LA BCE AMMONISCE L’UNIONE EUROPEA A NON PROMUOVERE BITCOIN

Liberi pensieri  e considerazioni di un neocinquantenne sull’articolo di Gautham  su  newsBTC.com  – 19/10/2016

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L’ Europa della Brexit non riesce ormai più a nascondere le sue laceranti contraddizioni. Quanto durerà ancora prima di implodere? Riusciranno i suoi popoli,  le sue nazioni, le sue intelligenze, a cambiarla prima del tragico epilogo? Gautham non se lo chiede nel suo articolo , anche se non manca di sottolineare che  gli Stati europei  non possono fare a meno di accorgersi della rivoluzione in atto  sin dal suo arrivo e poi dalla sempre maggior diffusione del Bitcoin, sia dell’interesse che la nuova tecnologia che lo  sottintende (la blockchain) sta suscitando in quelle menti   europee che rappresentano il nuovo pensiero liberista e libertario , quello cioè che si ricollega alla sincera tradizione di progresso, prosperità e crescita democratica che il libero mercato  ha garantito all’Occidente negli ultimi 150 anni, quello che odia insomma la burocrazia ma di più il lobbismo mondialista oggi imperante in Europa con la costante attuazione del Piano Kalergi.

Cosa ci racconta invece Gautham che nessuna fonte di informazione italiana rivela?  Afferma dapprima ciò che già sappiamo e andiamo dicendo da qualche anno, cioè che il Bitcoin è probabilmente l’innovazione più dirompente di questo secolo. Ma ci rivela anche che mentre la criptovaluta decentrata continua a rivoluzionare il sistema finanziario globale, la Banca Centrale Europea ha cominciato a sentire il calore sotto le terga. In una recente dichiarazione, la BCE ha chiesto ai legislatori dell’Unione europea di dare un giro di vite  regolamentando  Bitcoin e tutte le altre valute digitali per salvare se stessa dalla perdita di controllo sul sistema finanziario. La dichiarazione della BCE su Bitcoin e valute virtuali faceva parte di un parere legale pubblicato giusto ieri (18/10/2016). Nel documento, la banca centrale ha messo in chiaro che non vuole istituzioni dell’UE a promuovere l’uso di valute virtuali che oggi non hanno uno status giuridico chiaro nel continente europeo. Tuttavia, tale dichiarazione sembra essere in contraddizione con varie sentenze della Corte di giustizia europea, che ha in molte occasioni esteso privilegi al Bitcoin simili a quelli di cui godono le valute fiat (vedi la non applicabilità dell’IVA nelle transazioni in criptovaluta).

Molte nazioni dell’UE hanno un atteggiamento favorevole nei confronti del Bitcoin e della tecnologia che sta  alla sua base. Nella crescente adozione di valute virtuali in questi giorni si trova la prova della crescente popolarità della moneta digitale nel continente europeo. Ma nella dichiarazione della BCE si legge, “La fiducia degli attori economici in unità monetarie virtuali, se notevolmente aumentata, in futuro potrebbe in linea di principio influire sul controllo delle banche centrali sulla fornitura di denaro fiat … Così (gli organi legislativi comunitari) non dovrebbero cercare in questo particolare contesto di promuovere un uso più ampio di valute virtuali. “

Mentre la BCE continua a metterla giù dura con il Bitcoin, dall’altro lato la stessa banca centrale ha fatto propria l’intenzione di adottare la sua tecnologia di base. Un recente rapporto della BCE infatti, prende in considerazione varie applicazioni della blockchain, soprattutto per quanto riguarda le procedure contro il riciclaggio di denaro sporco. Il rapporto intitolato “Distributed Ledger Technologies nella sicurezza del post-trading – Rivoluzione o evoluzione?” elenca il potenziale impatto della tecnologia dei registri pubblici distribuiti (blockchains) su diversi livelli di post-trading (sui contratti e sui livelli di custodia ). Si accenna anche al potenziale impatto della tecnologia blockchain sull’ eGovernance e l’efficienza interna delle istituzioni. La visione della BCE su Bitcoin e sulla sua tecnologia di base non è nuova, molte banche centrali condividono infatti la stessa opinione. Sono tutti alla ricerca  di poter sfruttare i potenziali vantaggi della tecnologia blockchain ignorando i vantaggi offerti dal Bitcoin e dalle altre valute digitali, per timore di  dover rinunciare al loro controllo sul sistema monetario. Il problema è che non è così facile disgiungere Bitcoin o le altre criptovalute dalle loro blockchain. Se anche fosse possibile utilizzare i registri pubblici condivisi senza l’apporto valoriale della criptovaluta collegata , cosa che dubito possa essere realizzabile, assisteremmo sicuramente alla sostituzione della funzione notarile di molti servizi di garanzia forniti dallo Stato (contratti, identità, abilitazioni ecc.) a favore di tale servizio distribuito e decentralizzato con un notevole conseguente risparmio , ma l’ulteriore perdita di sovranità degli Stati Nazionali (ecco che si torna al piano Kalergi!). url

(La cancelliera tedesca Merkel durante la consegna del premio Kalergi)

Inoltre l’eventuale efficacia di queste blockchain non farebbe altro che valorizzare ancor di più il Bitcoin quale primo esperimento riuscito di tale tecnologia, cosa sicuramente non gradita alle lobbies finanziarie rappresentate dalla BCE. La strada per chi ha a cuore un’ Europa diversa da quella prefissata dai poteri forti del Nuovo Ordine Mondiale è dunque fortemente legata al successo ed alla sempre maggior diffusione del Bitcoin in quanto valore largamente riconosciuto e moneta decentralizzata capace di riconsegnare piena libertà economico-finanziaria e vero progresso sociale ai cittadini europei sempre più distanti dalle loro istituzioni e guide politiche.

Un pensiero su “LA BCE AMMONISCE L’UNIONE EUROPEA A NON PROMUOVERE BITCOIN”

  1. Solo un idiota può pensare che l’UE sia comporta da menti liberiste e libertarie che, quindi, vietano quanto di più liberista e libertario esista oggi in campo monetario: IL BITCOIN.

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