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la Truffa in bitcoin dell’ estorsione a sfondo sessuale

Quasi un milone di dollari in bitcoin dagli imbarazzati guardoni

Un tempo la paura di diventare ciechi fungeva da deterrente per chi eccedeva con pratiche onanistiche o di auto-piacere . Ora la paura più grande sembra quella di non essere più in grado di guardare direttamente negli occhi i tuoi colleghi, amici e parenti se un video compromettente di te arriva nelle loro caselle di posta elettronica. I truffatori lo hanno capito e stanno estorcendo bitcoin alle vittime per ricavarne una fortuna. Secondo un’indagine condotta dalla società di cibersecurity Area 1, gli estorsori del sesso hanno finora introitato quasi 120 bitcoin per un controvalore di circa 855.000 euro (949.000 Usd) . Inizialmente riportato da Fortune, il rapporto afferma che il pagamento medio da parte delle vittime di questo particolare tipo di truffa è di 0,073 bitcoin (circa 525 euro).

Come avviene il tentativo di estorsione

Tipicamente, l’email che i truffatori inviano alle loro vittime è formidabile. Gli estorsori avvertono infatti le potenziali vittime che possiedono dei video di loro mentre guardano siti o video porno . Dichiarano di aver ottenuto il video installando un malware (virus) su un sito porno che la vittima ha quindi scaricato involontariamente sul proprio dispositivo. I truffatori dicono che hanno registrato la vittima mentre si impegnava nella masturbazione tramite la propria webcam. In genere affermano anche di essere stati in grado di ottenere contatti social e professionali usando il malware e minacciano pertanto di inviare i video a tutti i contatti della vittima. Nella parte inferiore dell’email, comunicano quindi un importo da inviare a un indirizzo bitcoin dando come tempo massimo un giorno per effettuare il pagamento. In caso contrario, minacciano di inviare il video che affermano di aver registrato, a colleghi e parenti stretti. Promettono di cancellare il video se il pagamento è stato effettuato.

Per convincere le loro vittime, gli estorsori includeranno la password della vittima nell’e-mail di ricatto. Tuttavia, il più delle volte, i truffatori hanno ottenuto la password della vittima da una vecchia violazione dei dati.

Nel solo mese di maggio sono state ricevute oltre 1.443 segnalazioni di questo tipo di truffa. NON rispondere e NON pagare: ciò evidenzia solo che sei vulnerabile e potresti essere di nuovo preso di mira. Inoltre questa estorsione è una vera e propria truffa . Non hai preso nessun malware e non è vero che i truffatori sono in possesso dei video di te nè della rubrica con i tuoi contatti social ed email. Se fosse come scrivono ti manderebbero il video incriminato come prova . Qui la storia completa: https://www.actionfraud.police.uk/news/fraudsters-are-continuing-to-send-victims-their-own-passwords-in-sextortion-scam

I truffatori hanno anche dimostrato una certa raffinatezza nell’eludere i filtri impostati dai principali provider di posta elettronica. Per Area 1, una delle tecniche che hanno impiegato è quella di incollare le righe di scrittori famosi nel testo invisibile dell’email. Il rapporto di Area 1 è corroborato da un’indagine precedente della società di cybersecurity Digital Shadows che a partire da settembre 2018, il top indirizzo Bitcoin utilizzato dai truffatori aveva ricevuto oltre 480 bitcoin.

Gli USA sono in cima alla classifica delle vittime di questa truffa

Secondo Bitcoin Who’s Who, nel settembre 2018 tali truffe di estorsione a sfondo sessuale erano state segnalate in 42 paesi in cui gli Stati Uniti hanno fatto la parte del leone con il 30% del totale. Tra i paesi favoriti dai truffatori anche il Regno Unito era in cima alla lista con il 6% dei casi e i recenti report indicano che che il fenomeno è in crescendo.

I Paesi favoriti dai truffatori/estorsori . Fonte Bitcoin Who’s Who

Proprio questo mese, il centro di segnalazione nazionale per la criminalità informatica e la frode del Regno Unito , Action Fraud, ha rivelato che erano stati segnalati oltre 149 casi di reati di questo genere. Molti altri casi non vengono però segnalati dalle vittime, perchè di solito sono troppo imbarazzati per renderli pubblici denunciandoli.

Fonte : CoinCriptoNews

CryptoShuffler, il Malaware che rimpiazza gli indirizzi wallet copiati negli appunti

 

31 ottobre 2017

Kaspersky Labs ha recentemente pubblicato un post sul suo  blog in cui espone i rischi di uno dei malware più riusciti nell’industria crittografica: il CryptoShuffler. A differenza dei cryptoransomware (cryptolocker), questo Trojan non ha effetti appariscenti,  fa del suo meglio per scivolare sotto i radar. Il malware (virus)  risiede in modo indefinito e silenzioso  nei computer degli utenti e monitora attivamente i loro appunti. Una volta che la vittima ha copiato un indirizzo portafoglio (ad esempio il mio , 1gavriLo6TCyEEzKru4UD4FLFe6Yo7t9b ), CryptoShuffler lo sostituisce con l’indirizzo degli hacker.   Se gli utenti non prestano attenzione all’indirizzo  incollato prima di effettuare le transazioni, finisce che inviano così bitcoin agli amministratori di CryptoShuffler.

 

Dopo aver studiato il Trojan, Kaspersky Lab ha scoperto che il malware non riguarda solo Bitcoin, ma anche Ethereum, Zcash, Monero, Dash, Dogecoin e altr criptovalute

Il wallet  Bitcoin di CryptoShuffler mostra che i cybercriminali con questa truffa hanno ripulito fino ad ora 23,24 BTC (attualmente 147.500 euro!!)  alle loro vittime. 

I portafogli di criptovalute diverse dal Bitcoin  appartenenti ai creatori di CryptoShuffler contengono attualmente invece somme con un controvalore che va da decine a migliaia di dollari.

Il Trojan è stato un po ‘più di un anno per raccogliere tutti quei soldi e il picco di attività che ha avuto alla fine del 2016 è stato seguito da un crollo, ma poi nel giugno del 2017, CryptoShuffler si è risvegliato nuovamente.

Questo Trojan dimostra chiaramente che un computer o uno smartphone infetti non necessariamente rallentano o visualizzano messaggi di riscatto. Al contrario, molti tipi di malware cercano di mantenere un profilo basso e di operare il più furtivamente possibile; più a lungo rimangono inosservati, più soldi faranno per i loro creatori.

Quindi il mio consiglio a tutti gli utilizzatori di cryptovalute  è di rimanere vigili e protetti.  Kaspersky Lab che ha pubblicato questo avviso,  ha a disposizione prodotti che rilevano CryptoShuffler come Trojan-Banker.Win32.CryptoShuffler.gen e, inutile dire, bloccano tutte le loro azioni.

TRUFFE E BITCOIN, QUALI SONO E COME PREVENIRLE

bitcoin-reveal

Dal suo inizio nel 2009, il Bitcoin è cresciuto in maniera esponenziale diventando una moneta digitale molto popolare ed usata in tutto il mondo. Purtroppo,  a causa della sua popolarità , del suo tasso di crescita e della sua capitalizzazione di mercato, anche i truffatori crescono e realizzano  benefici monetari molto consistenti.

