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Il Parlamento Europeo vota la fine dell’anonimato per il Bitcoin

Tratto da ITALIA OGGI – 19/04/2018 14:24

Regolamentazione più rigida sulle monete virtuali come il Bitcoin per evitare che siano utilizzate per il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo.
parlamento Ue

I prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali e i prestatori di servizi di portafoglio digitale per le valute virtuali dovranno applicare, come già succede per le banche, controlli di due diligence e requisiti di verifica sulla propria clientela, per porre fine al regime di anonimato associato alle valute virtuali. Anche queste piattaforme e questi prestatori di servizi dovranno essere registrati, così come i cambiavalute e gli uffici di incasso degli assegni, nonché i fornitori di servizi per aziende e società fiduciarie.   Arriva con l’approvazione della quinta direttiva, da parte del parlamento europeo, la risposta Ue e la prima regolamentazione organica in tema di criptovalute. Ieri, infatti, il parlamento europeo ha approvato con 574 voti a favore, 13 voti contrari e 60 astensioni, in via definitiva la V direttiva antiriciclaggio, il provvedimento entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione nella gazzetta ufficiale dell’unione europea. Gli stati membri avranno successivamente, 18 mesi di tempo per trascrivere le nuove norme nelle rispettive legislazioni nazionali. Per l’Italia un lavoro in un certo senso semplificato, visto che molte novità

contenute nella direttiva sono già state regolamentate con l’approvazione della Quarta direttiva,in vigore in Italia con il dlgs 90/17 (nuova disciplina antiriciclaggio).

– Cristina Bartelli

COMMENTO:

Di fatto questo non cambia assolutamente nulla rispetto all’operatività dei cambiavalute più seri e professionali (tra cui anche il sottoscritto) che fin qui hanno operato  in un ambiente assolutamente non regolamentato e  proprio per questo, essendo totalmente indifesi, devono mettere in atto forme piuttosto arcigne di adeguata verifica del cliente ( spesso un semplice contatto on line attraverso chat o email)  per proteggersi da eventuali e possibili truffe, soprattutto per quanto riguarda i pagamenti on line in valuta fiat,  i quali, vale la pena ricordare, sono sempre reversibili fino a 180 gg  mentre i Bitcoin sono irreversibili come il denaro contante.

Ecco in questi casi, l’esempio di cosa viene richiesto, prima ancora di procedere alla transazione, al cliente che vuole acquistare Bitcoin o altre criptovalute  con metodi di pagamento digitali :

Selfie con documento di identità leggibile e foglio riportante una frase e la data odierna e  lo screenshot della pagina profilo titolare del mezzo di pagamento online con cui il cliente intende pagare. Ovviamente tutti i dati devono corrispondere.

Si tratterebbe quindi, per i suddetti cambiavalute, di capire  quali siano limiti e procedure di archiviazione dei dati dei clienti, ma  la normativa italiana non è stata attualmente completata dalla promulgazione di regolamenti attuativi rendendo così impossibile il recepimento  e la messa in vigore effettiva dell’intera normativa. 

C’è inoltre da sottolineare che , con tale  regolamentazione, il  cambiavalute virtuale, essendo soggetto primario responsabile di adeguata verifica sul cliente finale (dlgs 90/17 ), ricopre per obbligo di legge un ruolo attualmente svolto dagli istituti bancari, i quali pertanto non dovranno avere più alcuna ragione per rifiutare l’erogazione di servizi quali ad esempio l’apertura di conti correnti ( come avviene anche tutt’oggi) e permettere così agli operatori di esercitare liberamente la propria attività. 

Per concludere quindi, finchè tali regolamenti non saranno approvati e promulgati, la situazione sostanzialmente non cambia ed ognuno opera solo a propria esclusiva tutela. 

gavrilo

Terrorismo e riciclaggio sono la scusa UE per toglierci il possesso del nostro denaro.

