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Gli effetti dell’Halving sul valore e la diffusione del Bitcoin

11/07/2016Bitcoin Halving Party3

Un fatto rilevante per l’ambiente Bitcoin accaduto sabato scorso, mi da motivo per scrivere una piccola guida di cosa ci sia dietro al bitcoin  al protocollo che lo regola e quali prospettive esso generi.

Come scritto nell’algoritmo di Satoshi (l’anonimo creatore del Bitcoin) il numero globale dei bitcoin che verranno prodotti dal sistema è finito : in totale ne potranno venir  “estratte” solo 21 milioni di queste monete digitali.  Una moneta (bitcoin) vede la luce per la prima volta quando un “minatore”  (operatori addetti alle verifiche delle transazioni bitcoin) risolve un blocco ( di verifiche).

Il protocollo Bitcoin  include un meccanismo che incoraggia le persone a diventare miners (minatori): ogni volta che costoro risolvono un blocco , il minatore che ci riesce, riceve una ricompensa finanziaria. Questa ricompensa è attualmente il principale incentivo economico  che i minatori hanno per  “minare” (estrarre) la criptovaluta e prende il nome di coinbase.  Allo stesso tempo la coinbase ha un’altra funzione: è l’unico modo con cui si possono generare nuovi bitcoin. Così, il minatore che risolve un blocco vince un quantitativo di bitcoin nuovi, appena “coniati”.  Fino a sabato sera scorso (09/07/2016), la ricompensa per ogni blocco minato era di 25 bitcoin. L’evento accaduto sabato chiamato halving, si riferisce perciò al dimezzamento della quantità di bitcoin usati come ricompensa per la creazione di un blocco e seguendo il protocollo stabilito dall’algoritmo di Satoshi, ogni 210.000 blocchi minati succede un halving (un dimezzamento).

Attualmente, di media, sei blocchi sono decriptati ogni ora perciò la generazione di 210.000 blocchi impiega approssimativamente 4 anni . Ciò significa che la ricompensa dei minatori è  passata da 25 a 12,5 bitcoin nell’halving occorso sabato 09 luglio scorso. La cifra finale dei 21 milioni di bitcoin generati sarà approssimativamente raggiunta quindi nell’anno 2140.business-163501_1280

Diversamente dalle valute Fiat che possono essere stampate a piacimento dalle banche centrali (come BCE e Federal) e dai governi , la fornitura totale dei bitcoin è invece fissa e fissata dal consenso degli standard del sistema (bitcoin). Per la sua natura deflattiva quindi (non può inflazionarsi) , la valuta digitale è spesso assimilata ai metalli preziosi come l’oro, anche loro soggetti a processi di creazione od estrazione i quali  utilizzano molte risorse. Anche il processo che mette in sicurezza matematica le transazioni in un blocco di stringhe di verifica chiamato bitcoin mining richiede una grande quantità di fornitura elettrica e di potenza computazionale.

Benchè si possa pensare che l’effetto dell’halving del bitcoin sia  prettamente negativo, tanto da ridurre a metà la ricompensa e che perciò  i minatori  non vogliano più estrarre bitcoin chiudendo progressivamente le loro macchine energivore e causando di conseguenza un processo di rallentamento del sistema fino ad una spiral death (spirale della morte), io sono fermamente convinto che non sia così. Infatti l’halving può risultare un fenomeno favorevole per il bitcoin, come successo in precedenza, non solo perchè i minatori principalmente continuano ad estrarre solamente se c’è un benefit, ma perchè significa che la gente deve usare e dare valore alla moneta digitale.  Pertanto, il dimezzamento della dimensione dei blocchi come dimostra il passato, significa che il Bitcoin è rilevante ed ha valore, e ciò rimasto tale per una notevole quantità di tempo (dal 2008 quando fu creato).

