, del margine del venditore e dei suoi rischi ( leggi e approfondisci QUI), del tempo necessario a concludere una transazione e del fatto che si tratta di piccoli importi. È la stessa differenza che c’è tra il prezzo all’ingrosso e il prezzo al dettaglio di qualsiasi bene o servizio.

È frazionabile?
Sì, ciascun bitcoin è frazionabile fino all’ottava cifra decimale. Quindi, ad esempio, puoi ricevere 1.00 BTC, spendere 0.00000001 BTC, e sul tuo portafoglio rimarranno 0.99999999 BTC.

È legale?
Comprare e usare Bitcoin è legale esattamente come comprare carciofi, francobolli o t-shirt. L’uso che ne farai dopo l’accredito è ovviamente sotto la tua responsabilità.  Attualmente (31/12/2015)  lo scambio/acquisto di Bitcoin in Italia è  accomunabile legalmente al baratto o al collezionismo. Inoltre l’Unione Europea ha revcentemente stabilito che il mercato di scambio di bitcoin è esente dall’applicazione dell’IVA alla pari delle valute a corso legale.

È sicuro?
Puoi fidarti della rete Bitcoin, perché non è controllata da un ente centrale ma da tutti i nodi della rete e la sua sicurezza si basa su standard crittografici all’avanguardia.
Ricordati che sei tu, in prima persona, il responsabile del tuo portafoglio Bitcoin: se lo perdi, o dimentichi le credenziali per decrittarlo, hai perso i tuoi bitcoin. Esattamente come potresti perdere il tuo portafoglio “reale”.
Verifica sempre che il servizio o il dealer che ti vende i bitcoin sia referenziato ed abbia numerosi feedback positivi per essere più sicuro di non essere truffato. Per gli stessi motivi chi vende bitcoin vuole essere pagato prima di inviarli (è normale : se voglio cambiare euro in dollari, dovrò prima tirar fuori e consegnare la quantità di euro che voglio cambiare).

LA GUIDA  SEMPLICE SUI BITCOIN

 Mi sono accorto che mancava una guida scritta, completa e piuttosto semplice da capire per quanto riguarda il fenomeno Bitcoin, così ho finalmente trovato qualcosa di aggiornato che possa essere utile a tutti i principianti e l’ho tradotta e adattata liberamente per voi. Ringrazio Annalaura Ianniro della rubrica “Discover Bitcoin” dell’unversità Luiss Guido Carli per il testo originale in inglese.

Va da sè dire che un sito che tratta di Bitcoin debba descrivere cosa il Bitcoin sia.  Dopo tutto è anche uno dei nostri obbiettivi quello di aiutare la gente che non ha idea di cosa il Bitcoin sia, a capire il fenomeno, cominciando dalle basi. Anche per chi legge ed ha una buona conoscenza dell’oggetto potrà godere di una breve rinfrescata ai concetti basilari di questa tecnologia. Il punto è che il Bitcoin è un fenomeno estremamente complesso, a cominciare proprio dai meccanismi che lo regolano. Dietro ad essi, c’è infatti un algoritmo straordinario, e spiegarlo in maniera dettagliata richiederebbe un alto livello di conoscenza e competenza matematica, crittografica ed informatica che non tutti possiedono. Io stesso sono un imprenditore con un background inadeguato per guidarvi attraverso le insidie strettamente tecniche dell’argomento. Fortunatamente ciò non significa che non si possa comprendere il protocollo Bitcoin lo stesso. Al contrario, mantenendo le cose abbastanza in maniera semplice ed intuitiva, riusciremo ad avere una comprensione, necessaria per poter formare pareri nostri e, soprattutto, una consapevole e autonoma idea sull’argomento. Prima di procedere ulteriormente con la spiegazione, vorrei chiarire alcune notazioni: quando scrivo Bitcoin, con la lettera ‘b’ maiuscola si intende il progetto, il protocollo, l’intero fenomeno; quando scrivo bitcoin con una piccola ‘b’, mi riferisco alle monete che spendiamo in particolare.

