Bitcoin e solidarietà: la tecnologia in aiuto dei terremotati.

 Articolo del 01/09/2016 10:30 AM di  Joël Valenzuela
Italian Anonymous Bitcoin Group Offers Aid, Bitcoin Education to Earthquake Victims

Un gruppo anonimo di Bitcoiners italiani vuole utilizzare la criptovaluta per aiutare le vittime del terremoto che ha devastato una parte del territorio del loro paese.

Nessun servizio finanziario

Il terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito e distrutto insieme ad altri il comune di  Amatrice alla fine di agosto.Secondo l’operatore BTM e imprenditore nel campo delle criptovalute Luca Dordolo, il disastro ha azzerato persino la maggior parte dei servizi base di quella zona:

“Per il momento siamo a conoscenza di circa 300 vittime e tutto è distrutto, nè banche o servizi finanziari, manca veramente tutto, persino acqua ed elettricità.”

Anche  Dordolo è venuto da poco a conoscenza dell’iniziativa di lanciare una campagna per aiutare le vittime del terremoto:

“Un gruppo di bitcoiner italiani sta lanciando una campagna di  crowdfuding per aiutare le popolazioni e i comuni dell’Italia centrale  devastati dal recente terremoto. Pensano che ristabilire la Rete Internet possa aiutare ad un rapido ritorno alla normalità in quelle zone e vogliono tirar sù dei fondi in Bitcoin per attuare il proposito e susseguentemente insegnare a quelle popolazioni l’uso del Bitcoin per gli scambi commerciali.”

Opportunità di insegnare il Bitcoin

Un gruppo di entusiasti del  Bitcoin sta combinando la loro passione con il desiderio di aiutare le vittime avviando una raccolta fondi, ristabilendo i servizi essenziali, e insegnando l’uso delle criptovalute. Michele Tringali, portavoce per l’ Italian Bitcoiners Anonymous Group Earthquake Aid (IBAGEA), ha condiviso la visione di questo progetto con un comunicato stampa:

“Il tragico sisma del 26 Agosto 2016  che ha devastato gli antichi borghi abitati  in centro Italia con una  magnitudo 6.2 e provocato quasi 400 vittime, ha fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi nazionali ed internazionali con l’entrata in campo di  molte forze per portare i primi aiuti ed il ripristino delle condizioni minime di vita alle popolazioni colpite. Mentre ancora si scava per sgombrare le macerie e salvare chi ancora ne è rimasto sepolto sotto, si allestiscono tendopoli e servizi di accoglienza per i senzatetto, si cerca anche di fare la conta dei danni e stabilire le priorità di intervento per un ritorno alla vita normale. Un gruppo di bitcoiners italiani di fronte a tale situazione, si è riunito per decidere in che modo portare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma, ritenendo che una delle priorità essenziali per la ricostruzione sia appunto intervenire nel ripristino delle comunicazioni e della tecnologia in modo da velocizzare quanto più possibile il ritorno alla normalità in quelle località martoriate dal sisma.

Per fare ciò si è pensato di indire una raccolta di fondi internazionale in Bitcoin, moneta digitale che da la possibilità di effettuare donazioni in maniera pressochè anonima e che, per le sue molteplici caratteristiche,  può rappresentare una forma veloce e trasparente di intervento, visto chei fondi depositati sono pubblicamente verificabili in ogni momento, senza intermediari o costi (cambiovalute, banche ecc.). Il gruppo di bitcoiners italiani che per ora vuole restare anonimo, ha infatti affidato ad una società scozzese esperta nel settore IT e specializzata in quello delle criptovalute, la Berkshter LP di Edimburgo, il compito di organizzare concretamente questa raccolta fondi  attraverso un sito web che pubblichi l’aggiornamento della situazione sul posto ed il progresso della raccolta dei fondi. I fondi in criptovaluta saranno conservati su un hardware wallet  Trezor e messi poi a disposizione per realizzare i progetti del gruppo di bitcoiners italiani  e la realizzazione sul posto di infrastrutture tecnologiche, dall’istallazione di antenne ripetitori via radio e wi-fi per portare immediatamente rete internet nelle zone colpite, passando per corsi di apprendimento e uso delle criptovalute per l’immediato ripristino degli scambi commerciali e attività produttive in questo periodo di mancanza di servizi bancari e istituzioni, fino ad interventi strutturali come ad esempio aule e sale tecnologiche quando si entrerà veramente nella fase di ricostruzione.

Per il momento e per chi volesse cominciare da subito a dimostrare la propria solidarietà, la Berkshter LP ha messo a disposizione un’address wallet con relativo Qr-code, dove inviare i Bitcoin :earthquakeaid1KBPod31YMGYDe2QcQDEussjVJH22GRhi1

insieme alla propria email info@berkshter.com per un contatto anche da parte di volesse offrirsi di collaborare per la messa online e l’aggiornamento del sito web dell’iniziativa.”

  • liberamente tradotto da cointelegraph logo (clicka sull’immagine per leggere l’articolo in originale)

AGGIORNAMENTO DEL 06/09/2016

APERTA LA PIATTAFORMA WEB DI SOLIDARIETA’ AI TERREMOTATI – WWW.BITALYQUAKE.ORG

IBAGEA, il gruppo di bitcoiners italiani che ha lanciato la raccolta fondi in criptovaluta per aiutare le popolazioni dell’Italia Centrale colpite dal recente e devastante sisma di fine agosto, ha comunicato di aver aperto, grazie al lavoro di alcuni volontari, la piattaforma web che ospita l’iniziativa di solidarietà annunciata nei giorni scorsi. La società startup IT scozzese Berkshter LP, a cui IBAGEA ha affidato  la raccolta fondi su un wallet bitcoin a tecnologia Trezor, ha registrato il dominio www.bitalyquake.org e messo a disposizione lo spazio hosting su cui  i volontari stanno alacremente lavorando. La piattaforma fornisce già l’aggiornamento in tempo reale delle donazioni che vengono effettuate , ma si prefigge il compito di fornire notizie fresche e di prima mano della situazione sul posto e sulle iniziative che verranno poste in atto con i fondi raccolti, la pubblicazione di filmati e foto grazie alle nuove tecnologie come  l’uso di droni ed una bacheca su cui postare commenti e mettersi a disposizione con idee e fattivamente per le azioni da effettuare nelle zone del sisma.

– Non solo bitcoin dunque – commenta Michele Tringali, portavoce del gruppo di anonimi bitcoiners che promuovono l’iniziativa –  ma solidarietà internazionale, diretta e soprattutto trasparente grazie alla tecnologia blockchain che permette il controllo costante dei fondi raccolti da parte di chiunque lo desiderasse, con la sicurezza aggiunta di un hardware wallet Trezor. Non resta che invitare tutte quelle persone di buon cuore, convinte che la tecnologia sia un efficace strumento per aiutare il ritorno alla normalità quanto prima possibile delle popolazioni colpite dal sisma a contribuire attraverso la donazione libera sull’ address wallet pubblicato. Un ringraziamento va fin da subito ai bitcoiners della zona che si sono messi a disposizione e agiranno in prima persona per la realizzazione delle iniziative”.

BITCOIN FOR EARTHQUAKE = http://www.bitalyquake.org

Email = info@berkshter.com

Address wallet : 1KBPod31YMGYDe2QcQDEussjVJH22GRhi1

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