Secondo Bitstamp, la prima piattaforma exchanger con regolare licenza, il bitcoin ha una capitalizzazione di mercato di più 11.3 miliardi di dollari, con una valutazione intorno ai $ 700/BTC (637€/BTC), al momento della pubblicazione. Va da sé che lo spazio Bitcoin e il suo valore attiri truffatori online che vogliono mettere le mani sulla moneta digitale impiegando metodi subdoli.

Naturalmente, indipendentemente dal fatto che tu sia un principiante nello spazio Bitcoin o ti sei dilettato in questa tecnologia per alcuni anni, è sempre una buona idea mantenersi aggiornati  sulle truffe da Bitcoin. Evidenzierò quindi le truffe bitcoin esistenti per rendervi consapevoli su cosa si può fare per evitare di diventarne vittima.

  1. LE TRUFFE DEGLI EXCHANGER BITCOIN

Questo tipo di truffa potrebbe non essere così facile da decifrare, semplicemente perché le organizzazioni possono avere un elevato livello di credibilità all’interno dello spazio bitcoin.

Ce ne sono alcune, però, che filtrano dalla rete. Ad esempio, nel 2014, la piattaforma di scambio valute digitali Cryptsy, perse 13.000 BTC e 300.000 LTC per una violazione  hacker dell’exchanger; tuttavia poi andò avanti senza informare i suoi utenti della situazione per paura di provocare panico di massa. Questo ha portato molti a credere che Cryptsy sia stata un mini-Mt.Gox .

Threat to digital currency. Criminal succeeds hacking theft. File contains Clipping mask, Transparency.
Threat to digital currency. Criminal succeeds hacking theft. File contains Clipping mask, Transparency.

Mt.Gox, l’ormai defunto exchanger bitcoin con sede a Hong Kong, assurse agli onori delle cronache sempre nel 2014, quando venne rivelato che circa 850.000 bitcoin erano stati rubati, per un valore all’epoca di circa $ 450 milioni. Nonostante 200.000 bitcoin furono ‘recuperati’,  molti utenti di quell’exchanger sono ancora in attesa di un rimborso per il  denaro che è stato loro rubato.

Cosa si può fare in situazione come questa? La migliore linea di difesa è quella di utilizzare solo i servizi di completa fiducia. Purtroppo, gli exchanger di cui sopra erano, in verso o nell’altro, exchanger di fiducia.

Che cosa può fare una persona?

Una soluzione è quella di non mettere tutte le uova nello stesso paniere e cercare di dividere quello che hai in diversi portafogli. In questo modo si può stare certi che non tutto quello che possiedi andrà perso se un exchanger viene hackerato. Inoltre è importante, come nel caso di Mt.Gox, accorgersi delle debolezze (ritardi nel rilascio del denaro per esempio) e cogliere i segnali di pericolo in anticipo. Sapendo di cosa si tratta si possono tenere a mente al momento del check out e passare ad altri exchangers (quello che fortunatamente feci io!!).

Naturalmente, prima di inviare il proprio denaro è saggio procedere con  cautela ed informarsi bene, ed essere consapevoli se eventuali exchangers evitano semplicemente di rispondere a domande nel tentativo di ignorare una situazione imbarazzante. Provate ad esempio a chiedere, quando vi faranno la procedura di antiriciclaggio, sulla sicurezza dei dati che state mandando loro e quali assicurazioni possano mettere in campo nel caso di una penetrazione del loro sistema di sicurezza con conseguente perdita di dati e di denaro/bitcoin (ma nemmeno una piattaforma come Bitstamp vi darà risposte rassicuranti, ci potete giurare!)

2. TRUFFE DA PHISHING

Sorprendentemente le truffe da phishing sono ben note per avere come obiettivo i bitcoin: dalle email con richieste di pagamento alle app di wallets che drenano i bitcoin degli ignari utenti che li scaricano dagli apple store sui propri smartphones, come è notizia di questi giorni, con seri dubbi sull’efficacia del livello di filtraggio fatto dalla casa della mela prima di pubblicare queste app e metterle a disposizione della propria clientela. Ed infine i cryptolockerphishing locks, programmi che codificano l’hard disk  dei vostri computer bloccando tutti i file data che sono contenuti all’interno i quali verranno poi eventualmente rilasciati solo dietro pagamento di un riscatto in bitcoin. Già nel 2014, proprio con il sistema delle mail con richieste di pagamento fasulle, anche il popolare wallet digitale Coinbase è rimasto vittima di un phishing di massa perdendo importanti dati dei propri utenti. In luglio, a seguito della chiusura e scomparsa della società di bitcoin mining  HashOcean, con milioni di dollari di bitcoin degli utenti, i phisher hanno tentato di raggiungere le vittime sostenendo che potessero recuperare i loro bitcoin rubati. Nel tentativo di attirare vittime ignare hanno usato falsi siti web, pagine di Facebook, e-mail di phishing.

Cosa si può fare per evitare di diventare vittima di una truffa da phishing:  non cliccare su eventuali fonti/link  che non sono state prima verificate. Se qualcosa non vi torna, procedete sempre con cautela. Dopo tutto, è molto meglio essere cauti prima, piuttosto che scoprire dopo avere involontariamente perso tutti i tuoi soldi.

3. FALSI SITI WEB

Si ritiene che in un discorso scritto, si possa leggere compiutamente anche se il contenuto delle singole parole è stato cambiato, basta che la prima e l’ultima lettera siano al loro posto .

Allo stesso modo, quando si tratta di qualcuno che cerca di fare apparire un sito web falso come reale,  utilizza solo una parte dell ‘URL del vero sito web, cambiando invece una  o più lettere. Un esempio di questo tipo di truffa è stato rivelato all’inizio di quest’anno quando un utente di Reddit ha annunciato di aver perso dei bitcoin  dopo l’utilizzo di un sito web falso di cui non si era accorto. L’utente ha creduto di star usando l’exchanger di moneta digitale ShapeShift.io ; tuttavia, è stato solo dopo essersi accorto che i bitcoin scambiati non arrivavano sul suo wallet, che notò la mancanza di una ‘F’  nell’ URL del falso sito web shapeshift utilizzato. Lo stesso succede anche per un altro exchanger , localbitcoins.com, di cui mi sono accorto personalmente e per fortuna ho evitato di cascarci…

Non solo, ma l’exchanger di Hong Kong, Bitfinex, quest’anno ha dovuto avvisare i propri utenti dell’esistenza di  e-mail di phishing che stavano circolando con un indirizzo che sembrava essere uno dei suoi.

Cosa si può fare: evitare di fare clic su fonti che non sono state verificate. Anche se un sito appare legittimo, ricordarsi sempre di controllare l’ortografia corretta del URL prima di procedere.

4. SCHEMI PONZI
Un buon massima di vivere secondo è ‘se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è.’ Questo è certamente il caso di schemi Ponzi, truffe piramidali, altresì chiamate catene di Sant’Antonio. Nella maggior parte dei casi, è facile rilevare una truffa di questo genere, ma ci sono ancora persone che ci cadono dentro. Perché? Perché i truffatori sanno cosa dire per ottenere quello che vogliono: tirar dentro quanta più gente possibile con la promessa di un grande ritorno sugli investimenti (ROI) senza dover fare molto per realizzarlo. Gavin Andresen, un noto sviluppatore di bitcoin,  haaffermato e ribadito per esempio, che tutti i cloud-mining bitcoin sono schemi di Ponzi. Vi vendono infatti potenza mining di macchine che nel migliore dei casi sono esauste e non vi ripagheranno mai dei soldi spesi per affittarne la potenza di lavoro, o fanno guadagnare pochissimo solo se uno affitta e rivende allo stesso prezzo massimo un mese dopo, incassando la produzione di quel mese come guadagno sull’investimento (ben poca cosa, dunque!).