 31/01/2017 – Liberamente tradotto, commentato, interpretato e tratto da questo articolo di Bitcoin.com da gavriloBTC

Mentre gli USA cominciano finalmente a respirare aria nuova con l’avvento del Presidente Trump e il suo “First America”, in Europa si respirano ancora gli asfittici miasmi del Nuovo Ordine Mondiale che ci vuole tutti come individuo-consumatore e attraverso la mescolanza delle razze “uomo a taglia unica”  . In quest’ottica vanno inquadrati gli sforzi dell UE  dove contante  e cryptocurrencies diventano ora il bersaglio principale di sforzi antiriciclaggio della Commissione Europea.  Di recente, la Commissione ha infatti pubblicato una tabella di marcia della sua proposta sull’iniziativa per le restrizioni sui pagamenti in contanti, estendendole anche alle  cryptocurrencies come il  Bitcoin.

La Roadmap

La tabella di marcia o ‘Inizio di valutazione d’impatto’ avrebbe lo scopo di informare le parti interessate, come le forze dell’ordine, le autorità fiscali, le banche centrali e tutti coloro che saranno toccati dall’ iniziativa per dare loro la possibilità di fornire un feedback. Essa spiega l’iniziativa ed esplora le opzioni principalmente per limitare i pagamenti in contanti e controllare definitivamente il benessere economico e finanziario dei suoi sudditi. 

Europe's Roadmap to Restrict Payments in Cash and CryptocurrenciesLa roadmap  cita la caratteristica di anonimato nelle transazioni in contanti come principale pericolo precisando che “tale anonimato può anche essere utilizzato impropriamente per il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo” ed aggiungendo che le restrizioni sui pagamenti in contanti potrebbero essere un mezzo per combattere le attività criminali che utilizzano grandi transazioni in denaro contante. In realtà è l’ennesima limitazione alle legittime aspirazioni di crescita, benessere e prosperità economica delle popolazioni e degli individui che vivono all’interno di quella che sempre di più sta diventando un lager, l’UEAlcune opzioni considerate dalla Commissione sono perciò quelle dell’ adozione di una legislazione UE che costringa i pagamenti attraverso canali che non sono anonimi, come i bonifici bancari e assegni .

D’altra parte, l’autorità competente potrebbe essere responsabile della trasparenza mentre in alternativa, la dichiarazione potrebbe essere effettuata all’atto del pagamento, indipendentemente da tutte le parti. La Commissione ha anche considerato il livello di soglia di restrizione e se ci debba essere una singola soglia o le soglie variabili in base a poteri d’acquisto del paese (la Germania sicuramente non ne avrebbe, guarda caso…).

Estendere le restrizioni anche alle cryptocurrencies

Among several approaches discussed in the roadmap is an option that takes into account new technologies such as cryptocurrencies.

The problem with cryptocurrency payments is different from that of cash. Cryptocurrencies are not regulated at the EU level. They are considered anonymous because their transactions are recorded but “there is no reporting mechanism equivalent to that found in the mainstream banking system to identify suspicious activity”, the Commission explained.

Tra i vari approcci discussi nella tabella di marcia c’è un’opzione che tiene conto delle nuove tecnologie, come le cryptocurrencies. Il problema dei pagamenti in criptovaluta è diverso da quello in  contanti.  Le Cryptocurrencies non sono regolamentate a livello UE. Esse sono considerate anonime perché le transazioni sono registrate, ma “non vi è alcun meccanismo di informazione equivalente a quello che si trova nel sistema bancario tradizionale per identificare attività sospette”, ha spiegato la Commissione .

La  roadmap suggerisce quindi:

Un’opzione potrebbe essere quella di estendere le restrizioni ai pagamenti in contanti anche per i pagamenti che garantiscano l’anonimato (cryptocurrencies, il pagamento in generale, etc.). Le restrizioni sui pagamenti in contanti, dall’altra parte,  potrebbero promuovere lo sviluppo di tecnologie di pagamento alternative ma compatibili con l’obiettivo perseguito di trasparenza .

