Acquistare Bitcoin – Le commissioni dei dealers – Consigli e regole da seguire

Acquistare Bitcoin – Le commissioni dei dealers e le regole da seguire

(lo so, è lungo, ma vale la pena di leggerlo fino in fondo)
10 Aprile 2015 (aggiornato il 14/08/2017)

Questo post è tratto da una recente mail in cui mi si chiedeva quali fossero le commissioni che vengono applicate dai dealers (privati che operano come “cambiavalute”) al cambio tra euro e bitcoin . Nel cercare di dare una risposta il più possibile esaustiva e comprensibile a chi si avvicina ora al mondo delle criptovalute e vuole acquistare bitcoin, ho pensato di pubblicarla qui sul mio blog ed esaudire così le richieste dei moltissimi utenti che spesso lo chiedono.  Qualora riscontraste errori o desideraste approfondire, non avete altro che contattarmi.
La commissione applicata al cambio dipende da molti fattori.

Partiamo dal fatto che il bitcoin non ha un ente regolatore che ne stabilisce il valore di quotazione, ma dipende dal mercato puro. Vale cioè quanto uno è disposto a venderli e a quanto un altro è disposto a spendere per acquistare bitcoin. Solo quando domanda e offerta si incontrano avviene la transazione. Il bitcoin è oggi presente in quasi 17 milioni di pezzi (agosto 2017) e sappiamo che ne saranno prodotti  fino a 21 milioni entro il 2140. Non voglio soffermarmi qui sul processo di mining, cioè di creazione di nuova moneta bitcoin attraverso la validazione delle transazioni, in quanto a parere di molti, un affare ormai fuori dalla portata del “fai da te” o “del fatto in casa” ed ormai puramente operazione industriale che coinvolge investimenti importanti. Detto ciò, il bitcoin oggi è scambiato con tutte le valute esistenti al mondo su decine e decine di piattaforme di scambio, chiamate exchanger. Queste piattaforme non sono altro che  siti internet dove si svolge il mercato di scambio del bitcoin con le diverse valute, ma non hanno per lo più alcun requisito nè riconoscimento legale o finanziario, non sono cioè banche o istituti finanziari che possano garantire i depositi in valuta corrente (fiat) o in bitcoin. Sebbene la maggior parte degli exchanger cerchino oggi di adeguarsi e chiedano all’iscrizione, l’esposizione di dati personali e finanziari, seguano le due normative principali nel campo finanziario, l’AML (Anti Money Laudering – antireciclaggio) e KYC (Know Your Customer) ed infine quasi tutti adottino misure di sicurezza antipirateria molto stringenti, la quinquennale storia del Bitcoin è costellata da crack finanziari + o – clamorosi di queste piattaforme che falliscono perchè hackerate (piratate), avendo quindi subito ingenti furti che non riescono a coprire, o perchè letteralmente chi le amministra fugge con il denaro nel momento ritenuto più opportuno. L’iscrizione a queste piattaforme e le tempistiche richieste, l’esposizione dei dati, il deposito iniziale e i rischi descritti per il reperimento di quella che può essere definita l’oro delle monete elettroniche e che per le sue qualità è paragonabile solo al metallo giallo o alla moneta contante, contribuiscono alla diffusione di un mercato secondario e più agile che è quello dei dealers  per soddisfare una richiesta crescente di questa criptovaluta. Il dealer è quasi sempre un privato che legalmente può essere considerato alla stregua di un collezionista che compra, vende e scambia la sua collezione senza vincolo alcuno se non la passione per ciò che sta collezionando. Non parliamo quindi di professionisti o soggetti fiscali a cui si può richiedere fattura, scontrino o ricevuta per l’acquisto.   Ovviamente la possibilità di acquistare bitcoin in grosse somme ma anche cifre modeste (sotto il migliaio di euro) da un dealer in maniera rapida e molto spesso anonima, comporta il pagamento di un valore aggiunto o commissione  per il servizio.  E’ determinante vieppiù, ai fini della formazione del prezzo finale, la volatilità della quotazione della criptovaluta.  Pur se l’andamento intraday del bitcoin sia meno tumultuoso rispetto ai primi anni, non si può negare che esso possegga una estrema volatilità che lo porta a frequenti momenti improvvisi di crescita anche del 10-20% nel giro di poche ore e di altrettante cadute. Di certo essendo un prodotto recente, non essendoci quindi uno storico solido su cui fare riferimento, è molto difficile fare previsioni sull’andamento futuro di tale valuta pur che per certo, non potendo inflazionare, il suo valore è destinato solo a salire nel tempo, ma possono capitare ancora innalzamenti o cadute verticali di valore della quotazione nella stessa giornata dovute a notizie di rilievo che la coinvolgono o addirittura semplici rumors. Sulla vendita al dettaglio ciò ha un impatto visibile, perchè il dealer si ritrova a gestire una quantità di bitcoin acquistata che potrebbe essere fruttifera o no a seconda della quotazione del bitcoin al momento della sua vendita in frazioni. Comunemente ormai, più che la quotazione di una singola piattaforma exchanger su cui il venditore ha acquistato, viene presa come valida per la formazione del prezzo finale di vendita, la media della quotazione dei bitcoin scambiati con la stessa valuta fiat (es. euro) su più piattaforme. Il sito di riferimento per la stragrande maggioranza degli operatori è www.bitcoinaverage.com, ma ve ne sono altri come www.preev.com o www.coinmill.com e ognuno guardacaso, ha una quotazione media diversa perchè sono presi in considerazione fattori differenti per la sua formazione  Altri fattori che incidono sul prezzo finale nell’acquistare bitcoin, è sicuramente la quantità scambiata. La possibilità di cambiare piccole somme in tempi rapidi, operazione non realizzabile sulle piattaforme exchanger, incide sulla commissione richiesta dal dealer. Allo stesso modo, vista la scarsa disponibilità di bitcoin in circolazione dovuta anche alla limitata produzione, quantità elevate di bitcoin comportano difficoltà, tempistiche, rischi ed esposizioni maggiori che vengono quantificate con una maggiore commissione da parte dei dealers. Per quanto riguarda invece le modalità o gli strumenti di pagamento va ricordato che tutti i sistemi di pagamento elettronici (Bonifico SEPA, Paypal, Neteller, Skrill, Postepay, Superflash, Ukash, Payza, Okpay ecc), per normativa europea, oltre ad essere tracciabili, sono reversibili per (più o meno) giustificato motivo, fino a 180 giorni dopo la transazione. Il bitcoin invece, seppur valuta elettronica ,si comporta esattamente come il denaro contante: anonimo e irreversibile. Dopo aver compiuto la transazione cioè, non è possibile dimostrare il possesso di quelle banconote (o bitcoin) che si sono scambiate e riaverle indietro se non restituite da chi le ha ricevute. Questa differenza e questo sbilanciamento espone i dealers a numerose truffe, con diversa facilità di realizzazione a seconda del metodo di pagamento utilizzato. Più alto è il rischio del dealer quindi, più alta sarà la tariffa di commissione richiesta. Questo è anche uno dei motivi per cui i bitcoin non vengono mai inviati prima della ricezione del pagamento.

