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NANI E CRIPTOBALLERINE – STORIA DEL PRIMO EXCHANGER-CRACK ITALIANO

Nell’ultimo articolo da me pubblicato ho riportato un ingente furto avvenuto nemmeno 15 giorni fa sulla piattaforma giapponese Coincheck per un controvalore di  58 miliardi di yen (pari a 530 milioni di dollari), come una delle cause del calo di  quotazione del Bitcoin a cui abbiamo appena assistito. Queste situazioni non sono certo una rarità, anzi  sono per lo più comuni nel mondo delle criptovalute ed è una delle ragioni per cui molti preferiscono affidarsi a cambiavalute privati, ma affidabili, piuttosto che a piattaforme exchanger di cui non si sa nulla se non che i vostri denari non sono assolutamente assicurati e che questi mercati sul web non hanno alcun requisito che li accomuni a Banche, società finanziarie o Assicurazioni. Il mio consiglio è sempre quello di possedere un wallet proprietario dove conservare le criptovalute (vedi qui il tutorial su come scegliere quello giusto e sicuro) e di lasciare soldi e criptovalute il meno tempo possibile sulle piattaforme exchanger, qualora voleste usarle. Buona lettura

Da Il sole24ore – 10/02/2018

Un furto da 17 milioni di Nano (circa 195milioni di dollari) è stato denunciato dalla piattaforma di scambio italiana Bitgrail Srl. Un ammanco pesante, che pone ancora volta seri dubbi sull’intero mondo delle criptovalute. La notizia è stata diffusa proprio da Bitgrail, che con una nota sul suo sito postata alle 21.30 di sabato 9 febbraio, ha raccontato l’accaduto: «da controlli di verifica interna di congruità delle operazioni di prelievo – è scritto – sono emerse delle transazioni non autorizzate che hanno portato ad un ammanco di 17 milioni di Nano costituenti parte dei portafogli gestiti da Bitgrail S.r.l. Per l’attività fraudolenta di cui sopra, è stata presentata in data odierna regolare denuncia querela presso le autorità di polizia competente e le indagini di polizia sono in corso. Si informa che le altre valute depositate non sono state interessate dai prelievi non autorizzati».

Al momento del furto, la criptovaluta Nano valeva circa 11,5 dollari. Ma dopo la notizia dell’operazione fraudolenta, il valore è sceso fino a toccare 8,25 dollari. Dopo la denuncia, Bitgrail ha interrotto ogni operazione di scambio: «Per effettuare ulteriori accertamenti su quanto avvenuto, in via cautelativa ed a tutela degli utenti verranno temporaneamente sospese tutte le funzionalità del sito, ivi compresi i prelievi ed i depositi» è scritto nella nota della società.

Chi c’è dietro Bitgrail
BitGrail è una Srl con sede a Firenze che si occupa di Webcoin Solution. Una piattaforma di scambio per criptovalute come molte altre in giro per il mondo. L’amministratore della società è il trentunenne Francesco Firano, che nelle ultime ore è accusato da molti utenti su Reddit e su Bitcointalk per quanto successo con la criptovaluta Nano. Accuse alle quali Firano (il cui account è TheBomber9 su Reddit e TheBomber999 su Bitcointalk) ribatte colpo su colpo.

La posizione del team Nano
Intanto su Medium, una nota a firma di Nano Core Team, racconta l’accaduto: «L’8 febbraio 2018 il team Nano Core è stato informato da Francesco “The Bomber” Firano – proprietario e gestore della borsa BitGrail – di una perdita del portafoglio BitGrail. Il nostro team ha prontamente contattato le forze dell’ordine e stiamo collaborando pienamente su questo tema. Dalla nostra indagine preliminare non è emersa alcuna doppia spesa nel libro mastro e non abbiamo motivo di credere che la perdita sia dovuta a un problema nel protocollo Nano. I problemi sembrano essere legati al software di BitGrail». Quelli di Nano scrivono che prima dell’8 febbraio non avevano conoscenza dell’insolvenza di BitGrail. E aggiungono che nella conversazione, Firano ha chiesto loro di modificare il libro mastro per coprire le sue perdite: «una direzione che non avremmo mai perseguito».

«BitGrail – è scritto ancora nella nota – è un’azienda indipendente e Nano non è responsabile del modo in cui Firano o BitGrail conducono la loro attività. Non abbiamo alcuna visibilità nell’organizzazione BitGrail, né abbiamo il controllo sul loro funzionamento. Abbiamo ora sufficienti motivi per credere che Firano abbia ingannato il Nano Core Team e la comunità riguardo alla solvibilità dello scambio BitGrail per un significativo periodo di tempo. Non risponderemo alle accuse di Firano in merito a questa situazione. Stiamo preparando tutte le informazioni di cui disponiamo su questo tema per presentarle alle forze dell’ordine».

Cos’è Nano
Nano è una criptovaluta che allo stato attuale ha un marketcap da un miliardo e 89 milioni di euro. È al 23esimo posto per capitalizzazione di mercato nella classifica di Coinmarketcap (ma in passato è stata nella top venti). Ha un’architettura block-lattice, che consente a ciascun utente di avere la propria blockchain ed aggiornarla senza essere sincronizzata rispetto al resto della rete.

La difesa di Firano
Intanto Francesco Firano non ci sta, e si difende, spiegando al Sole24ORE la sua versione dei fatti: «Ci siamo resi conto dell’ammanco – racconta l’amministratore di BitGrail – durante uno degli spostamenti di coin che facciamo periodicamente. E subito dopo abbiamo contattato lo sviluppatore di Nano, facendo presente il problema e sottolineando – al tempo stesso – alcune incongruenze nel loro software che non ci aiutano a capire neanche quando è avvenuto il furto».

Firano spiega di aver chiesto personalmente «un’operazione di fork, con l’intento di risanare le perdite degli utenti, non per insabbiare l’accaduto come hanno scritto gli sviluppatori della moneta nel loro comunicato. Le loro accuse nei miei confronti sono pesanti. E devo dire che mi hanno messo in serio pericolo. In questa storia, del resto, ci sono persone che hanno perso molti soldi». Il trentunenne fiorentino racconta di come il suo account Twitter sia preso d’assalto da utenti di mezzo mondo: «È pieno di minacce di morte nei miei confronti, qualcuno ha pubblicato anche l’indirizzo di casa mia. È una situazione abbastanza paradossale, creata dal comunicato ufficiale diramato dagli sviluppatori di Nano». E adesso cosa succede? «Abbiamo presentato denuncia alla Polizia Postale, – aggiunge Firano – fornendo anche gli indirizzi (mail comprese) sui quali questi coin mancanti sono finiti. Adesso c’è un’indagine in corso e mi auguro che si faccia luce al più presto su quanto accaduto».

ATTACCO CONCENTRICO (FALLITO) AL BITCOIN

Buon anno a tutti!

Molte sono come sempre le novità in un mondo , quello delle criptovalute, che si muove ad una velocità difficilmente arrestabile e la cui comprensione è spesso ardua anche per gli operatori e gli esperti del settore.