Nel 2014, Trendon Shavers è stato arrestato e successivamente condannato a 18 mesi di prigione, dopo il suo coinvolgimento in uno schema Ponzi correlato ai Bitcoin. I rapporti affermano che ha sottratto in tutto 146.000 BTC agli investitori, pari a circa 807.380 $ durante il periodo in cui ha operato.

Un altro schema di Ponzi, che da allora ha smesso era CryptoDouble. Nel 2015, ha cessato tutte le operazioni dopo aver promesso chepyramidscheme avrebbe raddoppiato i depositi dei propri utenti entro 100 ore. Pare sia fruttato circa 2.233 BTC, pari a circa 500.000 $, del momento,  lasciando migliaia di clienti in perdita.

Ed infine i Ponzi su pseudo-criptovalute: Onecoin, Onelife, Swisscoin, Hubcoin sono tutti schemi Ponzi che sfruttano l’ignoranza e la curiosità di chi ha sentito parlare di   Bitcoin e dei favolosi guadagni che si possono ottenere (solo se ben investiti, però.) Fingendo di spiegarvi come funzionano le cryptovalute vi vendono il nulla , proiezioni di guadagno futuro in cambio di soldi reali, con pacchetti di acquisto di qualcosa che non corrisponde ai canoni di una criptovaluta. Ricordate sempre cosa è una criptovaluta e cosa la distingue da quello che questi truffatori cercano di vendervi o coinvolgervi: è una valuta come tutte le altre, nel senso che cambi quando vuoi e la quantità che vuoi (anche 1 solo euro), ma ha la particolarità di essere una moneta matematica, con sicurezze crittografiche (codificata), un sistema di registri delle transazioni (o blockchain) sempre visibili e trasparenti e soprattutto a controllo decentralizzato. Non c’è cioè un Ente Centrale, un governo o peggio, una società che ne controlla l’emissione, il valore e la distribuzione o le transazioni.

Cosa si può fare:  Come accennato prima, se sembra troppo bello per essere vero, allora probabilmente lo è. Evitare di investire in qualcosa che prometta più  guadagno di quanto il ROI possa garantire. Anche se una società Bitcoin ha ricevuto recensioni positive, non aderite subito. Diffidate e fate una vostra ricerca prima. Poi mi ringrazierete, se un investimento che credevate in origine per essere un affare vero si è poi rivelato essere uno schema Ponzi.

. – CONCLUSIONI

Purtroppo, finchè il mondo del bitcoin continua a crescere catturando l’attenzione delle persone che sono desiderose di investire in una nuova tecnologia che promette grandi cose, le truffe su e con i bitcoin rimarranno un fattore prevalente.

Tutto ciò non contribuisce a migliorare lo situazione anzi, è più probabile che ostacoli la sua crescita e che le  vittime di truffa rifuggano da ogni ulteriore investimento nella criptovaluta. Inoltre, la mancanza di regolamentazione significa anche che è più facile per i truffatori scovare le vittime giuste nello spazio  Bitcoin.

Come tale, è improbabile che le truffe che coinvolgono bitcoin si fermeranno in qualunque momento presto; tuttavia, essere a conoscenza dei diversi tipi di truffe rende più facile ad evitare di diventarne vittima e perdere potenzialmente migliaia di dollari, senza alcuna speranza di recupero.

Spunti da Hacked.com  di Rebecca Campbell del 30/10/2016 Aggiornato e corretto da gavriloBTC

 

Cryptolocker: 1000 società colpite nel Triveneto nel 2015 – Messaggero Veneto

Messaggero Veneto 19 aprile 2016

Riportiamo la notizia apparsa ieri sul quotidiano locale friulano Messaggero Veneto che si rifà al rapporto Clusit 2016 (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) i quali dati offrono una panoramica abbastanza inquietante del cybercrimine in Italia. Il riferimento parla di un aumento del 30% annuo di aziende e soggetti colpiti da ransomware cryptolocker e suoi derivati e di riscatti pagati preferibilmente  in bitcoin per un valore di 9 miliardi di euro solo per quanto riguarda oltre un migliaio di casi denunciati nel 2015.

Non è sicuramente una bella pubblicità per il Bitcoin sempre più conosciuto ed apprezzato per le sue doti di praticità, pseudonimità, non falsificabilità e irreversibilità (pari e meglio del contante!) che ne disegnano un futuro di adozione globale di massa nel giro di pochi anni e che vede come sempre in questi casi, l’Italia ancora molto ai margini della conoscenza.  Certamente quindi il bitcoin è interessante ed appetibile non solo per i pirati informatici, ma e soprattutto per la gente comune e soprattutto in Italia dove ben note ormai sono le collusioni tra potere politico e bancario a tutto discapito delle tasche dei cittadini. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di contribuire alla conoscenza e al corretto uso di questa che è la regina delle criptovalute , oro digitale e sempre più bene di rifugio soprattutto dalle grinfie di Stati e Governi sempre più illegittimi e lontani dai bisogni e dal benessere delle popolazioni.

L’invito è sempre quello: informarsi sul suo utilizzo (del bitcoin) e premunirsi per quanto riguarda la propria sicurezza informatica, ormai non un mero problema di attività e industrie, ma sempre più una questione privata che ci riguarderà da vicino nel prossimo futuro.

Per leggere l’articolo cliccate sull’immagine qui sotto.

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Criptolocker antivirus: la soluzione gratuita di Bitdefender Labs

Criptolocker : Bitdefender Labs svela la soluzione ai ransomware

Bitcoinist-Bitcoin Ransomware

I ransomware Bitcoin sono stati una spina nel fianco di molti appassionati di moneta digitale, e gli esperti di sicurezza hanno avuto un molte difficoltà trovare soluzioni. Nel corso degli anni, ci sono stati vari ceppi di ransomware, ognuno dei quali ha portato qualcosa di nuovo alla questione  rendendosi più difficile da rimuovere da un computer infetto. Ma l’ultima soluzione di Bitdefender può porre fine alla maggior parte di questa miseria.

Una soluzione per i ransomware Bitcoin?

Bitcoinist-Bitcoin Ransomware Bitdefender Labs

E’ difficile ignorare i danni causati dai Bitcoin ransomware nel corso degli ultimi anni, in quanto ci sono stati tanti attacchi contro singoli utenti, aziende, e anche le strutture sanitarie. I criminali informatici scelgono questa soluzione, perché è accessibile sul darknet e non ci sono soluzioni praticabili per contrastare la maggior parte dei ceppi di ransomware se non quella di pagare il riscatto in bitcoin.

I primi Bitcoin ransomware sono cominciati ad apparire più o meno cinque anni fa, e il modo in cui questo malware si sta diffondendo si  è evoluto nel corso degli anni. In principio, gli utenti dovevano scaricare un file e aprirlo sul proprio computer. Di solito, questo poteva esser fatto attraverso allegati di posta elettronica, come ad esempio documenti Word e file PDF infetti.

Ma in tempi più recenti, i bitcoin ransomware hanno cominciato a diffondersi pure attraverso altri mezzi. Alcune versioni non costringono più l’utente a scaricare un file , ma semplicemente visitando un determinato sito web infetto è sufficiente per avviare l’infezione. In altri casi, il malware si diffonde da reti pubblicitarie che pubblicano annunci infettati con il malware in questione.

