PAYPAL APRE ALLE CRIPTOVALUTE. PER L’ENNESIMA VOLTA!

Reuters afferma che PayPal apre la propria rete alle criptovalute, ma periodicamente ciò si ripete da almeno 6 anni.

21 ottobre 2020 – GavriloBtc.

Che Paypal annunci di voler aprire a Bitcoin ed alle criptovalute non è certo una novità, la notizia viene periodicamente lanciata dai vertici del processore mondiale di pagamenti con base a San Jose – California. Ciò si può riscontrare da numerosi articoli dello stesso tenore pubblicati anche su questo blog a partire da metà del 2014 (da ben 6 anni!!). La verità, come sappiamo, è ben diversa e vede invece chiunque utilizzi la piattaforma di pagamenti Paypal per qualche attività concernente le criptovalute, scambio, compravendita o quale che sia, regolarmente soccombere in caso di contenziosi. Non solo, nella totalità dei casi arriva poi anche la chiusura dell’account ed il conseguente congelamento dei fondi ivi contenuti per i seguenti 6 mesi. Una situazione questa, che secondo il mio parere, ricade nel reato di appropriazione indebita, nonostante PayPal affermi di farlo in via cautelativa per far fronte ad eventuali futuri reclami dell’account coinvolto .

Di fatto è quindi evidente che attualmente il colosso dei pagamenti online osteggi invece un sistema, quello delle criptovalute, che ha tutte le caratteristiche per insidiare il suo primato e che oggi vede preferita la sua rete di servizi da oltre 26 milioni di merchants su 346 milioni di accounts attivi in tutto il mondo, con un giro di 222 miliardi di dollari processati nei primi 8 mesi del 2020. Ma per gli utenti di criptovalute finora Paypal è considerato il peggior sistema di scambio, il più rischioso e pericoloso, per via appunto della disparità che consente agli utenti PayPal di effettuare impunemente reverse payments e chargebacks nei confronti delle criptovalute che sono invece processate in maniera irreversibile.

Nonostante queste evidenze, Reuters (London) ha pubblicato oggi un ennesimo servizio dove PayPal afferma di voler consentire ai suoi clienti di tenere bitcoin e altre monete virtuali nel suo portafoglio online e fare acquisti utilizzando criptovalute presso i commercianti sulla sua rete.

In un intervista di mercoledi scorso, il presidente di PayPal Holdings Inc Dan Schulman, ha dichiarato infatti che questo nuovo servizio renderebbe la società di cui lui è anche il capo operativo, una delle più grandi società statunitensi a fornire ai consumatori l’accesso alle criptovalute, “…il che potrebbe aiutare bitcoin e criptovalute rivali a ottenere una più ampia adozione come metodi di pagamento praticabili e con la speranza che ciò incoraggi l’uso globale delle monete virtuali – aggiungendo che – Stiamo pensando e lavorando al modo in cui PayPal può svolgere un ruolo, preparando così la sua rete per nuove valute digitali che le banche centrali e le società potrebbero sviluppare.

La società ha affermato che i titolari di account statunitensi potranno acquistare, vendere e detenere criptovalute nei loro portafogli PayPal già nelle prossime settimane. PayPal prevede di espandere il servizio alla sua app di pagamento peer-to-peer Venmo e ad alcuni altri paesi nella prima metà del 2021 mentre la possibilità di effettuare pagamenti con criptovalute potrebbe essere disponibile già dall’inizio del prossimo anno. Altre società fintech tradizionali, come il provider di pagamenti mobili Square Inc e la società di app di trading di azioni Robinhood Markets Inc, consentono agli utenti di acquistare e vendere criptovalute, ma il lancio di PayPal è degno di nota date le sue dimensioni.

L’effetto immediato è stato infatti un rialzo delle azioni di PayPal del 4% già alle 14.18 GMT di oggi (21/10/2020), fissandola come miglior performance in un mese, mentre Bitcoin alla notizia, ha raggiunto il suo massimo da luglio 2019 , con un rialzo del 4,8% a $ 12.494, portando guadagni per la criptovaluta a oltre il 75% nel corso dell’anno.

Gli operatori del mercato delle criptovalute hanno affermato che la dimensione di PayPal porta un indubbio vantaggio e incide in modo significativo sul prezzo dei bitcoin. “L’impatto sui prezzi sarà complessivamente positivo”, ha detto Joseph Edwards di Enigma Securities, un broker di criptovalute a Londra. “Non c’è paragone per quanto riguarda l’esposizione potenziale tra il vantaggio di PayPal che offre questo e il lato positivo di qualsiasi offerta precedente simile”.

Nonostante Bitcoin sia in circolazione da più di un decennio, è indubbio che la sua diffusione come forma di pagamento presenti delle difficoltà a causa della sua volatilità, molto attraente per traders e speculatori, ma con rischi evidenti per commercianti e acquirenti. Inoltre le transazioni su Blockchain sono più lente rispetto ai sistemi di pagamento tradizionali e stanno diventando sempre più costose.

PayPal ritiene che il suo nuovo sistema risolverà questi problemi poiché i pagamenti verranno regolati utilizzando valute tradizionali, come EURO o USD. Ciò significa che PayPal potrebbe gestire il rischio di fluttuazioni dei prezzi delle criptovalute adottate mentre i commercianti riceveranno pagamenti in monete virtuali. “Lo stiamo facendo in un modo fondamentalmente diverso per assicurarci di fornire la massima sicurezza ai nostri commercianti”, ha detto Schulman. Questa ennesima apertura di Paypal verso le criptovalute arriva in concomitanza con l’annuncio di alcune banche centrali su piani di sviluppo di versioni crittografiche delle loro valute e a seguito del progetto Libra guidato da Facebook nel 2019, che però ha subito un forte respingimento normativo ed istituzionale. PayPal è stato tra i membri fondatori di quel progetto, abbandondolo però in seguito, in soli pochi mesi. PayPal si è inoltre già assicurata una licenza condizionale di criptovaluta dal Dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York. La società consentirà inizialmente gli acquisti di bitcoin e altre criptovalute come ethereum (ETH), bitcoin cash (BCH) e litecoin (LTC), ed ha affermato che sta collaborando con la società di criptovalute Paxos Trust Company per offrire il servizio .

Pur volendo considerare veritiere tutte queste affermazioni, permane comunque il dubbio che il colosso dei pagamenti si voglia assumere il rischio volatilità che comunque non è cancellabile nelle criptovalute , per proteggere clienti e merchants. A meno che non gliene derivino degli ovvi vantaggi o che in realtà, più che le tradizionali criptovalute (BTC, ETH, LTC, BCH), non voglia invece utilizzare le stable coins (come USDT), semplicemente evitando così i rischi di volatilità, se non addirittura aspettare le criptovalute emesse dalle Banche Centrali. Queste necessariamente però, per avere un minimo di credibilità verso l’utenza ed i cittadini, superiore se non altro all’attuale carta straccia delle valute fiat (euro, dollari, sterline, yen, ecc.), forzatamente dovranno essere garantite da fondi in Bitcoin e/o in altre credibili criptovalute . Cosa succederà quando le banche centrali cominceranno a rastrellare bitcoin? La corsa all’oro non è quindi ancora nemmeno iniziata e i buoni propositi di Paypal sono ancora tali ed immutati da almeno 6 anni. Ad Majora!

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