Mentre il Giappone si è da poco dotato di una regolamentazione per quanto riguarda gli scambi di criptovalute considerando di fatto il Bitcoin e le sue sorelle minori alla stregua di strumenti di pagamento, dall’altra parte del mondo anche la Svizzera si è mossa da tempo considerando il bitcoin come valuta straniera e accettandolo comunemente per il pagamento di servizi pubblici locali , trasporti ed altro. L’Unione Europea invece su questo come su altri temi importantissimi per la vita dei propri cittadini, soffre di un immobilismo preoccupante. A dimostrazione di un tanto, il presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, ha infatti dichiarato ieri che il bitcoin non rientra nelle competenze normative della BCE. La dichiarazione è stata presentata in risposta a una domanda della commissione per i problemi economici
e monetari del Parlamento europeo. “Non è in nostro potere proibire o regolamentare (il Bitcoin)” – Ha dichiarato Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea . La commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo era intervenuta in merito alla questione interpellando la BCE se intendesse sviluppare un’architettura di regolamentazione relativa al bitcoin e quali fossero i rischi che i crittografi possano causare all’economia europea attraverso le criptovalute. Secondo una traduzione di Google di una storia pubblicata da Eunews.it, Draghi ha dichiarato che dopo aver considerato “la grandezza, l’accettazione dell’utente e l’impatto sull’economia reale (del Bitcoin) … sarebbe comunque molto prematuro considerarlo come strumento di pagamento per il futuro” (aspettiamo allora che sia così maturo da cadergli in testa!! ndr.) Il presidente della BCE
Stante anche queste ultime dichiarazioni di Mario Draghi, appare evidente l’eccessivo balzo in avanti fatto dall’Italia con la Gazzetta Ufficiale del 29 giugno scorso, citata in questo articolo, in cui si introduce la figura di cambiavalute virtuale, rendendo soggetto attivo per la normativa antiriciclaggio chiunque scambi criptovalute. Tutto ciò presuppone appunto che le criptovalute siano riconosciute legalmente come valute, cosa che così non è e non potrà essere finchè non vi sia una direttiva europea in tale senso e ad oggi, non sembra per niente imminente. Al contrario, qualora vi fosse un qualsiasi contenzioso a causa di tale disposizione in Gazzetta Ufficiale , tra un cittadino “collezionista di criptovalute” e un qualsiasi organismo statale preposto alla sorveglianza sulla normativa antiriciclaggio , potrebbe scattare invece una procedura di infrazione verso lo Stato Italiano per aver legiferato su una materia di competenza europea e non più nella sua sovranità, esattamente come il caso estone di cui sopra .
Quando si dice l’eccesso di zelo burocratico….
E magari i bitcoin sono solo una moneta che un giorno sarà gestita da 1-2 miners, i soli che hanno vinto la guerra computazionale per il mining e gestiscono le transazioni di tutto il mondo meglio di una megabanca mondiale, mentre tutti gli altri incapaci di scaricarsi 100-200 GB per fare una transazione da 10 euro useranno solo client light come electrum hahahaha.
Vabbè, molto meglio le criptovalute che garantiscono a tutti equità di mining come dash, monero o peercoin, garantendo una rete diffusa per sempre in mano a tutti e non una rete in mano a sempre meno soggetti.
Questa è la tua opinione rispettabilissima e che potrebbe anche essere attinente al futuro del Bitcoin. Io credo sia difficile invece, perchè è l’interesse di tutti , ma proprio di tutti quelli che hanno a che fare con il bitcoin, che questo resti fruibile e abbia le caratteristiche attuali. Tieni conto che Bitcoin da solo rappresenta l’80% del mercato di tutte le criptovalute esistenti e interessi per centinaia di miliardi di euro /dollari, mentre il resto del mercato è polverizzato su + di 800 criptovalute riconosciute e qualche migliaia complessive .
Poi è possibile che crescendo il valore del Bitcoin a quotazioni moilto alte, questo diventi meno fruibile, spendibile e conveniente per operazioni di tutti giorni e che qualche altra criptovaluta possa prendere in tal senso il suo posto. Ma attualmente non se ne vede nessuna che possa prendere in mano questa eredità. Il bitcoin rimane l’unica criptovaluta con cui si possano realmente comprare molti beni e servizi…