Sembra però ci possa essere una soluzione all’orizzonte come ha rivelato Bitdefender Labs con un nuovo programma che dovrebbe proteggere i consumatori e le imprese da varie versioni di Bitcoin ransomware. Anche se questa soluzione software non sarà una sufficiente protezione contro le versioni più recenti di questo malware, CTB-Locker, Locky, e TeslaCrypt non dovrebbero più essere in grado di infettare i computer.

La minaccia principale dei Bitcoin ransomware è il modo in cui criptano i file e le cartelle presenti sul disco rigido di un computer. Una volta che l’utente è in realtà bloccato da questi programmi, tutto ciò che si può fare è pagare il riscatto o provare a ripristinare l’accesso ai file ripristinando un backup precedente. Tuttavia, quegli utenti che non fanno backup dei propri dati regolarmente, potrebbero perdere alcuni file e documenti importanti nel processo di ripristino.

Inoltre, non è sempre possibile recuperare i file da un backup direttamente, perchè alcune forme di ransomware eliminano tutte le copie shadow sul computer. Questo lascia agli utenti solo la possibilità di pagare o reistallare completamente sistema operativo e programmi sul pc infettato. Le imprese hanno reparti IT che possono eludere la maggior parte di questi problemi, ma per il consumatore medio, soluzioni come quella da BitDefender Labs sembrano essere l’unica opzione.

Cliccate qui per scaricare gratuitamente  il programmino che serve a livello di protezione e prevenzione, ma NON nel caso siate vittime del Criptolocker. (in quel caso non vi rimane che pagare)

Epidemia Cryptolocker: cosa fare e come muoversi

cryptolocker1Dall’inizio di questo mese (febbraio 2016) sto assistendo ad una vera e propria epidemia di Cryptolocker, l’ormai tristemente famoso ramsonware che cripta/codifica tutti i documenti, immagini, pdf del computer infettato rendendoli inaccessibili finchè non viene pagato un riscatto di diverse centinaia di euro in Bitcoin agli hacker/estorsori per ottenere il programma di decriptazione e riavere così accessibilità ai propri file.  Il “virus” (malaware) in questione in realtà è  noto da anni, ma ha ripreso vitalità grazie alla possibità per i pirati informatici di essere pagati in Bitcoin sfruttando così quelle doti di pseudo-anonimità della crypto-moneta per non essere tracciati.

La notizia viene riportata in questi giorni da diversi quotidiani locali e nazionali e qui sotto riporto alcuni link:

Leggete gli articoli per farvi un’idea, ma soprattutto alcune cose da sapere che vi riporto qui di seguito, utili  a chi è sotto questo tipo di attacco. Vi segnalo inoltre il sito ransomware.it dove troverete molte informazioni utili su questa infezione informatica.

  1. Prevenzione. E’ parzialmente possibile evitare di “prendere il virus” solo se si hanno sistemi informatici sotto antivirus aggiornati e a pagamento e soprattutto un backup giornaliero dei dati del pc/lan attaccata .  Entrando nel proprio pc attraverso l’attivazione di un file (pdf, zip o docx) allegato a una mail fraudolenta, è quasi impossibile per chiunque non presti veramente attenzione a ciò che sta per clickare, evitare di farsi infettare.
  2. Misure immediate. Il cryptolocker è velocissimo. Codificherà tutti i vs documenti e si spanderà rapidamente a tutte le periferiche di archiviazione e di rete collegate al pc infetto. Appena vi accorgete, staccate  subito il pc infettato da internet e dalla rete interna/lan (fisicamente, staccate i cavi!) e dalle periferiche di archiviazione connesse (chiavette usb, hdd esterni ecc,) comprese, qualora ve ne fossero, le unità fisiche di backup per salvare il salvabile dei dati contenuti
  3. Rimozione. Non esiste antivirus o programma che riesca a rimuoverlo e a ripristinare i propri file.  Il cryptolocker si personalizza applicando una diversa codifica su ogni pc/lan che attacca. Tale codifica è elaborata da un motore/server remoto collocato per lo più in paesi (es. Russia-Cina) dove è impossibile risalire agli autori o al programma stesso. Toglietevi dalla testa quindi di poter risolvere acquistando programmi che lo promettono in giro per la rete. Forse funzionano con vecchie versioni del ramsonware, ma certamente non con le ultime che stanno girando e con le loro varianti (Cryptowall Teslacrypt, Locky ecc.). Risparmiate quindi i vostri soldi per acquistare i Bitcoin e pagare il riscatto.
  4. Pagare. Non c’è altra soluzione infatti che procurarsi i bitcoin richiesti e pagare il riscatto oppure formattare il pc e perdere tutti i documenti cryptati se questi hanno scarso valore per voi.  Il riscatto vi costerà come un pc nuovo, quindi valutate bene cosa fare.
  5. A chi affidarsi. E’ brutto da dirsi: non alla Polizia Postale, almeno non prima di aver recuperato i propri file e di sicuro la Polizia non vi sbloccherà i file cryptati.  L’ organo di sicurezza pubblica che dovrebbe essere preposto a perseguire questi reati , nonostante il lodevole sforzo dei suoi operatori è privo però delle dotazioni tecnologiche e degli strumenti cognitivi adatti, chiede formalmente alle vittime di non sottostare al ricatto e di non pagare il riscatto in quanto “non c’è certezza del recupero dei propri file.”  FALSO.  Potrei capire se si trattasse di un oggetto fisico per cui, una volta presi i soldi, la truffa/ricatto si completerebbe non inviando l’oggetto all’acquirente, permettendo così ai delinquenti di prendersi i soldi e tenersi l’oggetto, per poi magari rivenderlo ad altri e ottenere così un doppio guadagno. In questo caso però stiamo parlando di un programma di decrittazione buono solo per quel pc infettato e per nessun altro. Per quale ragione dovrebbero accanirsi sulla povera vittima dopo che questa ha pagato, questo è un mistero. In ogni caso, tutte le decine  di casi di cui sono personalmente venuto a conoscenza finora e di cui mi sono occupato per quanto  mia competenza (Bitcoin) si sono risolti in maniera positiva con il successivo recupero dei dati criptati. Se la procedura viene seguita con calma e passo dopo passo, anche chi non è un esperto informatico riesce a venirne fuori con i propri file. Altrimenti, chi proprio non  vuole rischiare, può acquistare i bitcoin ed affidarsi a un tecnico informatico per svolgere tutte le operazioni di pagamento e decrittazione dei file.