Prima di tutto, il Bitcoin è una valuta virtuale che non ha una corrispondenza fisica se non in edizione limitata per collezionisti: ogni moneta è in realtà una stringa alfanumerica generata all’interno di un computer. Più specificatamente , come avrete sentito, il Bitcoin è una criptovaluta (cryptocurrency) . Ciò significa che tutto il suo meccanismo si basa sulla crittografia per poter funzionare in maniera appropriata. Il protocollo Bitcoin fu creato da Satoshi Nakamoto. Nessuno sa chi realmente sia costui, nei mesi scorsi alcuni giornalisti sostennero di averlo trovato a Temple City in California: un certo Dorian Satoshi Nakamoto, fisico matematico di 64 anni, ma poi la sua estraneità alle vicende della criptovaluta fu acclarata e l’opinione più accreditata rimane che quel nome sia solo uno pseudonimo per nascondere la vera identità del padre del Bitcoin, o più probabilmente i padri, vista la grandissima complessità dell’algoritmo Bitcoin. Dopo aver pubblicato un documento introduttorio su Bitcoin nel 2008 – Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System (Bitcoin: un sistema di denaro elettronico condiviso) – e lanciato il protocollo in Rete all’inizio 2009, Nakamoto letteralmente svanì nell’aria. La sua figura misteriosa e la sua possibile identità è ancora oggetto di fervide discussioni.

Il documento di Nakamoto è perciò un eccellente punto di partenza per definire il Bitcoin. Nel documento l’autore lo presenta come ” Una versione pura di denaro elettronico peer to peer che permetterebbe di eseguire pagamenti online direttamente da una parte ad un’altra senza utilizzare istituzioni finanziarie”. Nelle intenzioni di Nakamoto, Bitcoin “rappresenta un’ alternativa  di sistema elettronico di pagamento basato sulla crittografia anzichè sulla fiducia, che permette due parti che lo vogliano, di transare direttamente tra loro senza il bisogno di una terza parte fiduciaria, che faccia cioè da garante. Nakamoto, pubblicò inoltre il suo protocollo sulla Cryptography Mailing List, sul sito metzdowd.com,  mostrando così una connessione con l’ideologia Cypherpunk[1] . Essendo una rete  peer-to-peer , il sistema Bitcoin è decentralizzato, senza una Banca Centrale o un’ Autorità che lo controllino. Infatti nella rete peer to peer , tutti i nodi hanno una gerarchia equivalente, lavorando sia come server che come client tra di loro. Ogni volta che un programma Bitcoin è istallato su un computer, si aggiunge un nuovo nodo al sistema e in solo 5 anni la rete Bitcoin si è rapidamente estesa diventando un fenomeno rivoluzionario.  Una delle sue caratteristiche principali è l’anonimato delle transazioni. Come spiegarò meglio più tardi, l’utilizzo delle bitcoin permette alle parti coinvolte nella transazione di rimanere anonime, rendendo estremamente difficile la tracciabilità. E questo aspetto, insieme a molti altri, è fonte eccezionale di libertà e di molte preoccupazioni per le autorità costituite che tutto vorrebbero tenere sotto controllo. Con i concetti generali esplicati, possiamo concentrarci  su come funziona questo sistema con ulteriori dettagli.

Come ho appena spiegato, per poter diventare un nodo della rete Bitcoin, un ipotetico utente deve istallare il software Bitcoin sul proprio computer[2]. Essenzialmente si tratta di un bitcoin wallet (portafogli), che assegna un identità all’interno del sistema Bitcoin e due chiavi digitali, una pubblica ed una privata, necessarie per poter compiere le transazioni. l’identità digitale non è in alcun modo collegata con la reale identità dell’utente. E’ uno pseudonimo numerico, che nasconde la vera identità dietro ad esso. Le due chiavi, sempre alfanumeriche, possono essere viste come password e vengono utilizzate per firmare digitalmente ogni transazione bitcoin: ciò collega un documento o un messaggio al posto dell’identità di chi lo firma. Invece di utilizzare una penna, il processo di firma digitale si poggia sulla matematica e sulla crittografia.