Il prezzo del Bitcoin al 28 novembre 2012, data nella quale cadde il primo halving, era di 12,39 dollari USA; due mesi prima, al 28 settembre 2012, aveva esattamente lo stesso prezzo; un mese dopo (28 dicembre 2012) era a 13,42 dollari e 6 mesi dopo (28 maggio 2013) valeva 129 dollari. Un anno dopo, al 28 novembre 2013,  il prezzo del Bitcoin era a  1.079,07 dollari. Senza dubbio una ascesa del prezzo spettacolare, questo Bitcoin!! Impossibile sapere con certezza se la principale causa di questa ascesa di valore sia stata causata dall’halving o da altri eventi accaduti in quel periodo (crisi di Cipro  del febbraio 2013 ad esempio), oppure una combinazione di tutto ciò. Comunque , il fatto che il valore ed il prezzo del  Bitcoin abbia raggiunto i suoi massimi un anno dopo il primo halving supporta la tesi e le speranze che questa crescita si possa ripetere anche adesso, dopo il suo secondo halving . Si può anche notare che in questo periodo il suo prezzo sia salito solo un po’ oltre la metà del suo storico picco massimo, il che dimostrerebbe ancor di più che l’importanza del Bitcoin ed il suo valore, contrariamente a quanto si pensava, sono stati mantenuti dopo il dimezzamento del 2012 con uno sviluppo ulteriore .halving party Milano

La conclusione rimane quella evidente e sotto gli occhi di tutti. Il Bitcoin si dimostra essere una valuta affidabile pur ancora molto volatile ed un bene di rifugio a cui sempre di più gli investitori ricorrono per salvaguardarsi dai crolli delle borse mondiali, è un mezzo di pagamento straordinariamente immediato, sicuro, pressochè senza costi e l’algoritmo matematico su cui si regge funziona molto bene. Cosa aspetti quindi a usarlo anche tu ??

PayPal introduce il supporto ai Bitcoin. In USA…in UE sospende l’account a chi lo tratta!

PayPal ha introdotto un supporto parziale alle transazioni tramite i Bitcoin. Gli esercenti del Nord America potranno adesso accettare la moneta virtuale

Bitcoin

, 24 settembre 2014, 8:50

PayPal compie un’altro passo nel mondo dei Bitcoin annunciando un importante accordo con tre delle maggiori aziende che offrono pagamenti con la valuta virtuale e cioè BitPay, Coinbase e GoCoin, per iniziare ad offrire ai propri clienti la possibilità di accettare i Bitcoin come valuta per gli acquisti online. L’integrazione della valuta virtuale nell’hub dei pagamenti di PayPal sarà per il momento riservata ai soli commercianti del Nord America.

Paypal ha scelto di appoggiarsi a BitPay, Coinbase e GoCoin in quanto tutte e tre le società sono impegnate ad offrire ai loro clienti un alto livello di affidabilità e di sicurezza nelle transazioni e per Paypal offrire un’alta garanzia di sicurezza ai suoi clienti è un must irrinunciabile. Tuttavia, questa operazione non significa che da oggi le transazioni tramite Bitcoin saranno elaborate attraverso la piattaforma di pagamenti di PayPal, semplicemente, l’azienda controllata da eBay, da sempre attenta all’innovazione, intende sostenere i Bitcoin tenendo sotto controllo la loro evoluzione per vedere come in futuro si evolveranno le cose. Le transazioni saranno dunque eseguite attraverso le piattaforme dei suoi partner.

PayPal in sintesi, vuole offrire ai propri commercianti la possibilità di utilizzare i Bitcoin per testare questa nuova forma di pagamenti e vedere come va. Inoltre, per garantire un ulteriore livello di sicurezza, PayPal non integrerà il servizio di pagamento tramite la valuta virtuale a tutti quei commercianti che effettuino prevendite dei prodotti, cioè che chiedono soldi in anticipo.

PayPal dunque entra in punta di piedi nel mondo dei Bitcoin per iniziare a sondare il terreno e valutare anche come si evolverà la legislazione in materia di valuta virtuale. L’azienda di eBay si dice comunque entusiasta di questa nuova avvenuta sottolineando come i Bitcoin possano rappresentare un’occasione unica per le persone e le imprese.