*Volendo entrare nello specifico, per ordini fino a 50€ chiedo 5€ di commissione fissa, al di sopra di tale somma (€50), applico una commissione che è riferita a quanto sopra descritto nell’articolo. Inutile chiedere quale è la percentuale che applico, è una presa in giro se non viene prima stabilito quale sia la base di quotazione su cui si applica ( il mio 7% potrebbe equivalere al 10% di un altro dealer o al 5% di un altro ancora solo cambiando la quotazione di base…). Perciò quando volete acquistare bitcoins e volete saperne il prezzo, consiglio di chiedere il prezzo finale per una precisa quantità di cryptovaluta, oppure dichiarate la cifra in euro che intendete spendere chiedendo quanti bitcoin vi arriveranno.

Per tutti i pagamenti ONLINE  (Bonifico SEPA, Bancoposta, Paypal, Neteller, Skrill, Postepay online o da app, Superflash, Ukash, Payza, Okpay ecc)ID CONFIRMATION PHOTO di qualsiasi cifra si tratti, richiedo l’adeguata verifica dei propri documenti di identità e la corrispondenza di questi con il profilo utente del conto da cui si paga. Per chiarezza , ciò significa che prima ancora di chiedere prezzi commissioni o altro, se è vostra intenzione eseguire un pagamento online, e solo per la prima volta, dovrete inviarmi un vostro selfie con un documento di identità leggibile in mano ed un foglietto con la scritta “Solo per l’uso di gavriloBTC” riportante la data odierna.                                                                                           In aggiunta, avrò bisogno della foto/schermata del profilo utente del conto da cui pagate dove possa leggere gli stessi dati riportati sul documento di identità. Solo dopo la positiva verifica avrete i dati su cui effettuare il pagamento per finalizzare la transazione. Se ciò vi sembra troppo invasivo della vostra privacy, nessuno vi obbliga, ma sicuramente non farete scambio di cryptovalute con il sottoscritto , che non intende certo rischiare truffe o coinvolgimenti in riciclaggio o favoreggiamento ad attività illecite nelle quali il bitcoin è visto come facile mezzo di anonimità . Patti chiari dunque per avere un servizio trasparente, puntuale e di qualità come quello che offro.

L’unico modo per evitare la sopra descritta procedura di adeguata verifica è effettuare un pagamento per contanti presso una tabaccheria, un centro Sisal o un ufficio postale ricaricando una  postepay i cui dati vi verranno inviati al momento in cui avrete deciso di farla e saranno validi per non più di un ora.  In queste tempistiche potrete effettuare il pagamento, inviarmi foto della ricevuta con la scritta “Acquisto bitcoin da gavriloBTC” assieme alla stringa alfanumerica del wallet su cui riceverete i bitcoin concordati non appena avrò opportunamente verificato di aver ricevuto la somma da voi pagata ( in pochissimi minuti quindi).

N.B.

* Questo ultimo paragrafo è solo un esemplificazione. Ogni dealer applica le sue regole e ciò che è scritto è solo il modus operandi dell’autore, con nessuna pretesa di interferire nè tanto meno di indicare quali siano le linee da seguire.

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