Dopo aver raggiunto i massimi storici a dicembre scorso  e aver subito un ritracciamento importante, le istituzioni bancarie, finanziarie, governative, sono immediatamente partite lancia in resta per abbattere il mostro. Il Bitcoin fa paura perchè è libertà finanziaria pura, non è controllabile da nessuno di costoro e, grazie alla tecnologia decentralizzata che porta il nome di Blockchain, non lo sarà mai  . Ma tutti i mezzi per abbatterlo sono leciti secondo gli oligarchi, financo scomodando premi Nobel, esperti di finanza, Ministri delle economie e soloni vari. Qui sotto riporto alcuni articoli del mese di gennaio presi da varie testate per dare un rendiconto minimo di ciò che è avvenuto.  Naturalmente nessuna preoccupazione da parte mia: sono cose che ho già visto ripetersi nel corso degli anni e non mi spaventano per nulla. La certezza è che come sempre, il bitcoin saprà superarle e aspirare a nuove vette. Come me la pensano gli amici di Coinlex di cui potete leggere l’articolo a fondo pagina. Un consiglio a chi ha investito nel periodo di dicembre scorso in cui il bitcoin era in forte ascesa ci sentiamo infine di darlo:  se avete acquistato 1 BTC al prezzo di €uro 15.000, ricordatevi sempre che oggi, domani, tra un mese, un anno o dieci, avrete sempre 1 BTC.  Semprerà lapalissiano, ma è il valore in euro che cambia, non la quantità di Bitcoin che resterà sempre 1 . E quindi, solo nel momento in cui ve ne priverete o lo venderete avrete la certezza di sapere se e quanto avrete guadagnato o perso. Se decidete di venderlo oggi che è in calo, siate consapevoli che state accettando una perdita che non recupererete più . (Es. 1 BTC a 6000€ provocherebbe una perdita di 9000 €). Se non avete quindi la necessità di  venderlo subito, sarà preferibile conservarlo e venderlo solo quando avrete la certezza di poterci guadagnare.

 Buona lettura. gavriloBTC

26.01.2018  – SARA BRACCHETTI da https://www.tio.ch/finanza/borse-e-mercati/1237587/la-svizzera-insiste–benvenuti-bitcoin
La Svizzera insiste: benvenuti bitcoin
Mentre il resto del mondo prende le distanze, il governo lavora a una regolamentazione e il Ticino a un’app dedicata al mercato delle criptovalute.
STABIO – Joseph Stiglitz, Nobel per l’economia nel 2001, qualche giorno fa l’aveva in qualche modo profetizzato, invitando la Svizzera a tornare sui suoi passi. «Molti Stati vorrebbero vietare i bitcoin, solo la Svizzera va nella direzione opposta», aveva detto, segnalando «il pericolo di evasione fiscale, terrorismo e riciclaggio di denaro».

Ieri, il Financial Times ha confermato in qualche modo che non è un’autorevole illazione. È tutto vero, al punto da scomodare Johann Schneider-Ammann. Il ministro avrebbe spiegato quel che intende per «ruolo guida nel settore» che la settimana scorsa ha auspicato possa avere la Confederazione, destinata a diventare una “cripto-nazione”. Il governo starebbe lavorando a una regolamentazione in Svizzera, di recente scelta come base da quattro start-up su dieci per importanti raccolte fondi finalizzate a creare criptovalute (ICO : initial coin offering).

Sempre ieri Robert Shiller, Nobel nel 2013, ha definito il bitcoin «un classico errore di investimento». Allarmi che rieccheggiano, che convincono il resto del mondo a prendere le distanze con divieti di Stato, ma ai quali la Svizzera sembra non badare. Il Ticino neppure, desideroso di giocare stavolta un ruolo di primo piano. Nasce a Stabio, per esempio, un’app «per analizzare l’andamento di mercato delle criptovalute» che sarà lanciata a marzo da White Peaks, start-up fondata nel 2014 da Marcello Cassarà e Nicola Fiorillo.

«Per fortuna c’è la Svizzera» – Un errore? Una provocazione? Una sfida? Niente di tutto questo per il cmo Marcello Cassarà: «Noi crediamo molto nella tecnologia che sta alla base, la blockchain: vogliamo offrire alla gente la possibilità di confrontarsi con il futuro». Cambi in tempo reale, capitalizzazione, grafici che spiegano visivamente l’andamento nel tempo, notizie di giornata: «Ne siamo orgogliosi e siamo orgogliosi che questo progetto sia nato qui – conferma il socio Nicola Fiorillo – La Svizzera è uno dei pochi paesi che crede in questa rivoluzione e che consente alle aziende di fare vera innovazione nel settore del fintech».

https://www.quotidiano.net/economia/bitcoin-bolla-hacker-1.3691149
Bitcoin, maxi attacco hacker. A Davos critiche da Stiglitz e Soros
Rubati 530 milioni di dollari alla piattaforma Coincheck. Da Davos Il premio Nobel per l’economia attacca le criptovalute: “Non servono, vanno messe fuori legge”

Tokyo, 29 gennaio 2018 – Nuovo tonfo per il valore di Bitcoin e delle altre criptovalute, dopo che in Giappone un attacco hacker alla piattaforma di sambio Coincheck ha fatto sparire dal mercato 58 miliardi di yen (pari a 530 milioni di dollari). L’attacco è avvenuto nella giornata di venerdì, quando i tecnici del sito, uno dei più importanti in Giappone e Asia hanno rilevato un accesso non autorizzato al sistema. La compagnia ha annunciato che ‘risarcirà’ i circa 260mila clienti colpiti dall’operazione di pirateria che hanno perso le quote investite in ‘Nem’. La Decima più grande criptovaluta per capitalizzazione di mercato (secondo il sito CoinMarketCap.com) ha perso circa il 20% del valore nella notte tra venerdì e sabato, dopo che i tweet dell’amministrazione in cui si annunciava il bloccato dei servizi di scambio hanno scatenato il panico. Il Bitcoin ha subito il contraccolpo e ha perso il 4,5% del valore.

Nel corso di una conferenza stampa, il presidente della piattaforma giapponese, Koichiro Wada, si è scusato per l’accaduto e ha annunciato che rimborserà i beni mancanti utilizando le proprie risorse per restituire l’equivalente in yen dell’investimento iniziale dei clienti. Tuttavia, un rappresentante della società ha ammesso oggi che “nel peggiore dei casi” potrebbe non essere possibile restituire il denaro rubato ai clienti. L’operatore, presente nel mercato di Tokyo dal 2012, si è anche impegnato a riavviare i servizi, avviare un’indagine sulle cause e rafforzare il sistema di sicurezza. Anche se il Giappone è all’avanguardia nell’utilizzo e nella regolamentazione delle criptovalute, oggi il governo di Tokyo ha annunciato che saranno prese misure amministrative contro Coincheck. A darne notizia è stato Yoshihide Suga, portavoce dell’Agenzia per i servizi finanziari.