PayPal introduce il supporto ai Bitcoin – Webnews 24 settembre 2014

PayPal ha introdotto un supporto parziale alle transazioni tramite i Bitcoin. Gli esercenti del Nord America potranno adesso accettare la moneta virtuale

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Bitcoin

, 24 settembre 2014, 8:50

PayPal compie un’altro passo nel mondo dei Bitcoin annunciando un importante accordo con tre delle maggiori aziende che offrono pagamenti con la valuta virtuale e cioè BitPay, Coinbase e GoCoin, per iniziare ad offrire ai propri clienti la possibilità di accettare i Bitcoin come valuta per gli acquisti online. L’integrazione della valuta virtuale nell’hub dei pagamenti di PayPal sarà per il momento riservata ai soli commercianti del Nord America.

Paypal ha scelto di appoggiarsi a BitPay, Coinbase e GoCoin in quanto tutte e tre le società sono impegnate ad offrire ai loro clienti un alto livello di affidabilità e di sicurezza nelle transazioni e per Paypal offrire un’alta garanzia di sicurezza ai suoi clienti è un must irrinunciabile. Tuttavia, questa operazione non significa che da oggi le transazioni tramite Bitcoin saranno elaborate attraverso la piattaforma di pagamenti di PayPal, semplicemente, l’azienda controllata da eBay, da sempre attenta all’innovazione, intende sostenere i Bitcoin tenendo sotto controllo la loro evoluzione per vedere come in futuro si evolveranno le cose. Le transazioni saranno dunque eseguite attraverso le piattaforme dei suoi partner.

PayPal in sintesi, vuole offrire ai propri commercianti la possibilità di utilizzare i Bitcoin per testare questa nuova forma di pagamenti e vedere come va. Inoltre, per garantire un ulteriore livello di sicurezza, PayPal non integrerà il servizio di pagamento tramite la valuta virtuale a tutti quei commercianti che effettuino prevendite dei prodotti, cioè che chiedono soldi in anticipo.

PayPal dunque entra in punta di piedi nel mondo dei Bitcoin per iniziare a sondare il terreno e valutare anche come si evolverà la legislazione in materia di valuta virtuale. L’azienda di eBay si dice comunque entusiasta di questa nuova avvenuta sottolineando come i Bitcoin possano rappresentare un’occasione unica per le persone e le imprese.

Le startup Bitcoin arrivano in Europa: Coinbase e BitPay – 12/09/14 by Bitcoinquotidiano

Pubblicato il 12 settembre 2014 | di bitquotidiano

Le startup Bitcoin arrivano in Europa: Coinbase e BitPay

Bitpay e Coinbase hanno aperto sedi e servizi nella maggior parte dei paesi della Unione Europea, c’è anche l’Italia.

Sono aziende che lo scorso anno e questo hanno raccolto centinaia di milioni di dollari di investimenti. In BitPay ha investito tra gli altri “l’uomo più ricco dell’Asia” Li Ka-shing amministratore di Hutchison Whampoa (in Italia la compagnia telefonica Tre).
Il fondo d’investimento Andreessen Horowitz è tra quelli che hanno puntato su Coinbase. Marc Andreessen è il creatore di Mosaic e Netscape ai tempi dei primi passi di Internet.

Bitcoin Quotidiano logo

bitcoin_acceptedCoinbase

Coinbase, azienda con sede a San Fancisco, ha appena aperto le porte, l’11 settembre, ai suoi servizi ai clienti europei. Ora è attivo in 14 paesi, con 1,6 milioni di clienti, 36 mila negozianti, incluse grandi aziende con fatturati miliardari come: Dell, Overstock, Dish, Expedia; donazioni a Wikipedia.