Ci sono tre modi per procurarsi le bitcoin:

  1. Comprare bitcoin con moneta corrente (fiat) da un bitcoin exchange;
  2. Accettare bitcoin come pagamento di un bene o un servizio;
  3. Mining – minare-estrarre bitcoin (poi spiegherò cosa sia)

Focalizziamoci sulle transazioni, ora. Supponiamo che l’utente A voglia inviare 10 bitcoins all’utente B. Apre il suo bitcoin wallet, e digita la sua transazione includendo tutte le informazioni rilevanti: la sua identità (sulla rete Bitcoin non quella reale), il numero dei bitcoin coinvolti nella transazione[3], l’eventuale commissione (irrisoria), e l’identità bitcoin del ricevente (stringa/chiave alfanumerica pubblica).  Prima di inviare la transazione alla rete, l’utente la firma con la sua chiave privata, ottenendo così un stringa alfanumerica a lunghezza fissa, che ora risulterà criptata. Quando questa transazione raggiunge la sua destinazione , l’utente B usa la chiave pubblica di A per verificare che la transazione provenga proprio da A e, in questo caso, la accetta . La transazione è pubblica, ciò significa che ogni nodo all’interno della rete P2P Bitcoin può vederla. Questa pubblica evidenza è esattamente ciò che permette al sistema di prevenire il problema molto comune dei pagamenti online che è la doppia spesa. la doppia spesa si verifica quando l’utente che sta inviando il pagamento in bitcoin usa gli stessi esatti bitcoin in un’altra transazione, un po’ come dire che duplica e falsifica il denaro digitale per spenderlo più volte. In un sistema con un così alto grado di anonimità, come è il bitcoin, sarebbe estremamente facile farlo impunemente. Questo al contrario non avviene.  La ragione risiede nella prova del ” protocollo di lavoro” , che regola l’intero sistema. La prova del protocollo di  lavoro è un meccanismo, che permette di dimostrare la quantità di sforzo che un certo utente ha messo in un compito specifico. Di solito consiste in un complesso puzzle matematico che l’utente deve risolvere, consumando una considerevole quantità di tempo e di energia computazionale. Il sistema Bitcoin lavora in questo modo. Tra i vari nodi della rete Bitcoin, alcuni vengono chiamati miners, minatori. Questi nodi hanno l’importante compito di raccogliere tutte le transazioni avvenute in un certo intervallo di tempo e, risolvendo la prova di lavoro , le validano. Così, per tornare all’esempio di prima se A manda 10 bitcoins a B, come può B fidarsi che quei bitcoin non siano già stati spesi? Ecoo come i minatori entrano in gioco. Chiunque può vedere qualsiasi transazione su un pubblico registro (blockchain). Come A produce la sua transazione, anche i miners possono vederla, assieme a tutte le altre transazioni prodotte nello stesso intervallo di tempo. Così ogni miner cerca di raccogliere queste transazioni in un blocco ed attaccarle a quella che viene chiamata catena dei blocchi delle transazioni. Questa catena è fatta da tutte le transazioni avvenute, dall’inizio del protocollo Bitcoin. Se un blocco si aggiunge alla catena, le transazioni all’interno sono approvate ed acquisite dall’intero network Bitcoin,  e nel caso di una biforcazione, viene considerato solo la catena con il maggior numero di sforzo/lavoro prodotto. In termini più concreti, se il pagamento ricevuto da B è agganciato alla catena pubblica , B ha la garanzia che i bitcoins ricevuti sono autentici ed ancora non spesi . I miners possono quindi attaccare un nuovo blocco risolvendo la prova di lavoro successiva. Il primo che ce la fa a risolvere è ricompensato da tutte le commissioni che appartengono a quel blocco specifico e con le nuove monete coniate in quel momento. Essenzialmente il bitcoin mining è ciò che controlla la produzione di bitcoin. Il protocollo decide la difficoltà del compito che così, di media ci mette circa 10 minuti per aggiungere un nuovo blocco alla catena. Questa difficoltà è costantemente calibrata[4]con le dimensioni della rete e la sua forza computazionale . Dopo appena 5 anni, oggi la complessità della prova di lavoro è tale che si può fare mining solo con hardware specifici molto potenti. Dal 2013, si parla appunto di ASIC mining hardware. Un  application-specific integrated circuit (ASIC) è un microchip disegnato per uno specifico proposito.  Al giorno d’oggi , dato il potere di consumo di queste tecnologie e comparato con altre tecnologie di mining, l’ASIC hardware è il modo più veloce ed efficiente per minare. L’ammontare dei bitcoin emessi è fisso e si dimezza ogni 4 anni. E’ cominciato con 50 bitcoins ogni nuovo blocco ed ora i minatori ne ottengono solo 25 . Questo tasso fisso decrescente di produzione, insieme alla calibrazione della complessità della prova di lavoro porta alla conclusione che nell’anno 2140 il numero di bitcoin in circolazione raggiongerà la cifra di 21 milioni. Dopo di che non saranno coniati altri bitcoin e i miners verranno pagati solo con le commissioni di transazione ci si aspetta che la rete Bitcoin abbia raggiunto una dimensione considerevole e che le commissioni non siano più opzionali come ora, ma che il loro volume sarà tale da soddisfare adeguatamente i minatori senza dover alzare il costo). The implications of this fixed supply, as well as the incentive compatibility of the mining system, won’t be discussed in this specific article, but they will be the object of future ones: they deserve a much more detailed analysis.