LE CRITICHE DA DAVOS – Intanto, al World Economic Forum di Davos, il guru della finanza George Soros e il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz hanno lanciano l’ultimo affondo alle criptovalute. Il primo le ha definite “una tipica bolla basata sulla mancata comprensione del fenomeno”, mentre Stiglitz in un’intervista rilasciata a Bloomberg Tv, ha spiegato che per il Bitcoin “non vede nessuna funzione legale” e che già “abbiamo un buon mezzo di scambio chiamato dollaro, perché la gente vuole Bitcoin? Per segretezza”. “La mia sensazione – ha concluso il premio Nobel – è che qualora venisse regolamentato in modo da ostacolare il riciclaggio di denaro e altre attività illegali, non ci sarebbe alcuna richiesta di Bitcoin”.

https://www.express.co.uk/finance/city/907121/bitcoin-Cryptocurrency-price-risk-bans-Emmanuel-Macron-Angela-Merkel-France-Germany

FRANCIA e Germania si apprestano a lanciare una repressione collettiva sulla criptovaluta: un CEO di assicurazioni globale di punta ha avvertito che le normative sui bitcoin sono inevitabili come la neve nelle Alpi.
Parlando alla CNBC, Wilson ha affermato che le criptovalute rappresentano una minaccia per la sovranità del paese e prevedono che una regolamentazione severa sia inevitabile. Emmanuel Macron e Angela Merkel si apprestano a lanciare un giro di vite comune sul trading di criptovalute. Il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire ha dichiarato ieri che i due paesi presenteranno proposte congiunte per regolamentare la criptovaluta bitcoin al prossimo vertice del gruppo G20. L’Unione Europea ha precedentemente proposto di trattare i mercati della criptovaluta come una minaccia alla sicurezza legata al riciclaggio di denaro e ai terroristi. Il CEO di Aviva ha spiegato: “Una delle chiavi della sovranità è il controllo della valuta e delle tasse.” La criptovaluta interferisce con entrambi, quindi è inevitabile che ci sarà un regolamento. È inevitabile come la neve a Davos. “Ha aggiunto: “Un sacco di banche centrali e legislazioni stanno lavorando a divieti e regolamenti in tutto il mondo”. La Cina ha già preso provvedimenti e l’ha messa al bando. Seguiranno altri paesi. Devono regolare. “Devi mantenere il Tesoro nei paesi soddisfatti e mantenere i consumatori al sicuro”. Anticipando il respingimento da parte dei governi europei, il bitcoin, la più grande criptovaluta del mondo, negli ultimi giorni è sceso alla metà del suo picco record di quasi $ 20.000. La Cina, che ha già vietato la criptovaluta, ha invitato le banche a “migliorare il loro monitoraggio quotidiano” per eliminare completamente il commercio.

Il Bitcoin vola a massimi record, ma la sua corsa è appena iniziata

Molte voci si rincorrono in questi giorni per spiegare i motivi per cui il valore e la quotazione del Bitcoin, nonostante tutto e tutti,  vola ed continua a infrangere i record precedenti (l’ultimo datato il 2 settembre scorso). A nulla valgono i divieti e le restrizioni poste in Cina e in altri Paesi, le sempre maggiori difficoltà che il sistema bancario globale impone sui conti di chi cambia da moneta fiat a bitcoin e, non ultima notizia , dopo Visa, anche Mastercard, cioè i maggiori circuiti di carte di credito, chiuderà entro tre mesi tutte le carte in criptovaluta emesse fuori dallo Spazio Economico Europeo. Tutto questo , forse costoro non lo hanno capito, non fa altro che rinforzare ulteriormente  l’uso diretto di Bitcoin per acquisti di beni e servizi accelerandone così l’acceptance e la sua diffusione e quindi, vista la scarsità di reperimento e la mancanza di un regolatore che possa inflazionarlo, non fa altro che aumentarne ulteriormente il valore sul mercato. Per ribadire ciò e per controbattere  a chi in questi giorni è dubbioso se investire cambiando i propri risparmi in Bitcoin , magari perchè pensa di essere ormai in ritardo o che sia una bolla speculativa pronta a scoppiare , vi invito allora a leggere le corrette considerazioni fatte da Guido Gennaccari dal sito tradingroomroma.it:

“Bitcoin, per sintetizzare in maniera rozza, può definirsi una valuta elettronica decentralizzata (blockchain) open source e criptata, senza garante di ultima istanza, la cui unica “garanzia” è data dalla fiducia e dal grado di massima diffusione (nuovi asset finanziari) da parte di chi lo utilizza nelle transazioni economico-finanziarie. Cosa lega questo nuovo mondo blockchain  alla vecchia economia? L’immortale assioma che il prezzo, inteso come fair value, è dato dal mercato tramite l’incrocio tra domanda e offerta. La certezza della massima offerta di bitcoin, nelle cifra di 21 milioni, porterà alla saturazione dei “miners” senza la necessità di split di valore…cosa succederà ai prezzi? Siamo in bolla? Due semplici argomentazioni:

  1. Si è in presenza di bolla quando l’uomo della strada, l’ultimo della catena finanziaria, in massa negozia unidirezionalmente (long) un bene o servizio
  2. La certezza di essere in presenza di una bolla non elimina il problema angosciante principale ed imprevedibile: quando scoppierà? Keynes asseriva, come non dargli ragione, che il mercato può rimanere irrazionale più a lungo della nostra solvibilità.

Come si può capire se siamo in presenza di bolla? Semplice: analizzare la crescita media del bene nei portafogli degli acquirenti e considerare il numero di nuovi acquirenti: se la crescita dei partecipanti al business  è esponenziale, senza ragioni fondamentali, si è in presenza di bolla. Se il numero di acquirenti cresce esponenzialmente e gli ultimi entrati hanno una quantità media minore sempre più piccola del bene/servizio in portafoglio, in relazione al fatto che diventa sempre più costoso nel tempo, allora welcome bubble!  All’inizio, nel 2009, i negoziatori/miners di bitcoin erano pochi con un alto numero medio in portafoglio di cripto valuta, che quotava valori bassissimi rispetto a quelli attuali; oggi probabilmente, facendo una media, ci sono molti più negoziatori ma con un numero medio di bitcoin per conto molto più basso. Attualmente in circolazione ci sono poco più di 16,6 milioni di bitcoin con una crescita media di 1 milione l’anno si può ipotizzare  che entro 4 max 5 anni il mercato sarà saturo (2140 è la dead line ma nei prossimi 5 anni il mercato si potrebbe già ritenere “maturo” per l’alta diffusione dello strumento)  . Si può paragonare il bitcoin all’interesse composto: entro i 21 milioni anche se crescesse esponenzialmente non saremmo davanti ad una bolla perché ci sono alte aspettative di valore sulla criptovaluta, contrariamente se dopo i 21 milioni il numero di conti cresce esponenzialmente con decadimento della giacenza media (con prezzo in salita esponenziale) allora saremo in presenza di bolla ma nessuno saprà mai quando scoppierà.   ”

Se anche quanto sopra non vi avesse convinto che siamo solo agli inizi e che sia il momento giusto per investire sui Bitcoin , ecco qui di seguito solo alcune delle notizie degli ultimi giorni, prese da varie testate che penso possano aiutarvi a decidere in tal senso

Buona lettura!

 

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FINANZA ON LINE

Febbre Bitcoin, carrellata di record. Rally scatenato da rumor Cina e Amazon

Torna la febbre per il Bitcoin, che segna una nuova carrellata di record, stracciando il precedente massimo storico testato lo scorso 2 settembre, a 5.013,91 dollari(4.219,87 euro) .La criptovaluta balza inizialmente fino a $5.167,90 (4.349,82 euro), stando alle rilevazioni di Coindesk, per poi volare anche oltre la soglia dei $5.800 (4.881,86 euro)  ieri 13 ottobre 2017.