“Molte cose nel contesto normativo non sono molto chiare. Alcuni paesi hanno pubblicato delle linee guida su bitcoin, mentre altri non hanno detto nulla”. – dice il Ceo di Coinbase Brian Armstrong.
“Siamo passati attraverso un processo regolatorio con ciascuno di questi paesi. Abbiamo interpretato le loro linee guida, detto circa i nostri piani alle autorità regolatorie e i nostri obiettivi di quello che volevamo. Abbiamo cercato un po’ di dialogo e in alcuni paesi ci siamo riusciti. Posso dire che certamente abbiamo ottenuto una partecipazione più attiva dei regolatori.”

I 13 nuovi paesi dov’è attivo Coinbase sono Italia, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Austria, Cipro, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Portogallo e Slovacchia.

Di cosa si occupano queste aziende?

Coinbase consente di fatturare nella moneta locale e di riceverla se non si intende possedere bitcoin ma userne alcuni dei suoi vantaggi.

Oltre che servizi per negozianti Coinbase consente al momento di comprare fino a 500 euro in bitcoin per ogni utente e usare bitcoin come mezzo per trasferire denaro tra utenti con costi minini e velocità impensabili con strumenti bancari o Western Union.

Coinbase e BitPay rendono più facili da usare alcune caratteristiche di Bitcoin. A metà anni novanta, nei primi anni di Internet, prima dell’arrivo di Google possedere una email, per fare un esempio, era a pagamento e per poco spazio; senza compressione dei file audio e video non avremmo potuto avere Youtube; senza linee più veloci Skype.

Coinbase e BitPay hanno l’ambizione di riuscire a diventare per Bitcoin quello che Google, Facebook, Skype sono oggi per Internet; ma è una strada lunga e alcuni dei nomi famosi nei primi anni di Internet si sono trasformati o spariti per sempre (chi ricorda Altavista? O Lykos? Eppure erano i motori di ricerca più diffusi prima dell’arrivo di Google)

Anche PayPal sta compiendo un percorso di avvicinamento a Bitcoin; dalle dichiarazioni del Ceo della compagnia sono passati ai fatti. Coinbase ha rivelato l’otto settembre scorso un accordo con Braintree acquistata mesi fa da eBay-PayPal per 800 milioni di dollari. Servirà per espandere l’accettazione di bitcoin a più negozianti (tra questi c’è anche Uber).

BitPay

BitPay ha annunciato il 7 settembre di aver aperto una sede più grande per i suoi uffici di Amsterdam.

L’ufficio è il nuovo quartier generale delle operazioni europee dell’azienda; di 2500mq è collocato nella Golden Bend in un palazzo del 17° secolo in Herengracht 458. Palazzine che hanno ospitato in passato istituti bancari, tra cui Deutsche Bank.

“Quando abbiamo aperto a maggio l’ufficio – dice Moe Levin, direttore della sede europea – i negozianti aumentavano di circa 200 al mese; e nel solo mese di agosto ne abbiamo aggiunti 1100 nuovi negozianti in Europa”.
BitPay in giro per il mondo ha adesso circa 75 impiegati che lavorano in 5 diversi uffici: a San Francisco, Atlanta, Buenos Aires, Amsterdam e San Pietroburgo.

Il software di BitPay è opensource e l’azienda aderisce al progetto di sviluppo del protocollo Bitcoin.

Tony Gallippi, Ceo e cofondatore di BitPay:

“Noi vogliamo che i negozianti non solo utilizzino i nostri servizi.. noi vogliamo che adorino i nostri servizi. Noi siamo eutusiasti di bitcoin e incoraggiamo i nostri clienti a farsi pagare in questo modo. Dopo che hanno provato come sia semplice, economico, e meno rischioso delle altre opzioni di pagamento; noi siamo sicuri che non torneranno indietro.

Secondo i dati di BitPay i paesi con maggior diffusione di negozi e servizi che accettano bitcoin in Europa sono Regno Unito, Germania e Olanda.

Alcune aziende europee che usano già BitPay per ricevere pagamenti in bitcoin sono: AirBaltic, Destinia, Takeaway.com, Webhallen.se, Scan.co.uk, EasyHotel, 220 volt e Shipito.

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