Onecoin , il multilevel piramidale con la falsa scusa della criptovaluta.

onecoinbitcoin

Il rinnovato interesse verso il Bitcoin e le criptovalute come bene di rifugio e come  investimento molto fruttuoso, ha creato parecchie aspettative in un crescente pubblico che, anche dalle mie parti, è desideroso di apprendere il funzionamento e le possibilità di guadagno a questo mondo connesse. In tutto ciò si è introdotto Onecoin che attraverso propri affiliati, organizza delle serate “informative gratuite” sulle valute virtuali, ma di fatto tenta di vendere pacchetti formativi con il chiaro intento di vendere i token Onecoin. Anche dalla foto in alto in questo articolo, che riprende una pubblicità Onecoin, questa organizzazione utilizza il Bitcoin (“Onecoin il prossimo Bitcoin”)  per vendere un prodotto ed un servizio a mio parere completamente diverso.  Ist-OneCoin-illegal-

Questo articolo nasce quindi per mettere in guardia lettori e curiosi sul fatto che Onecoin non è assolutamente una criptovaluta, ma nella migliore delle ipotesi è un sistema di MultiLevelMarketing con forte tendenza a sfociare in un Ponzi scheme  ( struttura piramidale o catena di Sant’Antonio).

Una descrizione di cosa troverete a queste riunioni potete leggerla cliccando sull’immagine qui sotto così sapete prima cosa vi aspetta.onecoinaiaiai

Prima di partecipare e soprattutto di aderire ai loro famosi pacchetti, vi invito perciò a leggere anche le risorse sull’argomento qui di seguito reperite dal sito del vocabolario etimologico  http://www.etimo.it .

Buona Lettura

gavrilo

ULTIMI AGGIORNAMENTI:

18 Luglio 2020

ONECOIN, DOVEVA ESSERE IL “BITCOIN KILLER”, E’ DEFINITIVAMENTE FALLITA.

STORIA DI UNA TRUFFA ANNUNCIATA  di Eleonora Spagnolo(The cryptonomist.ch)

Onecoin doveva essere il killer di Bitcoin, finché le autorità giudiziarie di mezzo mondo non l’hanno definita una truffa. Anzi, per qualcuno può essere considerata la truffa del secolo, in grado di raccogliere 4 miliardi di euro.

Tra successi, sparizioni e persino delitti, questa è la storia della criptovaluta che prometteva una rivoluzione finanziaria.

OneCoin, the Bitcoin Killer

Onecoin nasce nel 2015. Il fondatore di questa moneta è Ruja Ignatova, amministratrice della società omonima con sede in Bulgaria. Lo scopo di Onecoin doveva essere la creazione di una moneta elettronica, alternativa ai contanti e soprattutto alternativa a Bitcoin.

Nell’epoca in cui Bitcoin era già abbastanza noto, OneCoin iniziò a strutturarsi non come una criptovaluta vera e propria, ma come una criptovaluta “futura”. OneCoin infatti era diffusa da veri e propri promotori artefici di un multi-level marketing. Quello che gli investitori compravano erano pacchetti di “token” che in futuro sarebbero stati convertiti in OneCoin quando la moneta sarebbe finalmente andata live.

In realtà la società ha sempre sostenuto di vendere pacchetti educativi. Ad ogni modo questi pacchetti erano di vari importi ed ogni importo garantiva un ritorno decisamente vantaggioso.

Prendendo ad esempio quanto riporta l’AGCM italiana in una istruttoria del 2017, i pacchetti in vendita andavano da un investimento di 140 euro fino a quello più cospicuo di 27.530 euro. Nel primo caso, nel 2018 veniva promesso un ricavo di 2.800 euro. Nel caso dell’investimento più cospicuo, il rendimento garantito era pari a 3 milioni di euro.

Nonostante non ci fosse una blockchain, nonostante non era chiaro il sistema di mining, nonostante OneCoin si professasse l’erede di Bitcoin pur non avendo in comune con esso l’infrastruttura tecnica, nonostante non fossero neppure chiari i motivi per cui il valore di OneCoin dovesse lievitare a tal punto da garantire ritorni da 3 milioni di euro, gli acquisti dei pacchetti proliferavano.

OneCoin costruì una vera e propria community, con eventi coinvolgenti e spettacolari. Di questi il più celebre resta quello che si tenne a Londra alla Wembley Arena, alla presenza di Ruja Ignatova. Era l’11 luglio 2016.