Tengono banco alcuni rumor, secondo cui la Cina potrebbe tornare a consentire il suo trading. Il balzo alle 13.40 circa ora italiana è superiore a +8%.

Verso la metà di settembre, gli investitori che puntano sul Bitcoin erano stati tramortiti dalla notizia secondo cui la seconda piattaforma maggiore del paese, BTCChina, avrebbe chiuso nel breve i battenti. Ancora prima, sempre la Cina aveva messo al bando le offerte ICO, ritenendole illegali e pericolose per i mercati finanziari. Negli ultimi giorni sono tuttavia emerse indiscrezioni, secondo cui Pechino potrebbe decidere di rivedere la propria posizione. In particolare Cryptocoinnews, citando l’agenzia di stampa cinese Xinhua, ha riportato che il trading del Bitcoin potrebbe tornare a essere riattivato, sebbene sottoposto a maggiori regole. Intervistata dalla Cnbc, Aurelien Menant, AD della piattaforma di criptovalute Gatecoin, ha commentato le indiscrezioni, affermando che “gli speculatori sono rialzisti sul valore del Bitcoin, in quanto anticipano il ritorno della Cina nei mercati globali delle criptomonete”. Incidono anche le view di gestori di hedge fund comunicate nelle ultime sedute: come quella di Michael Novogratz che, lo scorso martedì, ha detto di prevedere che il Bitcoin potrebbe testare la soglia di $10.000 e avanzare anche di più, nell’arco dei prossimi sei mesi. Novogratz è così convinto del suo outlook, che sta creando ora un proprio fondo di criptomonete, del valore di $500 milioni.

Ci sono poi quei rumor su Amazon, secondo cui il colosso retail online potrebbe accettare pagamenti in Bitcoin nella sua piattaforma. In un post pubblicato su Seeking Alpha, gli analisti di Giesbers Investments hanno sottolineato che “Amazon potrebbe fare l’annuncio già in occasione del prossimo incontro con gli investitori,atteso per il 26 ottobre“.

I rumor su Amazon alimentano una catena di ulteriori speculazioni, tanto che Naeem Aslam, responsabile analista dei mercati presso Think Markets UK, intervistato da Marketwatch, fa notare che, “se Amazon dovesse riuscire a portare con successo il Bitcoin sulla sua piattaforma, sarebbe solo una questione di tempo prima che anche eBay decidesse di fare un annuncio simile”. E così, altri retailer online.

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Market Analysis Report

13 October 2017

Oggi il Bitcoin è salito a un nuovo prezzo record di $ 5815 dopo  aver veleggiato oltre i  $ 5.000 giovedì. Da allora, il prezzo è salito fino a  livelli di $ 5.600. Questo rally si ritiene sia collegato con gli hard fork prossimi di SegWit2X e Bitcoin Gold. Gli hard fork generano uno sdoppiamento nella  blockchain e ciò è visto da alcuni investitori come un’opportunità per ottenere “monete gratis” sulla nuova catena creatasi. La pressione regolamentativa in corso su altcoins e ICO in paesi come la Cina e  Corea del Sud, ha  spinto gli investitori a cercare alternative più sicure all’interno del panorama delle crittovalute. Come notato anche da Bloomberg, la domanda globale di Bitcoin si sta spostando e il Giappone e la Corea del Sud stanno assumendo gran parte del volume lasciato dalla Cina, il paese che che era solito rappresentare la maggior parte del volume delle negoziazioni. Attualmente (h.10.30 del 13/10/17), il prezzo di Bitcoin è stabile a $ 5,708 ed è aumentato dell’11,3% nelle ultime 24 ore, con oltre $ 1,24 miliardi di BTC scambiati sulla coppia BTC / USD, rappresentando una quota del 26% del volume giornaliero, seconda solo agli scambi in yen (JPY) al 57%.
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BITCOIN: Giappone e Svizzera corrono, la UE è immobile, l’Italia inciampa

Mentre il Giappone  si è da poco dotato di una regolamentazione per quanto riguarda gli scambi di criptovalute considerando di fatto il Bitcoin e le sue sorelle minori alla stregua di strumenti di pagamento,  dall’altra parte del mondo anche  la Svizzera si è mossa da tempo considerando il bitcoin come valuta straniera e accettandolo comunemente per il pagamento di servizi pubblici locali , trasporti  ed altro. L’Unione Europea invece su questo come su altri temi importantissimi per la vita dei propri cittadini, soffre di un immobilismo preoccupante. A dimostrazione di un tanto, il presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, ha infatti dichiarato ieri che il bitcoin non rientra nelle competenze normative della BCE. La dichiarazione è stata presentata in risposta a una domanda della commissione per i problemi economici Bitcoin is Outside the Regulatory Jurisdiction of the European Central Banke monetari del Parlamento europeo.  “Non è in nostro potere  proibire o regolamentare (il Bitcoin)” – Ha dichiarato  Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea . La commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo era intervenuta  in merito alla questione interpellando  la BCE se  intendesse sviluppare un’architettura  di regolamentazione relativa al bitcoin e quali fossero i rischi che i crittografi possano causare all’economia europea attraverso le criptovalute. Secondo una traduzione di Google di una storia pubblicata da Eunews.it, Draghi ha dichiarato che dopo aver considerato “la grandezza, l’accettazione dell’utente e l’impatto sull’economia reale (del Bitcoin) … sarebbe comunque molto prematuro considerarlo come strumento di pagamento per il futuro” (aspettiamo allora che sia così maturo da cadergli in testa!! ndr.) Il presidente della BCEBitcoin is Outside the Regulatory Jurisdiction of the European Central Bank ha dichiarato che la Banca Centrale Europea”non ha ancora discusso” sul tema, aggiungendo che “non sarebbe nel nostro potere  vietare o regolamentare (il Bitcoin)”. Draghi ha anche espresso l’intenzione della BCE di valutare i rischi informatici associati a bitcoin e cryptocurrencies. Le dichiarazioni di Draghi  in merito alla tecnologia Blockchain  sono state ribadite anche durante un evento al Trinity College di Dublino durante un evento di dialogo giovanile , dove ha risposto a una  domanda  se “le nuove tecnologie, in particolare la blockchain, avranno un ruolo nella  futura politica monetaria . Draghi ha risposto:” noi alla BCE stiamo esaminando questo aspetto e  lo stiamo esaminando da un po ‘di tempo. La conclusione è che, a questo punto, la tecnologia non è ancora abbastanza matura per essere considerata sia nella politica delle banche centrali, sia nel sistema dei pagamenti. Dobbiamo guardare prima e ancora a come progredirà questa tecnologia in futuro. ” In entrambi gli eventi, il presidente della BCE ha sottolineato inoltre la volontà della Banca centrale europea di valutare  invece i rischi informatici associati alle nuove tecnologie. Al Trinity College di Dublino, Draghi ha descritto “il rischio cyber” come dominante  nel regno della digitalizzazione”. Ha aggiunto che “qualsiasi innovazione, come la Blockchain, verrà sottoposta a screening dal punto di vista dell’ esposizione al rischio informatico  che si considera in crescita ogni qualvolta si presenta una nuova tecnologia “. Il presidente della BCE ha anche recentemente rifiutato i piani dell’Estonia per lanciare una valuta digitale crittografica (criptovaluta) a livello statale, affermando che secondo la legge dell’Unione europea” nessun Stato membro può introdurre propria valuta. La valuta dell’area euro è l’euro “. Precedentemente  sempre questa settimana, il vicepresidente della BCE, Vitor Constancio, ha paragonato il bitcoin alla” bolla dei tulipani”che ha attraversato i Paesi Bassi nel XVII secolo. Constancio ha anche respinto il suggerimento di vedere  il bitcoin  come una minaccia per il settore finanziario europeo, dichiarando che il bitcoin ” non è certamente una moneta e non lo vediamo come una minaccia alla politica della banca centrale”.