Il meccanismo descritto qui sopra è il cuore della decentralizzazione del sistema bitcoin e probabilmente la sua caratteristica più interessante ed innovativa. Il prezzo del Bitcoin [5] ( cioè il suo tasso di cambio contro le valute correnti) ha mostrato altissimi tassi di crescita, attraendo inizialmente molti investitori ed entusiasti. Ovviamente scetticismo e preoccupazioni non possono essere evitate. Ciò che alcuni sottolineano è che il Bitcoin non è stato creato per sostituire la moneta reale. Anche se fosse questo il caso , in questo momento è troppo presto per parlarne e troppo lontani dal rispondere a quesiti ancora sconosciuti. la tassazione è uno di questi, solo per fare un esempio. Come si dovrebbe tassare il bitcoin? Le Autorità hanno dimostrato durante questo 2014 di non aver ancora la più pallida idea e molto probabilmente sarà impossibile convincere chi lo usa a pagare una tassa a meno che non lo voglia. Tutto ciò comunque non significa gettarsi nel panico, anzi. Il Bitcoin e le altre cryptocurrencies hanno un elevatissimo potenziale di cambiamento dell’economia e della finanza mondiale, una autentica rivoluzione che va oltre il Bitcoin stesso. Il Bitcoin oggi è solo la dimostrazione più eclatante di qualcosa di ben più rivoluzionario che si sta affacciando e che è collegato al suo protocollo, la Blockchain. Applicato al denaro, il concetto di blockchain rende ognuno libero di poter gestire il proprio patrionio e la propria ricchezza senza che essa sia controllata da soggetti terzi come banche o governi. Pensate quando questa tecnologia potrà essere applicata ad altre forme di contratto o addirittura all’identità personale che non abbisogni più di Stati nazionali che la certifichino, ma che sia validata dalla rete e valida per tutto il pianeta (niente più passaporti o carte di identità). Un mondo nuovo che avanza, molto più libero di quello in cui stiamo vivendo…


[1] Il movimento cypherpunk è nato alla fine degli anni 80s. I suoi membri sono attivisti che sostengono fortemente l’uso della crittografia specialmente su Internet come mezzo di cambiamento sociale e politico.
[2] Adesso ci sono anche applicazioni per smartphone cha fanno questa cosa. Non è più necessario un computer , in generale qualsiasi dispositivo elettronico dovrebbe poterlo fare.

[3]  Va fatta un ulteriore chiarezza a questo punto In una transazione è coinvolta l’intera cifra di bitcoin posseduti dall’utente.  Ciò significa ad esempio che se l’utente A possiede un totale di 30 bitcoins nel suo wallet, nella transazione esemplificata dovrà specificare:

  • 10 bitcoins a B
  • 19 bitcoins ad A (se stesso)
  • 1 bitcoin commissione sulla transazione (opzionale)
[4] La calibrazione avviene ogni 2016. Il protocollo controlla  quanto tempo ci voglia per minare questi nuovi 2016 blocchi, se essa sia di più o meno 2 settimane (con una media di 10 minuti a blocco) . Se ci mette molto di più di 2 settimane la difficoltà viene ridotta, viceversa , se ci mette molto meno tempo, essa viene aumentata.

[5] Ciò può essere applicato anche per le altre crittovalute come dogecoins o litecoins.

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