Se le restrizioni sui contanti fossero estese alle cryptocurrencies, queste potrebbero integrare le esistenti misure proposte per ridurre l’anonimità delle criptovalute come indicato negli emendamenti nella direttiva  Antireciclaggio (AMLD) dello scorso Luglio.

Siamo alla follia pura : vorrebbero acquisire e utilizzare la tecnologia Blockchain e drasticamente controllare l’accesso alle crittovalute anonime. Certo tutto fattibile, ma non esperibile con successo. Per rendersene conto basti vedere la riuscita della BitLicense nello Stato di New York. La conseguenza alla sua messa in atto ed alle sue restrizione è stata il trasferimento di massa di tutte le imprese e startup del settore Blockchain nel vicino New Jersey con la conseguenza che il Bitcoin comunque impazza irrefrenabilmente nello Stato di New York pur senza rispettare la famosa BitLincense. Un fallimento così clamoroso che i legislatori stanno tentando di correggere in tutta fretta. I soloni europei non hanno capito che il vento di libertà finanziaria portato dal Bitcoin non è più arrestabile ed eventuali proibizioni o blocchi non faranno altro che aumentarne il valore intrinseco e la sua ascesa a discapito dei loro controlli.

Più controlli UE sulle Cryptocurrencies

La Commissione ha lavorato attivamente sui modi per ridurre l’anonimato delle criptovalute ed ha pubblicato il ‘Piano d’azione per la lotta contro il finanziamento del terrorismo’ lo scorso febbraio. Il Piano si basa sulla quarta AMLD dell’UE, che dovrebbe essere attuato quest’anno. Esso stabilisce che” c’è il rEurope's Roadmap to Restrict Payments in Cash and Cryptocurrenciesischio che le valute virtuali possano essere utilizzate dalle organizzazioni terroristiche per nascondere i trasferimenti di denaro”, spingendo la Commissione ad estendere “la portata del AMLD ed includere le piattaforme di cambio valuta virtuali”.

Nel luglio dello scorso anno , la Commissione ha  proposto di definire “tutti i guardiani che controllano l’accesso alle valute virtuali, in particolare le piattaforme exchanger e i fornitori di servizi wallet” come le entità che dovranno monitorare le transazioni sospette in criptovaluta.  Avremo quindi la fuga immediata di queste entità dal territorio dell’ UE verso Gran Bretagna, Isola di Man ecc. che ben si presteranno ad ospitarli grazie anche alla Brexit in attuazione. Da sottolineare inoltre che a parte Bitstamp, nessuna piattaforma exchanger è in regola con le normative finanziarie europee nè garantisce alcunchè a chi deposita valuta fiat (euro dollari yen sterline ecc.) presso i loro conti ( se ve li fregano nessuno ve li restituisce). Un altro ottimo passo quindi,  per ammazzare definitivamente l’Euro. Che dire poi delle dichiarazioni su cryptocurrencies e terrorismo?  Nessuno ha spiegato alla Commissione che non è conveniente , ma è invece veramente difficoltoso commerciare in armi, esplosivi e finanziare operazioni costose come quelle terroristiche con una valuta completamente tracciabile e di scarsa reperibilità seppur anonima  come il Bitcoin e le sue sorelle? Molto meglio i dollaroni sonanti e gli euro…Io sono certo di sì, qualcuno dei nostri esperti (anche italiani) glielo ha detto, ma le finalità di quei soloni sono ben altre di quelle che dichiarano.

All’inizio di quest’anno perciò, l’ amministrazione Juncker ha confermato che la lotta al riciclaggio e al finanziamento al terrorismo, che include le criptovalute è una sua priorità. In altre parole, ha confermato l’amministrazione Juncker , riciclaggio e terrorismo sono “cosa nostra”.

( I commenti in corsivo sono a cura dell’autore del blog)