Stante anche queste ultime dichiarazioni di Mario Draghi, appare evidente  l’eccessivo balzo in avanti fatto dall’Italia con la Gazzetta Ufficiale del 29 giugno scorso, citata in questo articolo, in cui si introduce la figura di cambiavalute virtuale, rendendo soggetto attivo per la normativa antiriciclaggio chiunque scambi criptovalute. Tutto ciò presuppone appunto che le criptovalute siano riconosciute legalmente come valute, cosa che così non è e non potrà essere finchè non vi sia una direttiva europea in tale senso e ad oggi, non sembra per niente  imminente. Al contrario, qualora vi fosse un qualsiasi contenzioso a causa di tale disposizione in Gazzetta Ufficiale , tra un cittadino “collezionista  di criptovalute” e un qualsiasi organismo statale preposto alla sorveglianza sulla normativa antiriciclaggio , potrebbe scattare invece una procedura di infrazione  verso lo Stato Italiano per aver legiferato su una materia di competenza europea e non più nella sua sovranità, esattamente come il caso estone di cui sopra .

Quando si dice l’eccesso di zelo burocratico….

BITCOIN , MANUALE PRATICO SULL’ORO DEL 21° SECOLO – VIII. SEGWIT E LIGHTENING NETWORK

Cari amici  bitcoiners e newbies (novizi),

sono lieto di annunciarvi questa bella novità: un Manuale pratico e alla portata di tutti che vi aiuterà a capire ed entrare nel mondo delle criptovalute. Scritto da 3 giovani colleghi imprenditori italiani, che sono impegnati come me nel campo delle valute digitali decentralizzate, un mondo nuovo ed estremamente  rivoluzionario, ma ricco di opportunità. Come ho scritto nella prefazione/introduzione di questo libro/manuale, il Bitcoin oltre ad aver cambiato radicalmente ed in meglio la nostra vita  ci ha mosso l’esigenza di fornire ad una platea quanto più eterogenea, degli strumenti di conoscenza anche approfondita , ma scritta in maniera semplice ed alla portata di tutti, nel mio caso in lingua italiana ( ma il libro verrà tradotto in più lingue) .  Il manuale non ha alcuna pretesa scientifica o tecnica, ma solo divulgatoria. Vi preghiamo quindi in anticipo di scusarci ed eventualmente segnalarci se vi troverete eventuali imprecisioni. Molti sono però i punti di contatto anche ideali tra me e questi giovani colleghi entrapreneurs ed è per questo che ho deciso di aiutarli e collaborare con loro alla correzione e diffusione di questo manuale che è acquistabile su Amazon QUI ed anche in bitcoin contattandomi direttamente.  Vi potrà sembrare un controsenso pagare in bitcoin un manuale per iniziare a conoscerli, ma  la novità è che,  per chi nuovo di questo mondo cryptofinanziario volesse approfondire ed imparare le prime nozioni e notizie sulle criptovalute comprandolo e soprattutto leggendolo, sono disponibile ad insegnargli da subito a scaricarsi il suo primo portafoglio e a cambiare in bitcoin inviandogli la cifra necessaria poi all’acquisto del manuale.

A dimostrazione del linguaggio semplice e diretto utilizzato per il manuale, in accordo con gli autori, pubblico qui in anteprima assoluta un capitolo, quello che tratta un argomento piuttosto astruso per i non addetti ai lavori :

VIII CAPITOLO

SEGWIT E LIGHTENING NETWORK

All’interno della comunità Bitcoin, per molto tempo, ha tenuto banco un dibattito, riguardo la dimensione dei blocchi della Blockchain, all’interno dei quali vengono registrate le transazioni di Bitcoin. Il problema sorgeva da un conflitto di
interessi tra le parti in giochi. Per questo ora parliamo di SegWit
(Segregated Witness).
Il protocollo Bitcoin prevede che ogni 10 minuti, un nuovo blocco
della capacità di 1 Megabyte si aggiunga alla Blockchain. Grazie al
successo maturato nel corso dei mesi e l’aumento degli utilizzatori,
è stato raggiunto il limite di archiviazione delle transazioni
disponibile per blocco. Questo ha portato ad una saturazione del
network, ragion per cui si è arrivati ad un momento nel quale tra
l’invio e il ricevimento di una somma di Bitcoin, potevano passare
anche molte ore o persino giorni. L’unico modo per velocizzare il
processo era chiedere di pagare delle FEE (commissioni) più alte ai
Miner per avere maggiore priorità sulle altre transazioni, ma ad un
punto tale per cui utilizzare Bitcoin per piccole somme, diventava
persino sconveniente.
Gli alti costi di transazione rappresentano un problema, sia per gli
utenti finali, sia per tutte le aziende che volessero iniziare a fare
business con i Bitcoin; da ciò deduciamo che se come mezzo di
pagamento nell’utilizzo su larga scala non dovesse più funzionare, si
perderebbe lo scopo per cui è stato creato. A tal proposito, Satoshi
Nakamoto nella prima frase del “White paper”, il documento con
cui presentò il funzionamento alla base del protocollo Bitcoin,
afferma: “Commerce on the Internet has come to rely almost
exclusively on financial institutions serving as trusted third parties to
process electronic payments”, parlando apertamente di commercio
su Internet.

La soluzione per tutte le parti chiamate in causa è rendere Bitcoin
scalabile e cioè che abbia la possibilità di crescere in funzione delle
necessità per l’adozione di massa. Per fare ciò esistono due
possibilità:
1) Scalare “onchain”, tramite l`aumento delle dimensioni dei blocchi
e quindi portarli da 1 Megabyte a 2, 4 o 8, in base all`esigenza,
permettendo l’inclusione di un numero notevolmente superiore di
transazioni per ogni blocco, mantenendo un basso costo per gli
utenti.
2) Scalare “offchain”, la cui unica applicazione al momento
conosciuta consiste nella creazione della Lightning Network, una
rete di canali di pagamento che permette bassi costi di gestione e di
transazioni. Per creare la Lightning Network è stato necessario
l’upgrade a Segwit.
Prima di affrontare dettagliatamente Segwit, cerchiamo di andare a
capire dal punto di vista ideologico, ma anche geopolitico, le
posizioni degli schieramenti in campo, che vedono da una parte i
Miner, di cui le maggiori mining pool sono presenti in Cina e
dall’altra parte aziende come Blockstream, presente negli Stati
Uniti, che raccoglie i migliori sviluppatori al mondo e che è uno dei
maggiori finanziatori di Bitcoin Core (software principale e di
riferimento di Bitcoin).
Per molto tempo la conflittualità tra gli schieramenti ha portato ad
un impasse riguardo la soluzione possibile da adottare per
permettere a Bitcoin di scalare, fino ad arrivare al 23 maggio 2017,
data in cui venne stato siglato il New York Agreement, sottoscritto
da 58 firmatari. L’accordo consiste in un compromesso tra le due
parti del dibattito: coloro che vogliono scalare tramite SegWit e
coloro che vogliono scalare tramite aumento della dimensione del
blocco.