Dal palco, Ruja Ignatova prometteva una criptovaluta facile da usare, per tutti, che sarebbe diventata la più utilizzata del mondo. Diceva che dietro OneCoin non c’era solo una visione, ma una famiglia.

“Negli ultimi  due anni sono stata chiamata in vari modi. Probabilmente la cosa migliore è stata: ‘Onecoin, potrebbe diventare il killer di Bitcoin’. Devo dire che mi piace”

Questo ciò che diceva Ruja al pubblico in delirio. Illusi di essere una famiglia, illusi che si sarebbero arricchiti facilmente, in tanti vollero unirsi alla “rivoluzione finanziaria”. 

La crescita esplosiva di OneCoin, unita al mancato e sempre rinviato lancio della criptovaluta, portarono su OneCoin le attenzioni delle autorità. Perché in realtà, l’unico modo per arricchirsi con OneCoin era quello di vendere pacchetti ad altre persone e reclutare nuovi investitori.

Su questo sistema in breve tempo posarono gli occhi le autorità regolamentari. L’anno cruciale è il 2017, quando la BaFin tedesca impone la cessazione delle attività legate a OneCoin in quanto le società OneCoin e OneLife non avevano adeguate licenze per commerciare strumenti finanziari. Già prima si era espressa l’autorità del Belgio, che nello stesso periodo aveva avvertito i consumatori dei rischi di un investimento in OneCoin. Stesso warning arrivò a stretto giro anche dalla FCA Inglese.

Anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana arrivò a multare OneCoin e OneLife per pratiche scorrette. 

Ciò nonostante OneCoin continuò a raccogliere soldi e a venerare la creatrice della società, Ruja Ignatova. Che in un misterioso giorno di ottobre 2017, scompare.

Ruja Ignatova

Dr. Ruja è la mente dietro OneCoin. Affascinante, carismatica, colta, è la star di questa storia. Nelle sue apparizioni era sempre estremamente curata, con l’immancabile rossetto rosso. Laureata in diritto privato, di sé diceva che aveva anche studiato ad Oxford.

Le sue tracce si perdono ad ottobre 2017. Attesa ad un evento OneCoin a Lisbona, Ruja non arrivò mai.

Le teorie sulla sua scomparsa sono molteplici. La prima ipotesi è che sia stata rapita, perché il suo progetto prometteva di stroncare la finanza tradizionale. La seconda ipotesi è che sia sparita perché voleva sparire. Secondo alcuni, ormai OneCoin era diventato troppo grande per essere gestito.

Una ricostruzione sulla vita, gli affari e la scomparsa di Ruja Ignatova possono essere trovati nel documentario della BBC The Missing CryptoQueen. In questo podcast si ipotizza che Ruja abbia completamente cambiato il suo aspetto con la chirurgia estetica. E che sarebbe in Germania.

L’arresto di Konstantin Ignatova

Con la scomparsa di Ruja Ignatova il business di OneCoin non si è fermato. A gestirlo ci ha pensato suo fratello ed ex guardia del corpo Konstantin Ignatova. Ma il 6 marzo 2019 è stato arrestato all’aeroporto di Los Angeles, dove stava per imbarcarsi su un volo diretto in Bulgaria al termine di un evento OneCoin.

Accusato di truffa, rischia fino a 20 anni di carcere. La sentenza è ancora da emettere.

Con il suo arresto l’epopea di OneCoin di fatto arriva ad un punto morto. Dopo le multe, il divieto di operare, i sequestri, i siti chiusi, e la definizione di scam del secolo, OneCoin ha probabilmente finito di illudere i suoi investitori. Non ci sarà nessuna rivoluzione finanziaria, a discapito di chi ci ha creduto. 

OneCoin non è riuscito ad uccidere Bitcoin, che invece continua il suo lento percorso verso l’adozione di massa.

La vicenda però conferma una cosa: diffidare sempre di chi promette facili guadagni con il minimo investimento. E studiare sempre gli investimenti prima di affidargli i propri soldi, o peggio ancora, i propri risparmi.