cryptolocker

Come posso aiutarvi

Faccio una doverosa premessa.   Personalmente mi occupo di Bitcoin e cryptovalute e ci tengo espressamente a sottolineare che non ho nulla a che fare con i delinquenti che si dedicano all’estorsione come nel caso di cui stiamo trattando del cryptolocker. Collaboro inoltre attivamente con la Polizia Postale locale per quanto riguarda le truffe e i reati connessi con questa cryptovaluta dando il mio apporto di conoscenza gratuitamente al solo scopo di aiutare vittime e forze dell’ordine a far luce sulla questione ed assicurare i colpevoli alla giustizia. Di certo non è in questo modo ( con il cryptolocker) che vorremmo che il Bitcoin e le numerose qualità che possiede, giungessero a conoscenza del grande pubblico, ma piuttosto per le doti che lo pongono alla pari del contante e dell’oro rendendolo appetibile a molti investitori. Il cryptolocker è dunque un danno alla mia attività di divulgazione delle cryptovalute e sono io il primo ad invitare le vittime a sporgere regolare denuncia presso le forze dell’ordine.  A questo proposito ci tengo a segnalare  il post dell’avv. Stefano Capaccioli  che illustra perchè   Cryptolocker: bitcoin non è la causa!  Tutto ciò non mi esime però a scrivere la verità sulla questione, come sopra avrete potuto leggere.  Aggiungo che in Italia, come sempre succede, si preferisce colpire chi non centra nulla come noi che ci occupiamo di Bitcoin e cambio valute piuttosto che perseguire con i mezzi adatti chi questi reati li compie con premeditazione.  Di ciò i veri criminali se la ridono e  ci prendono pure in giro (clicka per ingrandire e leggi cosa scrivono)

cryptoscherno

Per questo motivo, il rischio di associazione al reato di estorsione o quantomento l’accusa di complicità con gli estorsori, fa si che le vittime del cryptolocker trovino terra bruciata attorno a loro: non appena si pronuncia la parola “cryptolocker” o la richiesta di 1,3 o 0,94 BTC ( i prezzi attualmente richiesti in pagamento per il programma di decriptazione), siti specializzati nel cambio (es. Bitboat) e colleghi dealers (es. mars78) come questi (vedi e ingrandisci foto sotto) letteralmente  vi chiudono la porta in faccia rendendo ancora più difficile recuperare dati importanti, magari frutto di una vita lavorativa o che comunque possono compromettere seriamente la vostra attività .

cryptositi

Non è il mio caso.  Io vi aiuterò a venirne fuori semplicemente facendo quanto di mia competenza, fornendovi cioè i bitcoin che vi servono e insegnadovi ad usarli, riceverli scaricando un wallet bitcoin gratuito,  inviarli a chi volete con le tempistiche corrette, ed individuare infine l’ID transazione per confermare i vostri pagamenti   . Per evitare qualsiasi commistione o compromissione infatti non spedisco per alcun motivo bitcoin a terze parti ma solo alla stringa/indirizzo del vostro wallet bitcoin e non sono tenuto, nè mi interessa sapere cosa poi farete dei bitcoin acquistati, ma vi assicuro che tanto vi basterà per potervi arrangiare da soli a risolvere il vostro problema con un eventuale cryptolocker.

Qui trovate il link alla mia inserzione di cambio valute con tutti i dati per potermi contattare direttamente .

Inviate la vostra richiesta di informazioni via mail a [email protected] specificando la quantità esatta di bitcoin che vi servono : la cifra in euro o dollari richiesta dagli estorsori  è puramente indicativa e non è quello che vi serve in quanto dovrete pagare in bitcoin che è prodotto in numero limitato, non ha una quotazione ufficiale ed è sottoposto ad una forte volatilità dovuta alla domanda ed all’offerta sul mercato. Con l’epidemia di cryptolocker in atto e la conseguente forte richiesta è facilmente intuibile che il suo valore possa subire sbalzi anche rilevanti e non corrispondenti alle quotazioni che trovate in rete.  Io vi risponderò con tutte le indicazioni utili e lascerò aperto un canale telefonico per seguirvi direttamente nelle operazioni di utilizzo della criptovaluta che acquisterete.

Dopo aver scaricato il programma di decriptazione. In qualche caso il recupero dei file è avvenuto solo parzialmente, pare che disattivando momentaneamente  il programma di antivirus e rilanciando il decrypter si riesca a recuperare anche il resto.  In altri casi basta cambiare l’estensione del file rimettendo quella originale (doc, pdf, jpg) per poterli aprire riutilizzare (sempre e dopo aver lanciato il decrypter che avrete scaricato dopo il pagamento)

Attenzione!!  Tenete d’occhio il contatore  che c’è nella richiesta di bitcoin del cryptolocker che riceverete: se lo lasciate scadere sarete costretti a pagare il doppio della cifra iniziale richiesta.

Sgominata la banda del cryptolocker – chiuso l’exchanger Coinbit.it. 08/07/2015

Udine, 08 luglio 2015

btc-criminalCon l’operazione denominata Cryptowash la Polizia Postale di Udine, coordinata dalla Procura distrettuale di Trieste, ha messo fine all’ attività dei criminali informatici attraverso il ransomware Cryptolocker che ha colpito numerose attività commerciali anche in Friuli ed addiritura i pc di due magistrati della Procura di Udine, come ho riportato  precedentemente proprio su questo blog . Il malware, com’è noto, una volta eseguito sul proprio personal computer, cripta in maniera progressiva decine di tipologie di file in esso conservati rendendone impossibile la fruizione se non dietro il pagamento di una somma in bitcoin per lo sbloccaggio. Solo pagando l’utente può ricevere la chiave che consentirà di decodificare i propri file.

La Questura ha dichiarato che “le indagini, partite già da alcuni mesi, hanno avuto una svolta decisiva nel marzo di quest’anno, a seguito di una denuncia sporta dall’amministratore delegato di una società friulana in cui una impiegata aveva incautamente aperto un link, pervenuto in allegato a una email che preannunciava un rimborso su una spedizione SDA“. I responsabili dell’azienda hanno deciso di pagare il riscatto versando la somma richiesta in bitcoin attraverso il sito Coinbit.it e ricevendo, in risposta, un’email contenente la chiave per decifrare i file “bloccati” da Cryptolocker.

Threat to digital currency. Criminal succeeds hacking theft. File contains Clipping mask, Transparency.

Da queste informazioni, gli agenti sono potuti risalire ad una persona residente in provincia di Padova. Durante le verifiche sono emersi “elementi di responsabilità riconducibili ad un vero e proprio sodalizio (che aveva anche una società in Estonia, sulla quale sono ancora in corso accertamenti) i cui appartenenti si presentavano come semplici intermediari di coinbit che nonostante si dichiarassero estranei alla diffusione del virus , effettuavano il cambio in bitcoin ed inviavano loro stessi  il codice per lo sbloccaggio dei computer infettati“.

Tra i gestori di Coinbit, stando a quanto riferisce la Polizia di Stato, pur essendo ancor’oggi citato tra i servizi per lo scambio di Bitcoin (vedere questa pagina), vi sarebbero quindi persone direttamente coinvolte nelle attività illecite legate al ransomware Cryptolocker. “In realtà erano perfettamente al corrente della natura illecita dei proventi incamerati (…)” dal momento che gli agenti hanno rinvenuto non soltanto “le tracce delle transazioni effettuate a seguito del pagamento dei riscatti ma addirittura hanno recuperato centinaia di messaggi che gli indagati si inviavano via smartphone“.

Con tali messaggi venivano scambiati “consigli sulla diffusione di Cryptolocker, sul riciclaggio del denaro, su come comportarsi davanti alle forze di polizia in caso di perquisizione o di assunzione di sommarie informazioni, indicazioni su nomine di avvocati di fiducia (…)“.

Secondo le prime stime della Polizia, l’associazione a delinquere avrebbe indebitamente rastrellato circa  277 mila euro e più di 1.500 persone truffate. Il sito incriminato www.coinbit.it è stato sequestrato. Tra le vittime cadute nella trappola non solo cittadini e aziende soprattutto private ma anche tribunali, come quello di Udine e Comuni, quello di Trento ad esempio, e persino strutture delle forze dell’ordine. Sette i denunciati, tutti di età compresa tra i 23 e i 27 anni, disoccupati tranne un quarantenne che ha un’attività nel settore informatico, residenti a Padova e tra le province di Brescia e Bergamo .