Segwit2x è il nome dato al progetto e consiste in due fasi
sequenziali. La prima riguarda l’attivazione di SegWit, avvenuta
ufficialmente il 24 agosto 2017 al blocco 481.822 e la seconda che
consente l’aumento del blocco a 2 Megabyte, che dovrebbe
avvenire a Novembre 2017.

In cosa consiste Segwit (Segregated Witness)?
SegWit è un aggiornamento del protocollo Bitcoin, che consente di
separare la parte della firma dal resto dei dati della transazione.
Questo non solo permette l’implementazione della Lightning
Network, ma riduce il peso in byte delle transazioni, aumentandone
quindi la quantità possibile al secondo. Si stima che l’aumento della
capacità possa essere equivalente ad un aumento virtuale del
blocco a circa 1,8 MB. “Segretate” significa “separare” e con
“Witnesses” si intendono le firme delle transazioni.
Nonostante possa sembrare un intervento per gli “addetti ai lavori”,
le modifiche apportate a Bitcoin sono epocali, perché hanno
concretizzato la scalabilità della criptomoneta, permettendone la
sopravvivenza.
La speranza ora è che la rete Lightning Network si sviluppi il prima
possibile, in modo da non rendere più necessario l’aumento della
dimensione dei blocchi. Nel caso in cui non si arrivi al risultato
sperato, l’aumento dei blocchi a 2 MB dovrebbe evitare un nuovo
intasamento della rete e il conseguente nuovo aumento delle
commissioni.
Finiamo questo capitolo spiegando brevemente in cosa consiste la
Lightning Network.
Questa crea dei canali di pagamento “offchain”, ovvero al di fuori
della Blockchain, con l’obiettivo di facilitare le microtransazioni nella
rete con notevoli benefici in termini di tempi e costi.

 

 

8 anni di BITCOIN e 58 fatti rilevanti da sapere

8 ANNI DI BITCOIN E 58 FATTI RILEVANTI DA SAPERE
 04/09/2017

Mi hanno segnalato questa interessante infografica che a quasi 10 anni dalla nascita del Bitcoin raccoglie 58 fatti rilevanti che lo riguardano. Per chi ha difficoltà con la lingua inglese troverà la traduzione in italiano in fondo, sotto l’immagine. Leggeteli, sono veramente interessanti, soprattutto per imparare le cose fondamentali da sapere sul Bitcoin, ma anche utili per chi  usa questa criptovaluta da tempo. Buon divertimento!!

1.  La leggenda del misterioso SATOSHI NAKAMOTO , il nome inventato del creatore (o dei creatori)  del bitcoin

2. Si crede che  Nakamoto possegga il primo milione di bitcoin che oggi vale circa 3.5 miliardi di euro

3. Nessuna singola entità o governo ha il controllo sulla criptovaluta Bitcoin

4. C’è un numero finito di Bitcoin: 21 milioni

5. L’ 1% della comunità bitcoin controlla il 99% del suo valore

6. Dal marzo 2015 il costo delle commissioni di transazione bitcoin è salito del 1289 %

7. Il 69% degli istituti bancari sta sperimentando  applicazioni basate sulla tecnologia blockchain

8. Il market cap totale è di 43 miliardi

9. Il valore del bitcoin si è moltiplicato di 879.999 volte dal 2010 al 2017

10. Il 64% dei bitcoin non è mai stato utilizzato  e potrebbe  essere così anche per il futuro

11. Blockchain, un wallet bitcoin, ha racimolato 40 usd da Google Adventures e da Richard Branson

12. Circle, Blockstream e Digital Asset Holding sono tre tra le più grosse startup nel mondo Bitcoin

13. L’ FBI possiede l’1,5% dei bitcoin di tutto il mondo

14. Circa il 5% dell’economia bitcoin è attiva sul deep web e sui mercati neri del dark web

15. Nel 2014, il crack  della più grande piattaforma mondiale di scambio Bitcoin di allora,   Mt. Gox,  provocò un crollo del 40% nella quotazione della criptovaluta

16. Il potenziale risparmio per una banca che utilizzasse la tecnologia Blockchain sarebbe di 8-12 milioni di usd all’anno

17. Solo 807 persone hanno dichiarato le entrate in bitcoin ai fini della tassazione

18. Bithumb, la quarta piattaforma exchanger esistente ha dichiarato di essere stata hackerata per un controvalore di miliardi nel luglio del 2017

19. Ci sono 7 tipi di carte di debito in bitcoin per privati e società

20. SatoshiDice  è stata la prima grande acquisizione societaria in bitcoin per una cifra di 126.315 BTC pari a 11,5 milioni di dollari

21. Mr Nakowa vinse 11.000 BTC su un sito di gioco d’azzardo nel 2013( pari allora a 1,3 milioni di dollari)

22. Le mining pools cinesi controllano più  del 70% dell’hashrate collettivo della rete Bitcoin

23. La mining pool cinese Antpool ha scoperto il 20% dei blocchi bitcoin prodotti tra il 2016 e il 2017

24. Pizza day. Il 22 maggio 2010, 2 pizze furono pagate 10 mila bitcoins. Fu il primo scambio di bitcoin per un bene/prodotto. Il 22 maggio del 2017 il loro valore sarebbe stato di 20 milioni di dollari

25. Il Bitcoin su GitHub ha 147 mila stargazers (bookmars) e   oltre 9 mila forks

26. I rimborsi non sono possibili nelle transazioni bitcoin

27.Le transazioni sono misurate in satoshi/bytes. 1 satoshi = 0,00000001 bitcoin

28. Perdere un portafogli bitcoin = perdere i bitcoin contenuti per sempre. James Howell ha perso 7500 bitcoins buttando nella spazzatura il suo hard disk contenente 4 milioni di sterline di controvalore

29. I bitcoins generati come ricompensa per il lavoro di mining (attualmente in blocchi da 12,5 bitcoin ), si dimezzano ogni 4 anni finchè tutti i bitcoin verranno completamente scoperti

30. Un nuovo blocco di monete “nasce” ogni 10 minuti con  6 nuove scoperte di blocchi in circa un’ ora

31. Diversamente dalle valute tradizionali , i Bitcoin sono decentralizzati e basati su un algoritmo (Satoshi algorithm), quindi sulla matematica

32. Tutti i dati riguardanti le transazioni bitcoin sono pubblici, trasparenti  e non falsificabili, sempre consultabili sul registro Blockchain