31 Dicembre 2016

ARRIVATO L’ AMEN PER LA TRUFFA ONECOINItaly Suspends Onecoin’s Activities Declaring Them a Pyramid Scam

Italy Suspends Onecoin’s Activities Declaring Them a Pyramid Scam

Cari avvocati  Strata, Principe & Partners via Cosenza 8 – 00161 Roma non avevo dubbi su quale fosse il miglior uso per la vostra lettera di diffida…indovinate?

29 Novembre 2016

Cominciano le grane giudiziarie….

Belgio: indagine penale su OneCoin!

Denuncia penale contro Laurent Louis, ex deputato belga e grande promotore di Onecoin in Belgio.


Laurent Louis a un meeting Onecoin

http://www.mlmzoom.it/news/indagine-penale-truffa-onecoin

17 Novembre 2016

Fine di un Ponzi scheme…

http://truffacoin.com/one-coin-si-chiude

16 Novembre 2016

Titoli di coda per la truffa Onecoin:

OneCoin perde il suo ultimo conto bancario in Africa

3 Ottobre 2016

Le autorità finanziare del Regno Unito emettono un avvertenza su OneCoin

15 Luglio 2016

OneCoin allarme lanciato dalle autorità FSMA del Belgio

13 Aprile 2016

OneCoin nel mirino del ministero del lavoro Austriaco

4 commenti su “Onecoin , il multilevel piramidale con la falsa scusa della criptovaluta.”

  1. Purtroppo internet da la possibilità a tutti, proprio a tutti, di scrivere delle cavolate e di lanciare accuse prive di fondamento (vedi articoli su Onecoin). Ma analizziamo ora le cose dal punto di vista pratico, che quando si parla di soldi è molto più importante del (vostro) teorico: Onecoin opera da 1 anno e mezzo in oltre 200 Stati, a quanto pare tutti ciechi di fronte a quella che voi definite una truffa. Che brutta cosa, l’invidia………

    1. Gli schemi piramidali o Ponzi schemes non hanno un tempo predefinito per far scoppiare la bolla e lasciare in mutande gli improvvidi che vi hanno aderito. Di fatto e per i motivi ben spiegati nell’articolo, Onecoin NON è una criptovaluta, ma nel migliore dei casi un MultiLevelMarketing, con fortissimo dubbio di PONZI per le modalità di funzionamento e le menzogne che nasconde. Chi vi aderisce e vi casca dentro non ha altra possibilità x uscirne e recuperare i soldi spesi di attirare, coinvolgere e far cadere altre vittime nello stesso schema piramidale. Così si spiega il facile e finto entusiasmo con cui viene proposto e promosso dagli aderenti Non è quindi questione di invidia o di cecità, anzi conoscenza e competenza fanno tener lontano da tutto ciò. Per quanto riguarda i famosi 200 paesi in cui opera, dall’articolo pubblicato si sa che Onecoin in USA non opera (forse perchè le leggi stringenti degli USA lo avrebbero messo subito al bando con conseguente danno di immagine globale del Ponzi?) In Austria è la stessa Camera di Commercio che avvisa dei pericoli correlati a Onecoin. Infine e guarda caso, la “Signora delle Camelie”, alias la bulgara Deus ex machina del favoloso Onecoin è stata già coinvolta e pare condannata in passato per uno schema piramidale…Tutta casualità??
      Non sono di fatto contrario ai Ponzi dichiarati, dove cioè si mette in chiaro e onestamente da subito il funzionamento e la eventuale breve durata della “giostra”, ognuno è libero di assumersi i rischi che vuole con il proprio denaro, purchè sia consapevole di ciò che sta facendo L’ articolo qui pubblicato serve invece a far capire con chiarezza la differenza tra una criptovaluta anonima, DECENTRALIZZATA, libera e senza obblighi di acquisto di “pacchetti prefissati” e chi invece approfitta di questo strumento di libertà finanziaria e benessere economico per proporre altro o peggio per truffare il prossimo gettando pure discredito sull’intero sistema Bitcoin e criptovalute .

  2. Da quand’è che le criptovalute operano in forma centralizzata? Onecoin è per caso una moneta spendibile? Scambiabile? Acquistabile senza pacchetti? È una moneta capace di presentarsi senza appoggiarsi su bitcoin? È una moneta che in quanto tale permetta guadagni?

    Conosciamo le risposte di chi OPERA per onecoin in 200 stati, il problema appunto è che internet dà la possibilità davvero a tutti di…. Parlare.

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