Anche il sottoscritto si è trovato a far fronte in questi mesi alle richieste di chi è stato colpito da questo ransomware ed ha poi utilizzato il bancomat bitcoin di Udine per poter ottenere i bitcoins con cui gli hacker si facevano pagare.  Una situazione per me imbarazzante, in quanto non è il modo migliore per diffondere l’uso della criptomoneta, ma un conto è fare il cambio valuta e magari cercare di aiutare in qualche modo chi non ne ha pratica nell’uso, un altro è fare la mezza con chi il virus lo diffonde facendosi complice dell’estorsione. Le indagini ci diranno quale è il grado di coinvolgimento dei gestori del sito coinbit.it…

Gavrilo

Link correlati:

Anche i magistrati devono pagare il riscatto in Bitcoin – Cryptolocker

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Questo post non intende avvallare o sostenere in nessun modo l’ azione criminale dei pirati informatici che diffondono il virus Cript0L0cker, ma si limita a costatare e sottolineare la disinformazione che certe testate giornalistiche (Messaggero Veneto appartiene al gruppo Repubblica – Espresso) fanno sull’ argomento Bitcoin. Gli  ignoranti come costoro, se non hanno intenzione di dare le corrette informazioni, potrebbero almeno tacere.

LE BUFALE DEL MESSAGGERO VENETO – Parte seconda – 12 giugno 2015
1. Il Bitcoin attualmente vale tra i 200 e i 230€ . Anche volendolo comprare dal BTM (bitcoin bancomat) di viale Palmanova, a poche centinaia di metri dalla loro redazione, il prezzo, compresa la commissione, non supera questa cifra. Basterebbe farci un salto e magari parlare con il sottoscritto per verificare le fonti come dovrebbe fare ogni giornalista ed ogni quotidiano che si rispetti…
2. Non c’è rimedio al Cript0L0cker, il riscatto richiesto in Bitcoin va pagato nei tempi e con le procedure indicate , altrimenti si rischia di non decriptare più i dati infettati dal virus. Se i tempi e la procedura di pagamento in BTC vengono rispettati, i dati vengono SEMPRE recuperati tutti. Quindi conviene sì fare attenzione a non infettare il pc, ma una volta fatto il danno, conviene pagare, a meno che non si abbia un backup completo e recente di tutti i dati. Ma naturalmente questo non ve lo potrá mai dire la Polizia Postale perchè significa ammettere di non poter contrastare in alcun modo un reato. Meglio fare quindi falsa informazione e terrorismo mediatico che indicare l unico rimedio possibile. E chi meglio del MV può prestarsi a scrivere simili idiozie?
3. Il Cript0L0cker non è un virus trojan, un cavallo di troia, non agisce permettendo agli hacker di controllare il vostro pc, ma semplicemente avvia la procedura di criptazione progressiva di tutti i dati del pc infetto utilizzando la chiave di criptazione generata da un server remoto, quindi impossibile da decifrare se non con la chiave di sblocco giusta che appunto si ottiene pagando con la moneta + anonima in circolazione. Il Bitcoin appunto, con buona pace di giudici, polizia postale e Messaggero Veneto.
Conoscere il Bitcoin e quanto sia positivo e potente strumento di libertà è comunque molto + semplice ed istruttivo di demonizzarlo con articoli imbecilli come questi.

GAVRILO

Se il Friuli torna alla Lira, l’hacker si fa pagare in Bitcoin con il CryptoLocker- Messaggero Veneto 27/03/2015

CryptoLocker, l’hacker si fa pagare in Bitcoin

Sarebbe una notizia che rientra nella norma e passa pressochè inosservata, quella della titolare di un noto ristorante della zona di Udine che per sua sbadataggine, si fa infettare il computer dall’ormai conosciutissimo virus CryptoLocker, (ne parlarono anche a Striscia la Notizia alcuni mesi fa).

Il virus CryptoLocker è la derivazione di un  worm noto ormai da diversi anni ( 2008) il Gpcode.AK, che agisce criptando i dati della vittima e richiedendo poi un pagamento per la decriptazione. CryptoLocker generalmente si diffonde come allegato di posta elettronica apparentemente lecito e inoffensivo che sembra provenire da istituzioni legittime, si installa nella cartella Documents and Settings (o “Users”, nei sistemi operativi Windows più recenti) con un nome casuale e aggiunge una chiave al registro che lo mette in avvio automatico. Successivamente tenta di connettersi a uno dei server di comando e controllo, una volta connesso il server genera una chiave RSA a 2048 bit, manda la chiave pubblica al computer infetto.  Il malware quindi inizia a cifrare i file del disco rigido con la chiave pubblica, e salva ogni file cifrato in una chiave di registro. Il processo cifra solo dati con alcune estensioni, tra queste: Microsoft Office, Open document e altri documenti, immagini e file di Autocad. Il software quindi informa l’utente di aver cifrato i file e richiede un pagamento anonimo per decifrare i file. Il pagamento deve essere eseguito in 72 o 100 ore, o altrimenti la chiave privata viene cancellata definitivamente e “mai nessuno potrà ripristinare i file”. Il pagamento del riscatto consente all’utente di scaricare un software di decifratura con la chiave privata dell’utente già precaricata. (fonti Wikipedia).

Nulla di eccezionale quindi, se non fosse che l’hacker ha trovato nel Bitcoin, la miglior valuta per farsi pagare anonimamente il riscatto.

E’ questo il motivo per cui i titolari del noto ristorante udinese hanno fatto visita, come riporta l’articolo del giornale locale, al “centro Bitcoin” di viale Palmanova a Udine, sede del primo “bancomat” Bitcoin istallato in Italia (il terzo istallato in Europa a quei tempi…).Se i titolari abbiano o meno usufruito dei servizi di cambio-valute di quel “centro Bitcoin” in cui si sono recati ed abbiano poi pagato il riscatto contrariamente a quanto affermato nell’intervista, non sta certo a noi svelarlo, ma non si può non rilevare che il Friuli è tornato all’utilizzo della vecchia Lira abbandonando l’Euro. Il Messaggero Veneto infatti, nel suo articolo che riproponiamo in foto qui sotto, afferma che il riscatto per decrittare i dati del pc infetto ammonti a 0,8 BTC pari a 240 mila lire!!!

Sarà forse questo il motivo per cui l’hacker a preferito farsi pagare in Bitcoins??    lol 🙂

Al di là degli scherzi e delle “sviste valutarie”, notiamo anche come in pochissime righe, l’autore dell’articolo, il giornalista Renato D’Argenio, abbia saputo dare le informazioni minime e necessarie sul Bitcoin al largo pubblico dei lettori locali ancora ignari della rivoluzione delle criptovalute e di ciò gliene va senz’altro reso merito.

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Riporto qui di seguito l’inserzione per lo scambio di Bitcoin che ho pubblicato su vari siti e forum specializzati.  Potete contattarmi  anche da lì, io sono sempre attivo!

P.S. Qualcuno potrebbe dire che è lungo da leggere per chi è di fretta, lo so, ma tenete presente che state trattando con denaro vero, soldi e se non prestate la massima attenzione è inutile che poi vi lamentiate perchè vi hanno imbrogliato o truffato. Da me avrete onestà e chiarezza, altrettanto ne esigo dagli altri!