33. Sha256 è una funzione hash a 64 caratteri che viene utilizzata per crittografare gli indirizzi bitcoin

34. Da agosto 2017 ci sono 16,5 milioni di bitcoin prodotti ed  in circolazione

35. Nel dicembre del 2016 fu donato il 4 millesimo bitcoin a Wikileaks raggiungendo così il controvalore totale di 3 milioni di dollari

36. La rete Bitcoin ha una forza di calcolo maggiore dei 500 supercomputers mondiali messi insieme

37. Nel 2016 un bitcoiner mandò accidentalmente 137mila dollari di controvalore invece di 5 dollari senza nessun modo per recuperarli

38. Ci si aspetta  17 milioni di bitcoin in uso nei prossimi dieci anni

39. Il limite massimo di bitcoin prodotti sarà pari a 21 milioni, produzione che cesserà nel 2140

40. Austin Craig e Beccy Binghams del famoso “Life on Bitcoin” hanno dimostrato come vivere per 90 giorni solo con i bitcoin

41. Il phisher di Alphabay Phisherkingz ha affermato di aver fatto un milione di dollari in 14 mesi rubando bitcoins

42. L’università di Nicosia, Cipro, è stata la prima ad accettare bitcoin in pagamento per le rette universitarie

43. Virgin Galactic , il teorico club di avventure spaziali accetta prenotazioni in bitcoin

44. Puoi vincere dei bitcoin extra giocando al gioco della Blockchain

45. La Corte circondariale della Florida ha rigettato un processo per riciclaggio di denaro affermando che per le norme statali il bitcoin non è considerata valuta

46. Il valore del Bitcoin è aumentato di ben oltre il 162% nel 2017

47. Bitcoin Savings and Trust ha pagato 700 mila bitcoin a Trendon Shavers in una causa legale SEC per un Ponzi scheme

48.  Dell computers, Microsoft, Newegg, Overstock, Dish, Expedia, sono solo alcune delle grandi società che accettano bitcoin

49. Reeds Jewelers,  One Shot Hotels e Holiday in New York sono solo un esempio di famose società quotate in borsa che usano i bitcoins

50. Il numero degli esercizi commerciali che accettano bitcoin è cresciuto da 36 mila a 82 mila solo nel 2014

51.  Ethereum con 18,7 miliardi usd e Litecoin con 2,27 miliardi usd di market cup sono le due criptovalute che seguono il Bitcoin come importanza

52. il 90% degli indirizzi wallet bitcoin hanno saldo zero o di infimo valore

53. Roger Ver 52 milioni usd , Charlie Shrem  45 milioni usd, Dave Carlson con 35 milioni di usd sono solo alcuni dei milionari in bitcoin

54.  Attualmente ci sono 1525 Bitcoin ATM (bancomat ) istallati nel mondo, in 58 paesi, con 21 produttori di ATM e 261 operatori ( me compreso)

55.  Il Bitcoin è esente IVA in Belgio

56. la Svizzera ha classificato il bitcoin come valuta estera

57. Il bitcoin è illegale in  Kirgykistan, Vietnam, Bolivia, Islanda, Ecuador e Bangladesh

58. Nel 2013 la Thailandia ha bandito il Bitcoin

Courtesy of: Bitcoin Casino

Exchangers virtuali e antiriciclaggio, l’Italia si muove prima di tutti

E’ l’ Italia  la prima nazione che si mette a normare su criptovalute e cambiavalute, anticipando  le disposizioni della proposta di modifica della IV Direttiva europea  — che passerà attraverso una discussione plenaria non prima della fine di ottobre 2017.  La IV Direttiva antiriciclaggio (Direttiva UE 2015/859) è stata infatti  introdotta in Italia con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Italiana del Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 90 (G.U. n. 140 del 19 giugno 2017) con la riscrittura totale del Decreto Legislativo 231/2007 ed entrata in vigore proprio in questi giorni,  il 4 luglio 2017. Come al solito un bel pasticcio all’italiana in cui si accomunano i linden dollars di Second Life alle criptovalute decentralizzate  e trustless come bitcoin e altcoins e le piattaforme exchanger che girano milioni di euro con i dealers che cambiano qualche centinaia di euro in rete . Con questa occasione viene per la prima volta introdotta però la definizione giuridica di “valuta virtuale” e di “cambiavalute virtuale” rendendo così gli exchanger soggetti destinatari delle normative antiriciclaggio di cui alla direttiva antiriciclaggio citata e  la previsione che questi ultimi ottengano una licenza e l’iscrizione in un registro apposito. Il testo contiene anche le modalità con cui i prestatori del servizio devono comunicare alle autorità la loro presenza sul territorio.

Ho contattato telefonicamente l’amico Stefano Capaccioli, tra i massimi esperti italiani nel settore  per quanto riguarda gli aspetti giuridici sulle criptovalute, collaboratore del blog CoinLex in cui potrete approfondire l’argomento che sto trattando.

“La normativa anticiriclaggio italiana in vigore dal 04.07.2017, ha anticipato le tendenze europee, normando esclusivamente determinati attori dell’ecosistema delle criptovalute per introdurre i presidi antiriciclaggio. Ciò si è reso necessario soprattutto per l’intersezione degli stessi con il mondo finanziario e l’exchanger opera nel punto di congiunzione tra il mondo delle monete legali e il mondo delle criptovalute, scambiandole. Quindi, entra necessariamente in contatto con il mondo finanziario tradizionale e le sue regole.”

Ma è sull’applicazione di tale normativa e sulla burocrazia varia a corredo  che si gioca veramente  la partita.  Se il vantaggio di poter emergere legalizzando e responsabilizzando gli attori della rivoluzione criptovalutaria viene soffocato dalla tipica burocrazia italiota,  o peggio, da una futura e pesante  tassazione, non solo si tarperanno le ali ad un settore emergente in grado di creare in prospettiva moltissimi nuovi posti di lavoro e benessere diffuso, ma avremo l’effetto esattamente contrario. La  buona percentuale di anonimità che bitcoin e altcoins riescono comunque a garantire, giocherà a favore della clandestinità dei suoi attori principali vanificando, come è successo ovunque nel mondo, qualsiasi approccio normativo tradizionale.  E’ richiesto dalle istituzioni italiane quindi,  un cambio di passo e di atteggiamento, non più costrittivo o come sempre meramente punitivo, ma  aperto e propositivo, sulle orme di quel Giappone e Australia che contribuiscono alla diffusione globale delle criptovalute  e all’aumento del valore di quotazione del Bitcoin.