SUPPORTO GARANTITO PER I NEWBIES!!

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Riferimento prezzo: Come riferimento viene utilizzata  la quotazione istantanea  in Euro di https://coinmarketcap.com/ (sito che fa la media delle quotazioni di tutti gli exchangers in una data valuta)  a cui si devono adguare  gli oneri per il servizio offerto meglio comprensibili leggendo questo articolo. NON chiedete quindi il prezzo se non siete pronti al cambio e quindi al pagamento perchè la risposta che avrete non sarà sicuramente soddisfacente, visto che la quotazione dei bitcoin può variare in pochissimo tempo anche del 20% e oltre. Il prezzo praticato sarà comunque e sempre competitivo ed aggiornato con validità massima di 90 minuti, potrete perciò scambiarli  con fiducia e confidenza.

CONTATTI:

Cell. – SMS – Voce -Whatsapp : 349-3249622

e-mail : [email protected]

Skype/Telegram :   @gavrilobtc (tutto in minuscolo), quello con l’avatar del minatore con barbone-lampada e piccone Grin

Di persona:  presso il Bitcoin ATM (bancomat) di viale Palmanova, 420 a Udine previo appuntamento.

ATTENZIONE  agli impostori che utilizzano i miei dati (nickname e/o dati personali ricavati da carta postepay) e si spacciano per il sottoscritto soprattutto su Skype e Facebook (utilizzando lo stesso mio nickname: gavrilobtc)
IMPORTANTE: Per avere la certezza di trattare direttamente con me verificate il vostro contatto chat utilizzando il n. di cell. qui pubblicato. Non eseguite transazioni prima di aver effettuato la verifica!!! Grazie

Acquisto possibile anche in frazioni e centesimi. Leggere sotto i limiti dell’offerta

HO SEMPRE OTTIMA DISPONIBILITA’ DI QUANTITATIVO, E ASSICURO UN TRATTAMENTO ADEGUATO ALLE VOSTRE ESIGENZE…….CONTATTATEMI!!!

REGOLE GENERALI:

Per lo scambio a mano e di persona ed in contanti non è richiesta alcuna verifica di identità, con la riserva però di verificare l’autenticità delle banconote con cui effettuate lo scambio. Se effettuate ricariche in contanti di carte prepagate è necessaria la foto della ricevuta del pagamento con una dicitura (che vi sarà comunicata) scritta sopra a penna.

Per i pagamenti online il rischio di essere truffato aumenta perciò, prima di procedere al cambio anche di piccole cifre servirà che inviate:

1) selfie (foto di se stessi a volto scoperto) con un documento di identità leggibile in mano e foglietto con data odierna scritto a penna o in alternativa la pstessa procedura effettuata in vdeochiamata;

2) corrispondenza con l’account/conto da cui si paga (cioè conto intestato alla stessa persona) ovvero screenshot (foto cattura schermo) del profilo titolare conto/account dove è possibile leggere lo stesso nome e cognome che compare sul documento di identità del selfie.

In alcuni casi (raramente) è richiesto anche un n.di cell e/o email dove verificare il contatto.

E’  inderogabile facoltà di chi cede i bitcoin/criptovalute comunque  ed in qualunque momento di rifiutare la transazione. Tali verifiche servono solo per la prima volta, per le seguenti l’invito è solo a richiedere SEMPRE i dati per il pagamento PRIMA di averlo eseguito evitando così di versare il denaro su conti/carte non + attive e perdere la somma versata che non vi verrà restituita.

METODI DI PAGAMENTO:

A MANO E DI PERSONA: qualsiasi importo in contanti se nel raggio di max 50Km (se mi muovo io). Sono geolocalizzato su Localbitcoins per chi volesse incontrarmi, perciò non mi si chieda di dove sono, basta fare una ricerca lì… E’ il sistema di cambio più sicuro ed anonimo tra tutti, ma viste le attuali normative sul limite delle transazioni in contanti, non sempre c’è la disponibilità . Si prega quindi di accordarsi bene prima su modalità, quantità  e costi.

CONTANTI VIA POSTA: E’ possibile effettuare lo scambio di qualsiasi importo prima concordato inviando i contanti in busta chiusa e avvolti in due fogli di carta bianca ( per anonimità) all’indirizzo che vi verrà fornito dopo un contatto in cui avverrà l’accordo tra le parti. E’ consigliabile effettuare la spedizione via Raccomandata A.R. in modo che vi sia numero di tracciatura che fornirete. All’arrivo della busta le operazioni di apertura saranno video registrate  in modo che ci sia prova certa del contenuto della busta e dopo la verifica di autenticità delle banconote, si potrà effettuare l’invio della criptovaluta che solo in quel momento verrà quotata e prezzata. 

RICARICA POSTEPAY: Sono accettate soprattutto piccole ricariche fino a 998  €uro (chiedere prima x cifre maggiori). Il servizio è discrezionale. Per evitare il verificarsi di truffe da inoltro, bisogna  specificare prima da dove verrà effettuata la ricarica PostePay, se on line/Poste (in questo caso si rimanda alla procedura di verifica sopradescritta) o da tabacchino/ricevitoria Sisal perchè i dati che dovrò fornirvi cambiano. Inoltre avrete tempo max 90 minuti per effettuare la ricarica e postarmi su whatsapp/Telegram/Skipe o in email la vostra stringa/indirizzo del wallet bitcoin assieme alla foto/prova dell’avvenuto pagamento. Dopo tale tempo massimo sarà difficile riconoscere la vostra ricarica da altre e dovrete perciò fornire prova di identità collegata a quella di ricarica effettuata.

RICARICA SUPERFLASH (chiedere prima la disponibilità)
Come e meglio della Postepay, con il codice carta e il codice fiscale che vi sarà fornito, potrete ricaricare questa carta prepagata del gruppo Intesa/San Paolo da qualsiasi tabacchino associato al circuito ITB (utilizzato anche per pagamenti INPS, Postepay, F24, bolli auto, canone RAI, cartelle Equitalia) o direttamente ad uno sportello bancario del gruppo Intesa e, se correntisti, anche da ATM bancomat dello stesso gruppo o con HomeBanking. Grazie all’IBAN associato a questa carta, per importi superiori ai 1000€ potrete tranquillamente ricaricarla anche con bonifico SEPA con costi e tempi identici. Il costo di ricarica da tabacchino è di 2,00 (a vs carico). Nel caso in cui il tabaccaio, non sappia cos’è la Superflash, ditegli di cercare Intesa San Paolo o Intesa SP sul display del suo terminale.
Maggiori info : http://www.bancaitb.it/Lanostraoffer…vizio_ISP.aspx

SKRILL/NETELLER: (attualmente non operativo) per piccoli importi fino a €50/100,00 con eventuali spese a carico vostro se i fondi sono in valuta differente da €uro. Per importi maggiori accetto  a mia discrezione, SOLO se siete conosciuti dal sottoscritto e giudicati affidabili. Nel caso di un primo acquisto valgono strettamente le Regole Generali su descritteper quanto riguarda l’ “adeguata verifica”. Inutile chiedere per chi non ha questi requisiti, la risposta sarà negativa.

PAYPAL ACCOUNT:  Per piccoli importi fino a max €200,00 e solo provenienti dal vostro saldo conto paypal. No pagamenti con somme prese da carte di credito o conti bancari collegati a paypal. Per importi maggiori si accetta a discrezione, se siete già conosciuti e giudicati affidabili. Nel caso di un primo acquisto qualsiasi sia l’importo, valgono strettamente le Regole Generali su descritte per quanto riguarda l’ “adeguata verifica”. Inutile chiedere per chi non ha questi requisiti, la risposta sarà negativa. Non  interessa se siete super verificati o se spedite con il metodo BENI/SERVIZI o AMICI/FAMIGLIA, la verifica è imprescindibile.
Visti gli alti rischi, i costi intrinsechi con questo sistema sono doppi rispetto ad altri metodi.

GIROCONTO BANCOPOSTA CLICK: Chi possiede un conto corrente postale, ha la possibilità attraverso GIROCONTO ONLINE, di effettuare un pagamento visibile immediatamente. L’ operazione è semplice e velocissima in quanto si verifica subito il vostro accredito e si invia immediatamente i bitcoin concordati al wallet indicato senza alcuna spese aggiuntive a vs carico ( nemmeno l’euro di postepay). Per effettuarlo vi verrà fornito solo il nr. di conto corrente postale e nome dell’intestatario ricevente, ma sopra certe cifre, non sarete esenti da una verifica di identità descritte nelle REGOLE GENERALI perchè con questo metodo si possono trasferire fino a 15.000 euro a transazione.

BONIFICO BANCARIO, POSTALE O SU IBAN : per importi non inferiori a €500,00. Quotazione, prezzo e invio BTC solo dopo adeguata verifica come da regole generali sopra descritte e dopo verifica accreditamento sul conto (24-48h circa) ;

PRESSO IL “BANCOMAT” BITCOIN DI UDINE: per chi abita in Friuli o in zone limitrofe.
E’ infatti attivo ed operante dal 20/02/2014  il primo bitcoin ATM istallato in Italia (il terzo in Europa dopo quelli di Helsinki e Zurigo), situato in Viale Palmanova 420 a Udine, vi permetterà di cambiare i vostri €uro in [btc]itcoin in meno di 15 secondi in perfetta sicurezza ed anonimità.
L’ATM Lamassu (questa è la marca del dispositivo) accetta banconote in euro da tutti i tagli (da 5 fino 500 euro) e potrete effettuare transazioni nel pieno rispetto delle normative italiane sulla circolazione ed acquisto per contanti (max 1999,00 euro). L’operazione di cambio è semplicissima: basterà  far riconoscere al BTM il Qr-code (codice a barre multimediale quadrato) contenente la stringa/indirizzo del wallet che volete ricaricare, introdurre le banconote e cliccare INVIA sul touchscreen della macchina. Il prezzo €uro/Bitcoin  è sempre visibile ed aggiornato in tempo reale sullo schermo e l’accreditamento sarà immediato.
Potrete effettuare l’operazione di cambio presso il BTM solo se avete il qr-code anche con un paper wallet (potete generarne gratuitamente su https://www.bitaddress.org) poi, una volta giunti a casa, potrete crearvi il vs wallet su personal computer o smartphone e riversare i vostri bitcoin eliminando successivamente il paper wallet.
Gli orari dell’ATM/bancomat di Udine sono: dal lunedi al venerdi dalle ore 8.00 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle 20.00; il sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 (non sempre).
Ho aperto un thread specifico su operatività e tariffe del [btc]ATM di Udine qui: https://coinatmradar.com/bitcoin_atm/111/bitcoin-atm-lamassu-udine-gavrilobtc-headquarters/
Se avete bisogno di assistenza o spiegazioni per la prima operazione di scambio sul “bancomat” o se volete inoltre eseguire cambi in contanti e di persona con somme complessive anche maggiori (pur nei rispetti delle normative vigenti) contattatemi al nr di cell. qui pubblicato.

INSERZIONE EBAY
Potrete trovare QUI un’ inserzione da 20€uro . Il prezzo delle bitcoin nelle inserzioni è sempre aggiornato in tempo reale.
L’offerta eBay è indirizzata soprattutto ai neofiti e a chi vuole acquistare piccole frazioni di BITCOIN da €20,00 tenendo presente che ha a che fare con 3 intermediari (compreso il sottoscritto).
Non accetto pagamenti a mezzo Paypal, chiedete prima per non rischiare di ricevere il rimborso in tempi biblici (lunghissimi). Gli scammers sono avvisati.
Dico subito che la convenienza di vendere BTCitcoin via eBay è poco più che nulla in quanto su 20€ che è il prezzo di vendita finale, incide la tariffa richiesta da eBay. Alla fine, al dealer (il sottoscritto, per capirci) rimane ottimisticamente circa il 10%, compreso i rischi frequenti di chargeback. Tutto considerato quindi, e vista la mia disponibilità a cambiare anche piccolissime cifre, le inserzioni eBay sono da considerarsi + una pubblicità alla mia attività di scambio monete che una convenienza per il sottoscritto.

Vista dal lato di chi “compra” invece, l’offerta dei 20€ via eBay, soprattutto per i niubbi (i nuovi bitcoiners), rappresenta una maniera sicura e garantita per maneggiare le bitcoin e impratichirsi con l’uso della criptomoneta spendendo piccole cifre. Cosa che, per chi inizia, è sicuramente + importante del tasso di cambio praticato, soprattutto per le cifre e le frazioni minime di BTC di cui stiamo parlando. Per quelli che ormai conoscono le bitcoin, sanno che resta senz’altro più conveniente trattare in maniera diretta fuori da eBay il prezzo, tenendo sempre presente però che parliamo di piccole frazioni di Bitcoin e che non si può pretendere la luna a livello di tariffa (vedi commissioni sotto i 50,00 euro di ordine). 

A fine transazione un commento per testimoniare come vi siete trovati è molto gradito.

ESCROW (aquisto con garanzia): solitamente non ce n’è bisogno, basta guardare le centinaia di feedback SOLO positivi che ho nelle varie inserzioni in giro per il web, ma comunque accettato per i più malfidenti, che possono salvaguardarsi utilizzando le mie inserzioni su LOCALBITCOINS o su PAXFUL, piattaforme che appunto tengono a garanzia  i bitcoin da voi prenotati finchè non avrete pagato e in caso di controversie decidono se rilasciarli o meno. 
Sappiate comunque che sono sempre disponibile  a provare l’onestà con cui opero con foto del wallet, immediatamente dopo la ricarica o live su Skype e qualsiasi altra prova preventivamente concordata che possa garantirvi. Se proprio volete un escrow esterno e SOLO per importi importanti, lo concorderemo assieme ma le eventuali spese saranno a VOSTRO carico

Infine ecco i link alle principali inserzioni pubblicate che  vi invito a leggere per conoscere i prezzi che pratico e a guardare  le centinaia di feedback positivi che testimoniano il mio onesto operare.

https://paxful.com/user/gavrilobtc 
https://localbitcoins.com/accounts/profile/gavriloBTC/ 
https://bitcointalk.org/index.php?topic=327894.0 (sezione italiana)

https://bitcointalk.org/index.php?topic=1576347.0 (international users)
http://www.ebay.it/usr/gavrilobtc
http://www.moneywantersforum.com/index.php/topic,13320.msg53364.html
Primo Bitcoin Bancomat in Italia – Udine:  https://bitcointalk.org/index.php?topic=626650.0 

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