 

Wekiwi.it, il gestore energetico italiano che accetta Bitcoin

 13/04/2015

L’interesse nelle criptovalute e la loro diffusione ed utilizzo, sta finalmente registrando un  buon risveglio anche in Italia, soprattutto dopo che l’Agenzia delle Entrate  ha ribadito, in risposta ad altri recenti interpelli in proposito, che le transazioni e lo scambio di bitcoin tra privati  non è tassabile, riconoscendo così e di fatto la propria impossibilità ad intervenire in materia causa la natura stessa del Bitcoin. Anche se sono convinto che ciò possa essere solo una momentanea tregua,  è comunque un approccio amichevole ed un riconoscimento verso le criptovalute che ci pone, una volta tanto, all’avanguardia nel panorama istituzionale mondiale.    A conferma di un tanto ho riscontrato una crescente attività di scambio di criptovalute dall’inizio dell’anno con il crescere della quotazione bitcoin e molto più recentemente, anche la notizia , seppur depurata da dettagli fuorvianti di Ansa.it, della prima agenzia immobiliare in Italia che vende appartamenti e immobili in bitcoin. Assieme a tutto ciò e proprio in questi giorni, si registra la bella novità di un nuovo gestore italiano per l’energia (gas ed elettricità), wekiwi.it che accetta bitcoin in pagamento nel proprio shop online. Attualmente non si possono ancora pagare le bollette per le forniture energetiche  in bitcoin, ma è sempre un buon inizio. Di seguito riportiamo il link della notizia così come è apparsa su Il Quotidiano.netMassimo Bello (ImagoE)

Buona lettura e finalmente….FIAT LUX!!

gavrilo

IN ITALIA LA BUFALA SI LEGGE SULL’ ANSA – BITCOIN FAKE NEWS

Per settimane istituzioni politiche e media ci hanno messo in guardia e ammonito chi pubblica false notizie (fake news)  su internet e sui social media per le conseguenze che poi hanno sulla popolazione ed hanno continuato a sproloquiare  sulla necessità di punire severamente chi le diffonda. Scopriamo invece che i primi a diffondere notizie false, tendenziose, fuorvianti, senza il minimo senso etico/professionale  di verifica delle fonti sono proprio le agenzie di stampa più accreditate, come ad esempio ANSA. Ciò è molto grave a mio parere, perchè non stiamo parlando di un blog qualsiasi come si potrebbe considerare il presente in cui le opinioni condivise sono sempre personali e non hanno la pretesa di Verità assoluta, ma di agenzie di stampa ufficiali che vengono riprese regolarmente dai media anche internazionali e poi diffuse a livello globale, provocando come in questo caso, come minimo reazioni di ilarità se non proprio di scherno da parte di chi, a ragione, considera (giustamente) l’Italia come il Paese di Pulcinella e ci permette di capire il perchè risultiamo agli ultimi posti al mondo per quanto riguarda la libertà di stampa e la correttezza delle informazioni. A questo punto ci si chiede a cosa servano le leggi sull’editoria che dovrebbero regolare tutto ciò e cosa si aspetti a prendere i famosi provvedimenti tanto auspicati dalle istituzioni contro le fake news.
Ciò premesso analizziamo la notizia Ansa di qualche giorno fa che si è talmente diffusa tra la popolazione da avere riscontri pressochè giornalieri da gente comune che di Bitcoin ne sa veramente molto poco e che rischia di creare opinioni errate e  false aspettative.
“In Italia la casa si paga in bitcoin”  
NEWS
Criptovaluta in atto notarile grazie a risoluzione Agenzia Entrate “

La prima cosa da puntualizzare leggendo  il sottotitolo, è che le criptovalute sono ufficialmente entrate negli atti notarili in Italia esattamente 2 anni fa , come si può facilmente riscontrare qui e quindi questa certamente non è una news (intesa come novità). Ben più grave, a mio parere, è invece affermare che questo sia avvenuto per merito di una risoluzione dell’ AdE (Agenzia delle Entrate) perchè è palesemente falso come scopriremo in seguito.  Vado quindi a riprendere e ad analizzare  le affermazioni evidentemente false del comunicato originale Ansa

Oggi il Giappone legalizza il Bitcoin come metodo di pagamento – 01/04/2017

Liberamente tratto e commentato da articolo di   del 31/03/2017 by gavriloBTC

Mentre l’Unione (totalitaria) Europea sta elaborando il miglior  sistema per violare la privacy di chi utilizza i bitcoin, in Giappone da oggi la criptovaluta più conosciuta ed utilizzata al mondo diventa  un metodo di pagamento   legale  e  riconosciuto ufficialmente a  tutti  gli   effetti.  Dopo  mesi  di dibattito infatti, il  legislatore del Paese del Sol Levante ha approvato una legge che ha portato le piattaforme exchanger di Bitcoin sotto l’ombrello  dell’ antiriciclaggio (AML/KYC) , categorizzando la criptovaluta come una sorta di strumento di pagamento prepagato.

Il lungo dibattito  ha avuto inizio subito all’indomani del crollo di Mt. Gox,  l’ ormai defunta piattaforma di scambio Bitcoin più grande al mondo, che   chiuse  i  battenti  nel  gennaio  2014,  dopo  mesi  di  crescenti difficoltà  e, alla fine appunto, la caduta in stato di insolvenza e presunta frode.

Secondo la Financial Services Agency del Giappone, la legge che entrerà in vigore da oggi  1 ° aprile 2017,  legalizzerà gli exchange          con   requisiti    patrimoniali,   di   sicurezza   informatica   e procedure operative migliori e più sicure . Tali exchanger  inoltre, saranno tenuti a condurre programmi periodici di formazione dei dipendenti e sottoposti a verifiche annuali.

Tutto ciò sicuramente  creerà molto fermento e ulteriore  lavoro in questo specifico settore.

Ad esempio, l’ istituto di ricerca Yasutake Okano di Nomura ha individuato e suggerito , già in un rapporto di maggio del 2016, che altre leggi giapponesi avrebbero bisogno di essere aggiornate  alla nuova tecnologia, tra cui il Testo Unico Bancario e degli strumenti finanziari e l’ Exchange Act.

Ma anche altri gruppi di ricerca in Giappone si stanno muovendo per individuare e sanare il gap normativo con la dirompente realtà delle criptovalute .bitcoin, computer

Seguendo un rapporto del Nikkei infatti, il Consiglio per gli Accounting Standards giapponese ha deciso all’inizio di questa settimana, di iniziare l’elaborazione di altre norme specifiche per le valute digitali come il  Bitcoin. Questa decisione  rispecchia e segue  altre iniziative intraprese in altri paesi nel mondo, tra cui l’ Australia, che già alla fine dell’anno scorso ha iniziato a spingere per tali norme tese a regolamentare e dare una forma legale alle criptovalute e degli operatori in questo settore, nella direzione della salvaguardia del cittadino come utente e risparmiatore .

Come a dire che nelle democrazie avanzate a livell
o mondiale  e diversamente dall’oppressiva Europa  dei plutocrati, l’adeguamento legislativo  alle nuove tecnologie passa principalmente per la tutela dei propri cittadini e non viceversa, di quella di una moneta imposta con la forza dai grandi gruppi bancari e finanziari che diventano poi braccio operativo per le esigenze statali/comunitarie di controllo dei cittadini con la scusa dell’ antiterrorismo, ma che di fatto  sono invasive e limitative delle libertà individuali su modelli paragonabili solo a quelli di staliniana memoria o cinese. Gli Stati Uniti e il Regno Unito (vedi brexit) se ne sono accorti, anche grazie a casi e coraggiose denunce come quelle di Assange (Wikileaks) e Snowden , e stanno efficacemente prendendo le distanze da questa che assomiglia sempre meno ad un’ Unione  di popoli e nazioni europee e sempre di più un Unione Socialista Sovietica delle Banche.